Gp Messico, Verstappen vince e allunga in classifica: Hamilton è secondo. Leclerc quinto, poi Sainz
di Paolo Rossi , di Paolo RossiIl Paradiso era lontano 811 metri, e Max Verstappen li ha percorsi come il manuale della Formula 1 insegna. La partenza, nel Gp del Messico, è decisiva: lo sanno anche i bambini delle elementari che la scia a favore di chi insegue assicura un vantaggio di quasi mezzo secondo sull'intero rettilineo.
L'errore di Bottas
Tutti lo sapevano, tranne Valtteri Bottas: quelli della Mercedes si chiederanno per molto tempo cosa sia passato nella testa del loro pilota che, dopo la bella pole di sabato, ha gettato alle ortiche tutti i piani della scuderia tedesca. Cosa ha fatto? Invece di fare gioco di squadra, e aiutare il compagno Hamilton, si è messo a duellare con lui, lasciando clamorosamente un'autostrada vuota per chi veniva da dietro: Max Verstappen. Che ha infilato le due Mercedes come due pivelli al primo gp. "Incredibile: mi ha chiuso..." ha bofonchiato via radio il britannico al suo box, riferendosi a Bottas.
La prima curva di Verstappen
Il …
Il Paradiso era lontano 811 metri, e Max Verstappen li ha percorsi come il manuale della Formula 1 insegna. La partenza, nel Gp del Messico, è decisiva: lo sanno anche i bambini delle elementari che la scia a favore di chi insegue assicura un vantaggio di quasi mezzo secondo sull'intero rettilineo.
L'errore di Bottas
Tutti lo sapevano, tranne Valtteri Bottas: quelli della Mercedes si chiederanno per molto tempo cosa sia passato nella testa del loro pilota che, dopo la bella pole di sabato, ha gettato alle ortiche tutti i piani della scuderia tedesca. Cosa ha fatto? Invece di fare gioco di squadra, e aiutare il compagno Hamilton, si è messo a duellare con lui, lasciando clamorosamente un'autostrada vuota per chi veniva da dietro: Max Verstappen. Che ha infilato le due Mercedes come due pivelli al primo gp. "Incredibile: mi ha chiuso..." ha bofonchiato via radio il britannico al suo box, riferendosi a Bottas.
La prima curva di Verstappen
Il Messico ha decretato il vincitore alla prima curva, in sostanza. Ma è stato comunque un capolavoro: l'olandese ha frenato alla fine, solo quando ha dovuto per le leggi della fisica. E quando ormai aveva beffato i rivali. C'è stato spazio anche per infiammare gli animi dei 140 mila tifosi messicani nel vedere, per il gioco dei pit stop, il connazionale Sergio Perez (primo messicano sul podio in un Gp di casa) in testa con l'altra Red Bull e ancora, negli ultimi dieci giri, vederlo duellare con Lewis Hamilton per la seconda posizione. Senza successo, vuoi per la bravura (ed esperienza, e furbizia) del campione che ha rifiutato di consegnarsi completamente agli avversari. E Bottas? Dopo il suicidio in partenza, che potrebbe anche risultare fatale, a posteriori, nella storia di questo Mondiale, si è ritrovato ultimo dopo un impatto (e relativo testacoda) con gli altri che provenivano dalle retrovie e ha chiuso di fatto la sua gara. Gli hanno consentito, al muretto Mercedes, la chance del punto per il giro più veloce, per toglierlo a Verstappen.
Ferrari al quinto e sesto posto
Resta quell'errore pacchiano, inspiegabile per un pilota della sua esperienza, non traducibile neppure sul lettino di uno psicanalista (e infatti il finlandese ha respinto le accuse). Eppure la Ferrari (che, con il 5° e 6° posto di Leclerc e Sainz ha scavalcato la McLaren nella classifica costruttori) aveva mostrato nel gp del 2019 - con Leclerc & Vettel - quale fosse il protocollo da rispettare per conservare la testa.
Leadership rafforzata
Così il Messico rafforza la leadership di Verstappen che guadagna altri sette punti sul campione uscente, che diventano in totale diciannove. Questo Gp era considerato il primo delle cinque finali che restano, ora quattro corse condensate in meno di un mese, dal 14 novembre al 12 dicembre: domenica si vola in Brasile, dove non si è corso nel 2020 ma dove due anni fa vinse Verstappen. Quindi due corse inedite, in Qatar e Arabia Saudita. E poi il gran finale ad Abu Dhabi, dove l'anno scorso al traguardo fu sempre primo Verstappen.
Lo scenario si sta dunque delineando verso la Red Bull, che ora è dietro la Mercedes di un solo punto nella classifica costruttori: il team che domina le piste di Formula 1 dal 2014 è in sofferenza e aggrappato soltanto all'orgoglio di un fenomeno qual è Lewis Hamilton. Anche perché i tecnici hanno sottolineato come il team guidato da Toto Wolff abbia esaurito gli aggiornamenti raggiunto il limite dello sviluppo della W12. Come Antonio Giovinazzi, unico pilota italiano, che chiuderà a fine stagione la sua esperienza con Alfa Romeo.