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Un kolossal tra hotel e casinò, la F1 si prende Las Vegas

A novembre 2023 il circus farà tappa nella capitale del Nevada dove nei primi anni '80 aveva già corso due volte. Diventerà la terza tappa americana del calendario del prossimo Mondiale e si aggiungerà ad Austin e a Miami. Si correrà di sabato per tenere incollati alle tv, in prima serata, gli americani
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Colpo grosso, la Formula 1 si prende Las Vegas. A novembre 2023, in un giorno da definire ma che sarà senz'altro un sabato notte per aumentare la febbre del piacere, la massima serie torna nella capitale del Nevada dove nei primi anni '80 aveva già corso due volte come ultime tappe della stagione: fu decisiva nell'81, assegnò il titolo a Nelson Piquet (il brasiliano arrivo 5° e gli bastò 1 punto di vantaggio sull'argentino Carlos Reutemann, che non si classificò) e l'anno successivo lo consegnò invece a Keke Rosberg, 5° su Williams (vinse Michele Alboreto con la Tyrrell). Ma da allora, quando si girava per curve strette e lente per 3650 metri in un parcheggio del Caesars Palace, uno degli hotel più famosi della città, tutto è cambiato e cambierà.

Colpo grosso, la Formula 1 si prende Las Vegas. A novembre 2023, in un giorno da definire ma che sarà senz'altro un sabato notte per aumentare la febbre del piacere, la massima serie torna nella capitale del Nevada dove nei primi anni '80 aveva già corso due volte come ultime tappe della stagione: fu decisiva nell'81, assegnò il titolo a Nelson Piquet (il brasiliano arrivo 5° e gli bastò 1 punto di vantaggio sull'argentino Carlos Reutemann, che non si classificò) e l'anno successivo lo consegnò invece a Keke Rosberg, 5° su Williams (vinse Michele Alboreto con la Tyrrell). Ma da allora, quando si girava per curve strette e lente per 3650 metri in un parcheggio del Caesars Palace, uno degli hotel più famosi della città, tutto è cambiato e cambierà.

Las Vegas terza tappa americana

L'America dei proprietari della F1, Liberty Media, è il mercato in più forte espansione per uno sport che ha sempre faticato a imporsi al di là dell'Oceano. E invece, grazie anche alla serie di Netflix Drive to Survive (che non a tutti piace, a cominciare da Max Verstappen), Las Vegas diventerà la terza tappa americana del calendario del prossimo Mondiale e si aggiungerà ad Austin ormai presenza fissa (per lo meno durerà per altri 5 anni) e a Miami, che invece esordisce l'8 maggio prossimo e ha un contratto di 10 anni.

La capitale dell'intrattenimento

Las Vegas, supera ogni ambizione e anche immaginario. Perché è la capitale dell'intrattenimento, dell'azzardo, del "peccato". Hotel e casinò, città vivente dello spettacolo, dell'altrove, di tutto quello che si vorrebbe essere: cowboy, stelle, fumetti. Una roulette geografica, a Las Vegas si sta anche a Venezia o a Parigi. E' anche arena dello sport. Ci è nato e ci vive Andrè Agassi. Ospita da sempre, regolarmente, la boxe che conta. Ci combatte la Ufc (Ultimate Fighting Championship, organizzazione di arti marziali miste statunitense). E' sede dei Las Vegas Raiders, squadra della National Football League. Non potevano mancare i motori più veloci del mondo.

Sfida lungo la Strip

Che sfileranno per buona parte della Strip, la grande arteria sulla quale sorgono gli hotel più sfavillanti dell'universo. La pista è lunga 6,12 km (la terza più lunga al mondo dopo Spa e Gedda), ha 14 curve, tre lunghi rettilinei di cui uno di 2 km proprio lungo la Strip. Si sfreccerà a oltre 342 km all'ora, 50 i giri tra luci e paillettes. Le fontane del Bellagio, i canali del The Venetian accanto ai quali sorge la nuova enorme Sfera, il teatro più innovativo e grande al mondo, i cui lavori sono in via di completamento: alta 111 metri e larga 157 nel suo punto più largo alla base, ha una cupola che pesa 13mila tonnellate, una superficie di 20500 metri quadri quadrati, può ospitare 18mila spettatori seduti e altri 5mila in piedi.

Si correrà di sabato

Applausi. Si corre di sabato, appunto (forse sarà il 23 novembre): non succedeva da 38 anni (Sudafrica 1985) che una gara non si disputasse di domenica. Per tenere incollati alle tv, in prima serata, gli americani. Il Gp di Las Vegas non ha un promotore locale, ma a gestirlo è direttamente Liberty Media in collaborazione con la città e Live Nation, specializzata nell'intrattenimento. Divertiti, all'annuncio, i piloti. Sebastian Vettel: "Sono sicuro che qualche pilota spenderà un po' di soldi al casinò e poi cercherà di riguadagnarli la domenica". Lewis Hamilton: "Sarà difficile concentrarsi sulla pista quel weekend per noi piloti". D'accordo è Max Verstappen: "Non fate un back-to-back per questa. Mettete un paio di settimane di pausa prima e dopo. Una settimana di detox? Sì, se vuoi chiamarla detox". A Sin City, la città del peccato, la Formula 1 scrive un'altra puntata del suo irresistibile kolossal.