Binotto e la Ferrari di domani: "Ora è il momento delle scelte importanti"
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoAnche se sono solo libere, ci sono due Ferrari davanti a tutti. Charles Leclerc al comando, a casa sua. Carlos Sainz subito dietro. E' visibilmente contento, Mattia Binotto, che incontriamo nel paddock di Montecarlo. Anche se il team principal di Maranello non vuole alimentare più del dovuto le speranze dei tifosi: "Anche se questa macchina ha già dimostrato dei passi avanti, non bisogna essere troppo ottimisti, dobbiamo essere realisti e sapere che ci sono due team oggi davanti a noi che sono più forti e con degli ottimi piloti". Piuttosto l'ingegnere reggiano si concentra sul futuro: sul 2022 e il progetto di Maranello per affrontare la sfida del cambio dei regolamenti.
A che punto siete sul progetto macchina 2022?
"A un punto molto avanzato, inevitabilmente, perché si arriverà a un certo punto quest'estate in cui bisognerà congelare i disegni e iniziare a produrre un primo telaio e altro. Ora siamo in una fase in…
Anche se sono solo libere, ci sono due Ferrari davanti a tutti. Charles Leclerc al comando, a casa sua. Carlos Sainz subito dietro. E' visibilmente contento, Mattia Binotto, che incontriamo nel paddock di Montecarlo. Anche se il team principal di Maranello non vuole alimentare più del dovuto le speranze dei tifosi: "Anche se questa macchina ha già dimostrato dei passi avanti, non bisogna essere troppo ottimisti, dobbiamo essere realisti e sapere che ci sono due team oggi davanti a noi che sono più forti e con degli ottimi piloti". Piuttosto l'ingegnere reggiano si concentra sul futuro: sul 2022 e il progetto di Maranello per affrontare la sfida del cambio dei regolamenti.
A che punto siete sul progetto macchina 2022?
"A un punto molto avanzato, inevitabilmente, perché si arriverà a un certo punto quest'estate in cui bisognerà congelare i disegni e iniziare a produrre un primo telaio e altro. Ora siamo in una fase in cui dal punto di vista aerodinamico si stanno facendo delle scelte importanti, proprio di concetto, tra qualche settimana, diciamo un mese, il concetto vettura sarà consolidato. Poi si inizierà a lavorare su quelli che sono i dettagli come le geometrie aerodinamiche e altro. E' un momento chiave dello sviluppo del progetto perché rimangono poche settimane prima di congelare le macchine".
La lotta per il 3° posto in questo Mondiale sarà dunque subordinata allo sviluppo futuro?
"Il nostro obiettivo è quello di migliorarci in ogni singolo dettaglio, costruire quella mentalità di chi vuole sempre vincere. Il 3° posto poi lo vedremo a fine stagione. Dall'anno prossimo avremo un regolamento che durerà per parecchi anni e non ci si può presentare in qualche modo ancora in deficit di prestazione. Quest'anno è un anno singolo, il prossimo non è solo il 2022 ma anche tutti quelli successivi. E' inevitabile che la priorità deve essere questa. Nella nostra road map di crescita, che è sempre un'incognita rispetto a quello che fanno gli altri, è quella di un progetto che sta crescendo per come lo speriamo".
Anche il motore segnerà una discontinuità?
"Il motore l'anno prossimo verrà congelato per i successivi tre: quindi presentarsi al meglio è fondamentale. Ci sarà anche una nuova benzina per regolamento, col 10% di etanolo, più verde, che cambia completamente le caratteristiche della combustione, c'è dunque molto lavoro da fare anche sulla power unit per l'anno prossimo, e anche qua abbiamo un regolamento che ci limita le opportunità di lavoro al banco per cui bisogna essere efficienti nel modo in cui gestiamo lo sviluppo".
Mercedes e Red Bull, attualmente in lotta per il titolo, potrebbero essere svantaggiate nello spostare le priorità su questo Mondiale piuttosto che sul 2022?
"Il budget cap è una difficoltà per tutti e tre i top team, perché dobbiamo decidere le priorità, come sceglierle, assegnarle, come spendere i nostri soldi e dove mettere tutte le risorse. Le scelte che loro stanno facendo non lo so, se stanno ancora sviluppando la vettura di quest'anno o si stanno concentrando sull'anno prossimo. Io penso che la vettura dell'anno prossimo è talmente diversa da quella di quest'anno che non ci si può in qualche modo perdere o rallentare questo sviluppo. Lo vediamo noi ogni settimana quanto si progredisce: è una vettura che investendoci oggi sta progredendo molto, sarei sorpreso se loro stessero perdendo del tempo".
La Ferrari sta facendo la stessa campagna acquisti della Red Bull guardando avanti?
"Più che altro la Red Bull la sta annunciando. Noi in Ferrari abbiamo assunto negli ultimi 3 anni più di 30 ingegneri provenienti da tutti gli altri team, abbiamo più di 27 paesi rappresentati all'interno del gruppo ingegneria, siamo una squadra molto internazionale su una base molto italiana, non perché non li abbiamo annunciati non ci sono stati innesti".
Quanto conta essere coraggiosi per l'anno prossimo?
"Più che coraggiosi, direi che bisognerà essere efficienti, perché col budget cap dobbiamo essere intelligenti, capire bene il regolamento, leggerlo attentamente e tentare ogni strada iniziale possibile per poi convergere su quella giusta".
Cosa la convince di più e di meno del progetto 2022?
"L'obiettivo di quel regolamento è di fare in modo che le vetture siano più vicine, ma non credo che sarà così almeno all'inizio, quell'obiettivo non si raggiungerà subito, poi bisognerà vedere nel tempo quanto convergeranno. Il secondo obiettivo è facilitare i sorpassi per un'aerodinamica fatta per concederli, ma anche qui non sono convinto che ci arriveremo, almeno dai dati che possiamo vedere. Saranno comunque delle macchine molto prestanti: quando si genera prestazione si genera anche un disturbo nella scia. Detto questo è una discontinuità, ben venga, ma dire che raggiungerà gli obiettivi che si sono prefissati, non credo".
C'è il rischio di rendere le macchine troppo simili?
"Ne abbiamo discusso con la F1, dipende da cosa si intende per simili perché forse anche le vetture che oggi girano, cambiando loro il colore provate a capire qual è l'una e quale è l'altra. Sono vetture a ruote scoperte".
E oggi che Ferrari vede?
"Una Ferrari da svolta, che c'è già stata nei test in Bahrain e durante l'inverno: questa macchina è sicuramente migliore di quella dell'anno scorso anche se sappiamo che come Ferrari dobbiamo fare molto meglio. Però in un contesto come questo in cui la vettura era in gran parte congelata per regolamento era difficile fare meglio. La squadra ha reagito bene, ha dimostrato di essere capace di sviluppare comunque, di indirizzare i punti deboli e questo è incoraggiante per un futuro che deve essere ancora migliore di quello attuale. Credo che già in Spagna senza aspettare Montecarlo si siano visti dei segnali positivi in questa direzione. Poi ogni gara è a sé, qui a Monaco è molto particolare, dove conta molto anche l'abilità del pilota, la sua fiducia attorno a questo tracciato da qui alla qualifica. La nostra macchina al livello di carico massimo è maneggevole, si è dimostrato anche a Barcellona".
La vostra differenza rispetto alle migliori?
"Lo ha detto anche Ross Brawn nei giorni scorsi: non è poi così grande come può apparire perché non è un solo componente della vettura che fa la differenza ma la somma di tante piccole cose che uno può cercare di sviluppare ma quest'anno non lo faremo, arriverà qualche piccola cosa, ma il nostro focus è sull'anno prossimo. Faremo in modo che quel che porteremo funzioni al meglio sfruttando le occasioni che si presenteranno".
Il suo ricordo più bello legato a Montecarlo?
"La prima doppietta nel 1999 quando io ero in pista, ho ancora una foto delle due vetture di Michael Schumacher ed Eddie Irvine affiancate nel giro di rientro dopo la bandiera a scacchi all'entrata della Rascasse: trasformata in poster, ce l'ho in ufficio. Fu una doppietta significativa perché quell'anno la macchina si stava comportando bene e alla fine vincemmo il titolo Costruttori. Io ho iniziato nel '95, nel '93 era arrivato Jean Todt, nel '99 il titolo: a volte gettare le basi in F1 richiede tempo e pazienza, non è banale, lo sta dimostrando anche la Red Bull, oggi molto competitiva e che si può giocare un Mondiale dopo 7 o 8 anni che non vince. Nel frattempo, non sono successe rivoluzioni ma al contrario stabilità, pazienza e costruire".