Verstappen, Hamilton e un mondiale mai così incerto. Una questione di auto, piste e uomini
di Alessadra Retico , di Alessadra ReticoUn Mondiale per quasi due terzi già disputato, eppure non c'è ancora un vincitore indiziato. Tra Max Verstappen leader e Lewis Hamilton inseguitore ci sono solo 5 punti di distacco, con 221 ancora da distribuire all'aspirante campione (sono inclusi gli extra per il giro veloce e la sprint da disputare in Brasile) nelle prossime 8 tappe che, se non ci saranno variazioni nel calendario, porteranno ad Abu Dhabi a dicembre alla conclusione della stagione. La battaglia tra l'olandese della Red Bull e l'inglese della Mercedes è serrata sin dall'inizio dell'anno e il Gran Premio di Monza ha sintetizzato con la forza dei simboli la ferocia della loro lotta: una macchina contro e sopra l'altra nell'incidente all'uscita della prima Variante. Ritiro e zero in classifica per entrambi, ma anche uno strascico di polemiche e conseguenze che contribuiranno ad alimentare una contesa che in F1 non era così fervida dai tempi di Senna-Prost.…
Un Mondiale per quasi due terzi già disputato, eppure non c'è ancora un vincitore indiziato. Tra Max Verstappen leader e Lewis Hamilton inseguitore ci sono solo 5 punti di distacco, con 221 ancora da distribuire all'aspirante campione (sono inclusi gli extra per il giro veloce e la sprint da disputare in Brasile) nelle prossime 8 tappe che, se non ci saranno variazioni nel calendario, porteranno ad Abu Dhabi a dicembre alla conclusione della stagione. La battaglia tra l'olandese della Red Bull e l'inglese della Mercedes è serrata sin dall'inizio dell'anno e il Gran Premio di Monza ha sintetizzato con la forza dei simboli la ferocia della loro lotta: una macchina contro e sopra l'altra nell'incidente all'uscita della prima Variante. Ritiro e zero in classifica per entrambi, ma anche uno strascico di polemiche e conseguenze che contribuiranno ad alimentare una contesa che in F1 non era così fervida dai tempi di Senna-Prost. Appuntamento al 26 settembre in Russia per il sequel, dove Verstappen dovrà scontare tre posizioni in griglia (2 punti gli sono stati invece tolti dalla patente), gli stewart lo hanno ritenuto "principalmente" responsabile della collisione all'Autodromo. Ma quali saranno i fattori decisivi ad assegnare all'uno o all'altro il titolo più incerto e combattuto degli ultimi anni? E' una questione di auto, piste e naturalmente uomini.
Una questione di fondo
Poche le variazioni dai nuovi regolamenti aerodinamici per il 2021 ma, tra questi, quella del taglio del fondo delle vetture ha inciso fortemente sul rimescolamento delle forze: l'intervento, deciso per ridurre il carico aerodinamico (di circa il 10%) soprattutto nel retrotreno e consentire di mantenere le stesse gomme per il terzo anno consecutivo (causa slittamento per Covid delle nuove norme al 2022), ha di fatto favorito la Red Bull che col suo tipico assetto "picchiato" in avanti (rake), a differenza delle Mercedes tradizionalmente più "piatte" e con passo lungo, riesce a compensare la perdita di carico con tutto il corpo vettura. Fa funzionare meglio le coperture ed è più stabile specie nel posteriore rispetto alla sua rivale, riuscendo ad adattarsi meglio alle varie tipologie di circuito. Su piste più "guidate", con molte curve a varie velocità, la Red Bull prevale riducendo il gap d velocità sui rettilinei rispetto al motore Mercedes, che è il punto di riferimento della F1 dal 2014.
Il fattore affidabilità
La power unit Honda, che anche in termini di prestazioni si è ormai avvicinata al gioiello della Mercedes, ha risolto i problemi di affidabilità che l'avevano caratterizzata negli ultimi anni. Eppure proprio il motore, anzi la loro rotazione, può essere una chiave decisiva per il resto del Mondiale. Entrambi i team stanno utilizzando l'unità 3, l'ultima a disposizione per la stagione. Con 8 gare ancora da coprire, nessuna delle due squadre rischierà di doversi ritirare per esaurimento del motore ed entrambe passeranno quasi di certo all'unità n° 4 che costa la partenza dal fondo della griglia. I due sfidanti giocheranno una partita strategica nel decidere su quale pista scontare la penalità. Le più idonee sono Messico e Brasile, dove è più facile superare e rimontare.
I circuiti
Sulla carta la maggior parte degli 8 circuiti sui quali si correrà per concludere il Mondiale sarebbero più a favore Red Bull. Ma ci sono eccezioni e anche molte incognite. A cominciare da Sochi, terreno di conquista Mercedes e in particolare di Bottas e dove Verstappen dovrà comunque partire pagando tre posizioni in griglia per l'incidente con Hamilton a Monza. E il tracciato russo poco si presta ai sorpassi. In Turchia (10 ottobre) peseranno molto le variabili (strategie, gomme, temperature), ma la partita tra i forti cambi di pendenza e le curve molto impegnative, potrebbe vedere in vantaggio la Red Bull. Ad Austin (24 ottobre) serve guidare ma non ci sono grandi spunti di velocità (Red Bull favorita), in Messico (7 novembre) lunghi rettilinei per i sorpassi ma anche curve lente, l'altitudine e l'aria rarefatta, favorirebbero Verstappen. A Interlagos (14 novembre) equilibrio tra gli sfidanti per le caratteristiche miste del circuito brasiliano con i lunghi rettilinei, curvoni veloci e un settore centrale lento e tortuoso. 21 novembre ancora da assegnare: o all'anello esterno del Bahrein (chance divise al 50%) o al Qatar (pro Red Bull). Ultime due tappe in Medio Oriente, con l'esordio di Jeddah, Arabia Saudita, e dunque con molte incognite: il circuito è abbastanza veloce e col numero di curve più elevato (27). Chiusura solita ad Abu Dhabi: Yas Marina, tante curve medio lente e 2 lunghi rettilinei: Max davanti.
I piloti
Lewis Hamilton, 36 anni, 7 volte campione del mondo. Dopo l'incertezza del 2020, quando è stato confermato in griglia solo all'ultimo per questa stagione, quest'anno ha firmato per tempo per altri due campionati. E' la prima volta, eccetto che nel 2016 col titolo che gli è stato soffiato dal compagno Nico Rosberg, che l'inglese non ha a disposizione la macchina migliore. Per questo si trova ad inseguire. Ma a lui le sfide piacciono. Perfezionista, dedito alla causa Mercedes ma anche alle proprie: tra i suoi molteplici interessi (moda, musica, alimentazione, religione), ha dedicato negli ultimi anni molta attenzione ai temi sociali e all'antirazzismo. Argomenti con cui ha meno dimestichezza Max Verstappen, per carattere, formazione ed età: 23 anni, l'olandese è però un trascinatore di folle. E' maturato dai suoi esordi furiosi e precoci (a 17 anni), si dice anche grazie alla pace trovata con la sua fidanzata, Kelly Piquet, figlia di Nelson. Ma la natura rimane quella: sfrenata, come ha evidenziato anche il crash di Monza. Di fatto comanda nel 2021: si è preso la metà dei gp fin qui disputati, 7 successi contro i 4 di Lewis; 10 podi in tutto ciascuno anche se diversamente composti (per Max 3 secondi posti, per Lewis 5 secondi posti e 1 terzo posto); 8 pole dell'olandese contro le 3 dell'inglese. Perdere sarà più difficile che vincere per Max, ma la distanza è breve e lunga insieme.