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Binotto: "Corriamo per vincere". La Ferrari fa il pieno di fiducia

Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto 
Domenica il via al Mondiale. Il team principal: "In Bahrain non firmo per il secondo posto. C'è voglia di riscatto e siamo competitivi"
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Ferrari all'attacco. "Se ci accontentiamo di un 2° posto in Bahrain? No". Mattia Binotto sorride, alza le spalle, scuote la testa. Il team principal vuole vincere subito e provarci a ogni gara. Un successo al Cavallino manca da settembre 2019 (a Singapore con Sebastian Vettel), il titolo costruttori dal 2008 e piloti dal 2007 (Raikkonen). È tempo per tornare a sognare? Maranello lavora intensamente da un anno sul 2022 che inaugura l'era delle auto a effetto suolo. E la SF-75, in omaggio ai 75 della Scuderia, si è dimostrata affidabile e anche veloce nei sei giorni di test prestagionali tra Barcellona e Sakhir dove domenica si correrà il primo gp del Mondiale. "Per questo non firmo in partenza per un 2° posto, non per presunzione, ma perché quest'anno il nostro obiettivo è poter competere sempre. In Bahrain vogliamo lottare per il meglio, è alla nostra portata. Ma non ci siamo concentrati per vincere la prima …

Ferrari all'attacco. "Se ci accontentiamo di un 2° posto in Bahrain? No". Mattia Binotto sorride, alza le spalle, scuote la testa. Il team principal vuole vincere subito e provarci a ogni gara. Un successo al Cavallino manca da settembre 2019 (a Singapore con Sebastian Vettel), il titolo costruttori dal 2008 e piloti dal 2007 (Raikkonen). È tempo per tornare a sognare? Maranello lavora intensamente da un anno sul 2022 che inaugura l'era delle auto a effetto suolo. E la SF-75, in omaggio ai 75 della Scuderia, si è dimostrata affidabile e anche veloce nei sei giorni di test prestagionali tra Barcellona e Sakhir dove domenica si correrà il primo gp del Mondiale. "Per questo non firmo in partenza per un 2° posto, non per presunzione, ma perché quest'anno il nostro obiettivo è poter competere sempre. In Bahrain vogliamo lottare per il meglio, è alla nostra portata. Ma non ci siamo concentrati per vincere la prima gara, ma per essere pronti in tutte". 

"Siamo al livello degli altri"

La rossa è nata bene. "Punto di forza? Come anche altri, compresa la Mercedes che forse ci sorprenderà, andiamo bene nelle curve lente". Ed è veloce. La nuova power unit, che verrà congelata per i prossimi 4 anni, ha recuperato lo svantaggio di circa 20/25 cavalli rispetto alla concorrenza e anzi potrebbe averla superata: "Abbiamo ancora indicazioni imprecise da confermare, perché ai test non conosciamo il peso delle altre vetture. Ma siamo al livello degli altri, sicuramente non meno, semmai qualcosa di più". C'è voglia di gara e riscossa: "Veniamo da anni difficili, c'è desiderio di riscattarsi. Credo che saremo competitivi in Bahrain, non so ancora se 2 decimi avanti o 2 dietro, la Red Bull mi è sembrata molto forte con Verstappen, magari una ci sta davanti e l'altra dietro. Siamo a un livello in cui, se c'è una differenza, non sarà incolmabile". 

"4-5 gare per capire il vero potenziale"

Il Cavallino è Rampante. "Ma anche se andremo bene al Sakhir, non esulterei. Potrebbe essere un'illusione. È prematuro, non sappiamo dove siamo, serviranno 4 o 5 gare per capire i veri potenziali di queste macchine. L'importante è avere iniziato bene. Ci siamo preparati, i piloti si sono adattati, l'auto è sana, la correlazione funziona: si comporta in pista come ci aspettavamo, è un buon punto di partenza anche per gli sviluppi". Anche il porpoising, il saltellamento sui rettilinei in velocità accusato un po' da tutti, "lo abbiamo risolto in gran parte, già al 2° giorno a Barcellona avevamo rimedi. Non so se sarà superato in tutti i circuiti. Dal Bahrain introdurremo tutti un tirante al fondo sul posteriore, attaccato al cambio, per irrigidirlo". E il fondo, quasi identico per tutti perché molto prescrittivo, conta "tra l'80 e il 90% della prestazione aerodinamica, la parte sopra è quella rimanente, per gli ultimi 2 decimi. Le prestazioni, più prima che poi, convergeranno: il regolamento sta centrando i propri obiettivi". Aumentare lo spettacolo e i protagonisti. 

"Specchietti Mercedes? Non solo illegali, ma..."

Capitolo budget cap, il limite di spese: "Non può influire sul risultato sportivo, come dice Horner della Red Bull. Dovremo trovare un modo per superarlo e essere sicuri che stiamo competendo tutti con gli stessi mezzi". Gli specchietti della Mercedes sono leciti? "Non sono illegali, non lo erano i nostri del 2018 attaccati all'Halo che la Fia ci fece togliere. I supporti devono avere una funzione strutturale, non produrre un beneficio aerodinamico. Le discussioni sono iniziate". E il Mondiale anche, all'attacco.