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F1, bivio nel deserto: Verstappen-Hamilton, sprint per il titolo al buio

Lewis Hamilton festeggia sul podio la vittoria del Gp del Brasile (afp)
I prossimi due appuntamenti del mondiale sono un'incognita: il Qatar questo fine settimana e l'Arabia Saudita il 5 dicembre fanno il loro debutto assoluto in calendario. L'olandese rischia di perdere altri tre punti: oggi l'esame delle prove dell'incidente che, secondo la Mercedes, avrebbe potuto provocare in Brasile.
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DOHA — Una F1 al buio. Non solo perché non ha un vincitore del titolo certo a tre gare dalla fine del Mondiale. Ma perché i prossimi due appuntamenti sono un'incognita: il Qatar questo fine settimana (con un contratto di 10 anni dalla prossima stagione) e l'Arabia Saudita il 5 dicembre fanno il loro debutto assoluto in calendario prima della conclusione invece ormai consueta ad Abu Dhabi (12 dicembre).

Tutto può succedere, anche l'imprevedibile. Lo scorso week end, in Brasile, se ne è avuta una prova plastica dell'incertezza che domina questo campionato: Lewis Hamilton ha attraversato una serie di penalizzazioni che sulla carta avrebbero dovuto condannarlo a cedere definitivamente al suo rivale e leader della classifica, ma più di una magia di guida lo ha portato a ribaltare i pronostici e la sorte e infine al successo in gara. Il britannico della Mercedes ha ridotto le distanze dall'olandese della Red Bull a 14 punti dai 2…

DOHA — Una F1 al buio. Non solo perché non ha un vincitore del titolo certo a tre gare dalla fine del Mondiale. Ma perché i prossimi due appuntamenti sono un'incognita: il Qatar questo fine settimana (con un contratto di 10 anni dalla prossima stagione) e l'Arabia Saudita il 5 dicembre fanno il loro debutto assoluto in calendario prima della conclusione invece ormai consueta ad Abu Dhabi (12 dicembre).

Tutto può succedere, anche l'imprevedibile. Lo scorso week end, in Brasile, se ne è avuta una prova plastica dell'incertezza che domina questo campionato: Lewis Hamilton ha attraversato una serie di penalizzazioni che sulla carta avrebbero dovuto condannarlo a cedere definitivamente al suo rivale e leader della classifica, ma più di una magia di guida lo ha portato a ribaltare i pronostici e la sorte e infine al successo in gara. Il britannico della Mercedes ha ridotto le distanze dall'olandese della Red Bull a 14 punti dai 21 con cui si trovava a rincorrere domenica scorsa a Interlagos.

Hamilton, però, potrebbe avvicinarsi ancora di più: la Mercedes ha ottenuto una revisione "postuma" sulla manovra di Verstappen che avrebbe potuto provocare un incidente in curva 4 in Brasile. Se riconosciuto colpevole, il pilota della Red Bull potrebbe essere penalizzato di 5 secondi e quindi perdere il secondo posto in gara a favore di Bottas. In questo caso il suo vantaggio su Hamilton in classifica piloti si ridurrebbe a soli 11 punti.

 

CLASSIFICA MONDIALE PILOTI

 

E a Doha, dove le gru non smettono di alzare e abbassare le loro teste tra sabbia e grattacieli in tutta la città che si prepara a ospitare i Mondiali di calcio a novembre 2022, i contendenti al titolo si giocano una partita cruciale. Max potrebbe avere la palla del rigore, Lewis quella dei supplementari. Un bivio nel deserto.

Non ci sono dati, esperienze, ricordi che possano orientare la F1 su questa pista di Losail che è invece casa della MotoGp dal 2004 con la gara inaugurale. Le uniche macchine a correrci, quelle della Gp2 asiatica nel 2009, all'epoca c'era anche Sergio Perez, il compagno di Verstappen alla Red Bull. Costruito in appena un anno da un migliaio di operari per un costo di 58 milioni di dollari, le moto ci corrono in notturna dal 2007 e così farà la F1: 3600 i fari lungo i 5,380 metri della pista, 57 i giri, il rettilineo più lungo misura 1068 metri, una frenata importante alla prima delle 16 curve totali in rapida successione (10 a destra e 6 a sinistra), dalla 4 inizia la parte più guidata, con la 6 che è la più lenta, la 12, 13, 14 da correre con una traiettoria unica, dalla 15, che piega velocemente a destra, offre più di una traiettoria per i sorpassi. Il tratto centrale molto tecnico richiede un alto carico aerodinamico. Prato sui lati dall'asfalto per trattenere la sabbia che arriva dal deserto. Fondo poco gommato e abrasivo per gli pneumatici e un'evoluzione della pista data per scontata, tra agenti esterni, il susseguirsi dei passaggi e l'avanzare della sera.

 

 

Le caratteristiche di Losail, come peraltro quelle di Jeddah che si annuncia come il circuito cittadino più veloce, sulla carta favorirebbero la Mercedes. Ma finora molti dei pronostici sono stati smentiti. Ed Hamilton non sembra affatto tentato dal cedere le armi. Peraltro, oltre che sul proprio spirito combattente e sull'esperienza da 7 volte campione del mondo, può contare su un motore più fresco nonostante la stessa squadra anglo tedesca dica che il propulsore durerà poco. Abbastanza per l'ultima spinta in questo deserto? Sotto la sabbia, oltre la pista, cova di certo una battaglia tra i rivali. La Red Bull sospetta della regolarità della Mercedes in qualche aspetto a cominciare dal motore, la Mercedes ricambia con non meglio specificati dubbi sulla liceità di alcune squadre oltre che esplicitamente sulla manovra di Verstappen in Brasile. Ogni minimo dettaglio, al buio, potrà illuminare la soluzione del Mondiale.