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Ferrari, la doppietta in Bahrain nata anche ai pit stop

Tra i segreti del successo di Leclerc a Sakhir anche la rapidità dei meccanici di Maranello, in gara secondi solo a quelli della McLaren. Una procedura, quella del cambio gomme, resa più difficile dall'aumento di peso degli pneumatici e che comporta una preparazione speciale
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SAKHIR — Anche quando è ferma la Ferrari è veloce. La doppietta di Charles Leclerc e Carlos Sainz in Bahrain è stata decisa, anche, ai pit stop. I meccanici di Maranello sono stati secondi per rapidità solo a quelli della McLaren nel corso della gara. Il cambio gomme più lesto è stato il primo dei 3 fatti per pilota, al giro 15, sulla rossa dello spagnolo: 2.33 secondi. Di solo 2 millesimi più lento di quello sulla papaya di Ricciardo: 2.31. Ma l'australiano in classifica è 14°. Anche la seconda fermata per il madrileno è stata eccellente: 2.40 (la terza in 2.58). Ma ancora più significativo è il 2° pit al 32° giro del vincitore, Leclerc: 2.54 secondi. Mezzo secondo più veloce nello scontro diretto col suo avversario, Max Verstappen che gli si era fermato davanti tentando l'undercut, la sosta anticipata. Ma gli arancioni hanno impiegato troppo nel cambio: 3 secondi. Charles us…

SAKHIR — Anche quando è ferma la Ferrari è veloce. La doppietta di Charles Leclerc e Carlos Sainz in Bahrain è stata decisa, anche, ai pit stop. I meccanici di Maranello sono stati secondi per rapidità solo a quelli della McLaren nel corso della gara. Il cambio gomme più lesto è stato il primo dei 3 fatti per pilota, al giro 15, sulla rossa dello spagnolo: 2.33 secondi. Di solo 2 millesimi più lento di quello sulla papaya di Ricciardo: 2.31. Ma l'australiano in classifica è 14°. Anche la seconda fermata per il madrileno è stata eccellente: 2.40 (la terza in 2.58). Ma ancora più significativo è il 2° pit al 32° giro del vincitore, Leclerc: 2.54 secondi. Mezzo secondo più veloce nello scontro diretto col suo avversario, Max Verstappen che gli si era fermato davanti tentando l'undercut, la sosta anticipata. Ma gli arancioni hanno impiegato troppo nel cambio: 3 secondi. Charles uscendo dalla pit lane aveva la macchina con le ali che arrivava dietro, ed è riuscito a starle davanti. Fino alla fine.

Pneumatici più pesanti

Le fermate al Sakhir sono state per tutti più lente rispetto all'anno scorso, per via dei regolamenti cambiati e dell'aumento di peso e dimensioni degli pneumatici Pirelli, passati da 13 a 18 pollici. Spalle più basse e rigide, ma con cerchi più grandi e pesanti: la fatica aumenta ma anche gli esercizi si sono dovuti adeguare. Il peso complessivo, dato appunto più dal cerchio che dalla gomma in sé che ha meno "materiale", si stima sia aumentato del 25%. Si parla (la casa milanese non dà dati ufficiali), di quasi 23 kg per la posteriore, gomma+cerchio. E anche il diametro si è allargato, di quasi 5 cm, il che comporta un pericolo di sbilanciamento nelle operazioni ai box, e dorsali molto sviluppati. Nella top ten delle squadre più rapide nel deserto, la Red Bull, 4 volte campione del mondo di fila per rapidità (e con un 1'88 piazzato in Ungheria), non c'era. La Mercedes? Nemmeno. Dal 2015 la Dhl consegna un premio specifico ai vincitori di sveltezza alle soste (oltre che nel giro veloce).

Una preparazione speciale

Negli anni '50, Fangio scendeva pure dalla macchina per dare una mano, per mettere le gomme ci voleva anche un minuto. Preistoria. Adesso le squadre di meccanici, più di 15 impiegati nelle fasi di montaggio e smontaggio, si allenano con tecniche specifiche per una procedura cruciale che può far vincere, come perdere, un gp. Palestra, pesi, stretching, training di reattività fisico e mentale. Si calcola che il battito cardiaco dei meccanici raddoppi in quei frangenti concitati che vanno gestiti con estrema precisione e calma. E muoversi in sincronia per la sinfonia perfetta, come un'orchestra. Spalle forti e coordinazione sono tutto. E nel tempo sono diventati così fast che l'anno scorso la federazione ha chiesto di rallentarli: il tempo di reazione non inferiore a 0''2 tra il momento in cui un meccanico toglie il cric e quello in cui il pilota vede il semaforo verde per ripartire. Quest'anno, la procedura è stata cambiata: solo quando tutti e quattro gli avvitatori a impulsi hanno premuto "via" e sono trascorsi almeno altri 0,1 secondi, si può accendere il verde.

Si è accesso molto rosso, nel deserto. Il team principal di Maranello, Mattia Binotto, ha spiegato che gli uomini ai box si allenano da aprile 2019 coi nuovi pneumatici Pirelli e cha prima di Natale avevano già accumulato nelle proprie braccia e menti più di 1300 cambi. E sembra davvero cambiato tutto, da adesso.