Il 'sorpasso' di Sainz, la felice concorrenza della Ferrari
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoLo chiamano Smooth Operator, Carlos Sainz, e oggi si capisce ancora di più perché. Calmo, con costanza e pazienza, arguzia e intelligenza, lo spagnolo riesce sempre a completare un compito pulito. Lavorando di fino. Ci sa fare con la materia macchine e motori, il figlio del campione di rally: più che un seduttore, è un operatore, anzi un artigiano del risultato. La canzone di Sade che il neoferrarista, 26 anni, canticchiava già in McLaren gli è rimasta attaccata addosso e da quest'anno si è trasferita sugli striscioni dei tifosi che prima dell'inizio della stagione lo hanno salutato ai test a Fiorano. A Portimao, terza qualifica della stagione per lui sul sedile di Maranello, l'apprendista della rossa fa il maestro. Non solo per la posizione che trova in griglia per il Gp portoghese (5°, in terza fila, con un distacco di 691 millesimi dalla pole di Bottas) ma anche per il modo in cui là ci arriva: una curva alla v…
Lo chiamano Smooth Operator, Carlos Sainz, e oggi si capisce ancora di più perché. Calmo, con costanza e pazienza, arguzia e intelligenza, lo spagnolo riesce sempre a completare un compito pulito. Lavorando di fino. Ci sa fare con la materia macchine e motori, il figlio del campione di rally: più che un seduttore, è un operatore, anzi un artigiano del risultato. La canzone di Sade che il neoferrarista, 26 anni, canticchiava già in McLaren gli è rimasta attaccata addosso e da quest'anno si è trasferita sugli striscioni dei tifosi che prima dell'inizio della stagione lo hanno salutato ai test a Fiorano. A Portimao, terza qualifica della stagione per lui sul sedile di Maranello, l'apprendista della rossa fa il maestro. Non solo per la posizione che trova in griglia per il Gp portoghese (5°, in terza fila, con un distacco di 691 millesimi dalla pole di Bottas) ma anche per il modo in cui là ci arriva: una curva alla volta, un centimetro dopo l'altro perfezionando a ogni giro fino a battere il suo compagno (8° a 958 millesimi dal finlandese) che non solo conosce la macchina meglio di lui visto che è 3° anno con la Scuderia, ma è ormai un rinomato qualificatore, professore del giro secco. Invece stavolta il monegasco, 23 anni, è meno brillante per sua stessa ammissione ("Non sono stato consistente come al solito") sebbene sia riuscito a qualificarsi, a differenza di Carlos, con gomme migliori (medie anziché soft) per la gara.
Cosa succede quando il pilota meno atteso, anche se secondo non si può dire e a Maranello non è mai stato detto, batte se non il titolare il più titolato al risultato? Bottas ha negato per 7 millesimi la pole numero 100 a Hamilton in un giorno toccante per Lewis e per tutta la F1: 27 anni fa moriva Ayrton Senna, idolo del britannico, che in Portogallo (Estoril 1985) conquistò la sua prima pole e vittoria. Il 7 volte campione del mondo guarirà a breve la ferita, magari già in gara, è capace di trasformare il dolore in rivalsa.
Di altro segno è il sorpasso (per ora in qualifica) di Sainz su Leclerc. Sebbene sia sempre "un buon segno quando il secondo pilota batte il primo" spiega il team principal, Mattia Binotto, che spende elogi per il neoacquisto come ha sempre fatto in questi mesi dicendo "sono molto contento di come si sta comportando Carlos e lui lo sta dimostrando con i fatti il suo valore. E' stato bravo nel preparare le qualifiche, è da inizio settimana che si è posto questo obiettivo. Ha messo insieme un bel giro e ha dimostrato concentrazione, impegno e determinazione".
A Leclerc, sebbene con delicatezza, non risparmia una tirata d'orecchie: "Charles non ha fatto la sua miglior qualifica, ci aspettavamo qualcosa di più da lui, è stato troppo aggressivo, impulsivo, a differenza di Carlos. Ma domani partirà con le gomme gialle che invece Carlos non ha. L'ideale era averli entrambi sulle gomme medie al via, ma non ci siamo riusciti. Il primo tentativo di Carlos non è stato sufficiente e per non rischiare nulla gli abbiamo montato le rosse". Ma detto questo, il bicchiere è mezzo pieno: "Soltanto tre team sono riusciti a portare entrambe le vetture in top 10. Il nostro obiettivo realistico per il weekend è quello di cercare di stare davanti alle McLaren e penso che sia possibile".
E avere due piloti veri in squadra, che si stimolano e migliorano a vicenda, magari anche battendosi, non fa che aumentare le motivazioni e le ambizioni. Leclerc sa di non avere accanto una controfigura ("Carlos ha fatto un buon lavoro. Speriamo che lui, partendo avanti con le soft e io dietro con le medie, possiamo avere una bella gara") e Sainz altrettanto: "Charles spinge come un matto, fa un lavoro della Madonna, sa estrarre il massimo dalla macchina, quindi sono contento di come sto imparando da lui, dal modo con cui approccia la gara. Io ho ancora tanto lavoro da fare, cose da capire e imparare per guidare una Ferrari, ho una lista così lunga che quando salgo in macchina devo pensare a mille cose. Ma sono orgoglioso del lavoro che stiamo facendo a Maranello, evidentemente paga. Ho cambiato un po' di cose nel mio stile di guida e altrettante nel set up. Oggi ho sentito la macchina più mia".
Un'estensione del proprio io. E l'io di Carlos è quello visto nel vento e nelle curve scivolose di Portimao, dove le macchine sentivano a malapena la presa dell'asfalto: "E' stato davvero difficile oggi, a ogni curva e specie nell'ultimo settore non sapevi quanto sarebbe stato imprevedibile. Devi avere l'esperienza per capire come guidare ogni singola curva e io mi sono concentrato proprio su questo, su come farne una dopo l'altra". Lavora di fino, lo smooth operator.