Formula 1, la svolta di Barcellona: 2020 alle spalle, la Ferrari può puntare al podio mondiale
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoBARCELLONA. Ma dove può arrivare la Ferrari? Il Gran Premio di Spagna ha dato una risposta importante: terza tra i Costruttori. Un obiettivo non scontato perché dovrà lottare gara per gara contro molti concorrenti, in particolare con le McLaren. E non è un obiettivo di ripiego, considerando dove erano l'anno scorso le rosse (doppiate a Barcellona e con distacchi doppi dai primi), incapaci di lottare a centro gruppo. Mercedes e Red Bull sono ancora molto avanti, diciamo irraggiungibili per chiunque e lo saranno per tutto l'anno. Anche perché, a parte piccoli dettagli, nessuno svilupperà fino a stravolgere le macchine visto che col budget cap le risorse sono state già dirottate sui progetti del 2022 quando la F1 cambierà i regolamenti.
BARCELLONA. Ma dove può arrivare la Ferrari? Il Gran Premio di Spagna ha dato una risposta importante: terza tra i Costruttori. Un obiettivo non scontato perché dovrà lottare gara per gara contro molti concorrenti, in particolare con le McLaren. E non è un obiettivo di ripiego, considerando dove erano l'anno scorso le rosse (doppiate a Barcellona e con distacchi doppi dai primi), incapaci di lottare a centro gruppo. Mercedes e Red Bull sono ancora molto avanti, diciamo irraggiungibili per chiunque e lo saranno per tutto l'anno. Anche perché, a parte piccoli dettagli, nessuno svilupperà fino a stravolgere le macchine visto che col budget cap le risorse sono state già dirottate sui progetti del 2022 quando la F1 cambierà i regolamenti.
La Ferrari si muove nella medesima direzione: guarda al futuro. E nel frattempo cerca di ottimizzare quanto può offrire la SF21 senza spendere energie per stravolgerla, utilizzando questa stagione di "transizione" per costruire non solo vetture migliori come è quella attuale rispetto alla sua sventurata progenitrice, ma anche procedure, spirito di squadra, mentalità vincente. I passi avanti sono stati fatti e sono importanti: la macchina è più bilanciata, guidabile, veloce. I piloti la apprezzano, con Charles Leclerc che quasi non la riconosce dall'irriconoscibile SF1000, mentre Carlos Sainz la scopre adesso e, nonostante le inevitabili difficoltà di apprendimento di un mezzo nuovo, non ci si trova scomodo. Buona già dai test in Bahrain e in queste prime gare con l'eccezione di Portimao una settimana fa: lì il fondo scivoloso, il vento e la particolare conformazione del circuito portoghese, oltre a qualche errore tra piloti e squadra, hanno visto Maranello fare un passo indietro. Ma il Montmelò che per le sue caratteristiche (curve a bassa, media e alta velocità, il rettilineo e l'asfalto usurante) mette alla prova ogni aspetto delle vetture e infatti è di solito teatro dei test prestagionali, ha restituito al Mondiale una Ferrari risanata dai guai del 2020: non solo in qualifica, ma anche nel passo gara e nella gestione delle gomme su un asfalto usurante, la rossa è stata promossa. In più, la velocità nelle curve lente, nel terzo settore più guidato, danno buone speranze per la gara di Montecarlo.
Per la prima volta in campionato, con Leclerc 4° e Sainz 7°, ha conquistato più punti della McLaren (18 contro 12). Il team principal, Mattia Binotto, ha voluto sottolineare con forza come la bontà del risultato sia il frutto di una combinazione di fattori, non solo di un pilota come Charles Leclerc che ha già dimostrato di poter fare miracoli per senza avere una macchina all'altezza come l'anno scorso. La coesione della squadra e il percorso per costruirla stanno a cuore all'ingegnere emiliano, visto che la Scuderia ha dovuto rialzarsi dalle cocenti delusioni della passata stagione e sembrerebbe averlo fatto reagendo unita: "Una gara positiva, con un buon bottino di punti che ci permette di accorciare le distanze dai nostri più immediati avversari. Era questo l'obiettivo principale del weekend e lo abbiamo centrato. Su questo tipo di tracciati, dove serve maggiore carico aerodinamico, abbiamo un qualcosa in più rispetto alla McLaren. Nell'ultimo settore, dove serve affrontare i cordoli a bassa velocità, la nostra vettura si è comportata bene. Solo lì, lo scorso anno, pagavamo un secondo. Torniamo a casa con la convinzione di aver fatto un passo avanti importante sul 2020. C'è ancora molto lavoro da fare per riportare la Scuderia dove dev'essere ma quello che mi fa piacere è vedere la voglia di crescere e di migliorare che sta caratterizzando tutta la squadra, in pista e a Maranello". La direzione presa, insomma, sembra quella giusta. E tra due settimane Montecarlo: pertugi, muri, curve lente. Casa di Leclerc. Occasione persino per un podio?