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F1, Gp Francia: seconde libere dominate da Verstappen, quinto Leclerc

Max Verstappen
Max Verstappen (ansa)
Nella sessione pomeridiana le Red Bull ribaltano le posizioni del venerdì mattina, mettendosi alle spalle le Mercedes. Mentre si spegne la polemica sulle ali flessibili, si riaccende quella legata ai cordoli e alle gomme
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LE CASTELLET - Otto millesimi e la fotografia del venerdì di libere, al Paul Ricard, si ribalta: l'istantanea del pomeriggio, contrariamente a quella del mattino, vede Max Verstappen in primo piano con la Red Bull (in 1'32"872) e alle sue spalle le due Mercedes con Valtteri Bottas 2° appunto a 8 millesimi e Lewis Hamilton 3° (a 2 decimi). Le Ferrari, disperse nelle retrovie alla prima uscita, si rivedono tra le prime file: dietro una sorprendente Alpine con Fernando Alonso (4°) c'è Charles Leclerc, 5° a sei decimi abbondanti, mentre più lontano (a oltre 8 decimi) è 8° Carlos Sainz. Davanti al ferrarista spagnolo, i due piloti di casa: 6° Esteban Ocon con l'altra Alpine e 7° Pierre Gasly su Alpha Tauri. Se come atteso le rosse giocano in difesa nel week end francese dopo le due pole consecutive di Leclerc (a Montecarlo e Baku) è pur vero che la Scuderia sembra aver abbastanza forza per lottare nel gruppo di centro e contro la McLaren (Lando Norris 10°).

Eppure, niente è ancora del tutto stabilito in questa prima giornata: l'olandese è sì in testa (Perez scivola dal 2° crono del mattino al 12°) ma il suo inseguitore gli sta addosso con una mescola di svantaggio. Con le gomme più performanti, però, la Mercedes sembra soffrire come già accaduto, come se non avesse ancora trovato il giusto bilanciamento. I due piloti delle Frecce, in tutto questo, corrono dopo una scambio di telai ed Hamilton si sarebbe lamentato del suo (ex di Bottas). "Difficile dire se questi risultati dipendono dal telaio o dalle condizioni della pista - ammette il finlandese -. Ho avuto sensazioni molto migliori rispetto a due settimane fa, questo è certo. Abbiamo cominciato il weekend con il piede giusto. Tutto è andato bene, mi sono sentito a mio agio e sono stato piuttosto veloce finora. Il bilanciamento è buono, le gomme funzionano bene e mi trovo a mio agio con la macchina, questa è la differenza più grande".

Nel caldo e nel vento del Paul Ricard fluttuano molti elementi agitati: spente le polemiche sulle ali flessibili della Red Bull con una nuova direttiva (più inflessibile) entrata in vigore proprio in Francia, si accende il mormorio sempre della Red Bull sui cordoli (Verstappen ci è andato su perdendo un pezzo del fondo) e soprattutto sulla questione gomme. Le due (posteriori sinistre) che hanno lasciato a piedi a Baku Lance Stroll e soprattutto Verstappen mentre stava andando a vincere la gara, continuano ad agitare il paddock. La Pirelli, che in un primo momento aveva addebitato il guaio ai detriti in pista, una volta spediti gli pneumatici a Milano ha scoperto, e comunicato nei giorni scorsi, che "non c'è alcun difetto di produzione o di qualità. Il problema può essere messo in relazione con le condizioni di utilizzo dello pneumatico".

La ferita riscontrata è stata quella di un taglio circonferenziale interno prodotto evidentemente dall'alta velocità e dall'alto carico aerodinamico impresso su penumatici più sgonfi rispetto a quanto indicato. Verstappen infastidito e non soddisfatto della spiegazione. Di fatto il problema è che nessuno ha violato la legge: le verifiche su pressione, temperatura e angolo di camber (angolo di inclinazione della gomma rispetto all'asfalto) vengono fatte ad auto ferme. E non esiste un sensore per controllare la pressione in gara (running). La diatriba ha portato la Federazione internazionale a una nuova direttiva tecnica per aumentare i controlli e l'applicazione del regolamento.

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