Formula Mercedes. I dominatori di questo come degli ultimi 6 Mondiali e di tutta l’era ibrida della F1, in Portogallo hanno il primo match point per conquistare il 7° titolo consecutivo. Alle Frecce nere servono 40 punti di vantaggio sulla Red Bull, prima e unica loro inseguitrice in classifica (391 contro 211), per scrivere un altro record con 5 gare d’anticipo rispetto alla fine della stagione e superare la Ferrari che è ferma a 6 corone di fila (1999-2004). Maranello nel 2002 chiuse i conti con 4 gp d’anticipo.
Non sarà facile e non dipenderà solo dai dominatori il risultato matematico, domenica, sul circuito di Portimao “sconosciuto” a loro come a quasi tutti i piloti. Servirebbe loro una doppietta e il punto bonus per il giro più veloce e contemporaneamente la Red Bull non dovrà raccogliere più di 4 punti; oppure un 1° e un 3° posto con gli austriaci fuori dalla zona punti con entrambe le macchine. Insomma, una debacle per gli avversari. Mai finora la Mercedes ha guadagnato 40 punti sulla Red Bull in una sola gara (ma massimo 37, all’esordio in Austria, con Verstappen a zero punti).
I 6 titoli finora vinti dai Mercedes, 2 sono arrivati in Russia e 2 in Giappone, mentre nel 2017 e 2018, la squadra di Brackley ha chiuso aritmeticamente i giochi in Brasile e negli Stati Uniti. Ma erano stagioni “normali”, non come questa, allestita in corsa e con 17 gare in calendario. Più facile che la festa degli anglo tedeschi venga celebrata in Italia, a Imola il 1° novembre, il che darebbe all’impresa anche il senso simbolico di un definitivo passaggio di consegne.
L’abitudine alle imprese. La Mercedes ha dimostrato in questi anni una superiorità tecnica senza o con pochissimi confronti. Per merito loro, che pur vincendo con la macchina migliore, non hanno mai smesso di progredire. Lo hanno fatto anche in quest’anno anomalo e complicato, presentandosi con delle innovazioni: non solo il Das, il volante magico che cambia la convergenza delle ruote in movimento, e che sarà vietato dal prossimo campionato. Ma con un’evoluzione della vettura e soprattutto della power unit che a differenza di (quasi) tutti gli altri, non ha perso di potenza dopo le nuove normative introdotte come conseguenza dell’inchiesta Fia sul motore 2019 della Ferrari, sospettato di un funzionamento improprio del flussometro della benzina (l’indagine si è chiusa a febbraio con un patto segreto tra Federazione e Maranello).
Non sarà facile e non dipenderà solo dai dominatori il risultato matematico, domenica, sul circuito di Portimao “sconosciuto” a loro come a quasi tutti i piloti. Servirebbe loro una doppietta e il punto bonus per il giro più veloce e contemporaneamente la Red Bull non dovrà raccogliere più di 4 punti; oppure un 1° e un 3° posto con gli austriaci fuori dalla zona punti con entrambe le macchine. Insomma, una debacle per gli avversari. Mai finora la Mercedes ha guadagnato 40 punti sulla Red Bull in una sola gara (ma massimo 37, all’esordio in Austria, con Verstappen a zero punti).
I 6 titoli finora vinti dai Mercedes, 2 sono arrivati in Russia e 2 in Giappone, mentre nel 2017 e 2018, la squadra di Brackley ha chiuso aritmeticamente i giochi in Brasile e negli Stati Uniti. Ma erano stagioni “normali”, non come questa, allestita in corsa e con 17 gare in calendario. Più facile che la festa degli anglo tedeschi venga celebrata in Italia, a Imola il 1° novembre, il che darebbe all’impresa anche il senso simbolico di un definitivo passaggio di consegne.
L’abitudine alle imprese. La Mercedes ha dimostrato in questi anni una superiorità tecnica senza o con pochissimi confronti. Per merito loro, che pur vincendo con la macchina migliore, non hanno mai smesso di progredire. Lo hanno fatto anche in quest’anno anomalo e complicato, presentandosi con delle innovazioni: non solo il Das, il volante magico che cambia la convergenza delle ruote in movimento, e che sarà vietato dal prossimo campionato. Ma con un’evoluzione della vettura e soprattutto della power unit che a differenza di (quasi) tutti gli altri, non ha perso di potenza dopo le nuove normative introdotte come conseguenza dell’inchiesta Fia sul motore 2019 della Ferrari, sospettato di un funzionamento improprio del flussometro della benzina (l’indagine si è chiusa a febbraio con un patto segreto tra Federazione e Maranello).