Leclerc, la pole del pilota gentile andato oltre le difficoltà
di Alessandra Retico , di Alessandra ReticoChe fenomeno, Charles Leclerc. Sarà perché si è dovuto fare strada tra molte difficoltà e poche risorse, sarà perché il suo talento è stato rallentato da mezzi scarsi, di fatto sembra avere una fame speciale oltre che un talento raro. Quando c'è da cogliere l'occasione, difficilmente la spreca. Lo ha fatto sabato prendendosi nelle tre curve finali la pole a Melbourne, 3 decimi più veloce di Max Verstappen. La seconda in tre gare, l'11ª della carriera. "Se ho fatto qualcosa di speciale?". Gli riesce difficile rispondere: Leclerc è speciale. E adesso ha anche la Ferrari giusta per dimostrarlo: "L'anno scorso era più difficile farmi notare, gli sbagli si notavano molto di più. Ora sono più a mio agio a battagliare per il primo posto".
Leclerc, da Montecarlo alla Ferrari
Ha tutto per farlo: la macchina, una squadra e se stesso. Con l'energia supplementa…
Che fenomeno, Charles Leclerc. Sarà perché si è dovuto fare strada tra molte difficoltà e poche risorse, sarà perché il suo talento è stato rallentato da mezzi scarsi, di fatto sembra avere una fame speciale oltre che un talento raro. Quando c'è da cogliere l'occasione, difficilmente la spreca. Lo ha fatto sabato prendendosi nelle tre curve finali la pole a Melbourne, 3 decimi più veloce di Max Verstappen. La seconda in tre gare, l'11ª della carriera. "Se ho fatto qualcosa di speciale?". Gli riesce difficile rispondere: Leclerc è speciale. E adesso ha anche la Ferrari giusta per dimostrarlo: "L'anno scorso era più difficile farmi notare, gli sbagli si notavano molto di più. Ora sono più a mio agio a battagliare per il primo posto".
Leclerc, da Montecarlo alla Ferrari
Ha tutto per farlo: la macchina, una squadra e se stesso. Con l'energia supplementare che gli dà il sapere che è arrivato il suo tempo. Il 2021 chiuso alle spalle del neo compagno, Carlos Sainz, non gli è andata giù sebbene fosse una stagione di formazione e ricostruzione per questa. Sta aspettando da troppo, Charles, il suo momento. Da quando, nato 24 anni fa e cresciuto con vista pista di Montecarlo, si faceva già notare. Dai kart sulla pista di Brignoles gestita dal padre di Jules Bianchi, alla gavetta vincente nelle categorie minori che l'hanno portato nell'orbita di Maranello. Primo pilota dell'Academy del Cavallino promosso in F1 (nel 2018, con l'Alfa) e nel 2019 sulla rossa.
La morte del papà, Hervé Leclerc
Ma già prima, nel 2017, Leclerc si era fatto vedere quando correva in F2: andò a Baku 4 giorni dopo la morte di suo padre Hervé che lo aveva sempre seguito nella sua carriera facendo molti sacrifici, compreso quello di scegliere tra i tre figli chi far proseguire nelle corse. Il monegasco, che sul casco si fece scrivere Je t'aime papa, vinse la gara e twittò: "Grazie di tutto. Ci mancherai, Jules sarà super contento di rivederti". Jules è appunto Bianchi, morto a 25 anni dopo 9 mesi di coma nel quale era caduto per un incidente sulla pista di Suzuka. Charles ne ha ereditato lo spirito e anche il manager: Nicolas Todt, figlio di Jean, ex Ferrari ed ex presidente Fia.
"Monza", il nome dato da Leclerc al suo yacht
È alla sua quarta stagione in rosso (ha un contratto fino al 2024), alla prima nel 2019, accanto a Sebastian Vettel, è il più giovane poleman di Maranello e segna il record di partenze al palo della stagione (7). Vince in Belgio e a Monza, nel tripudio. E Monza è il nome che Leclerc ha dato al suo yacht, un Riva Dolceriva di 15 metri. Chiude 4° il Mondiale, la macchina non è abbastanza contro la concorrenza. E lui ha ancora molto da imparare, specie nella gestione delle gomme in gara. In qualifica, è quasi sempre infallibile. Ma tutto quello che gli accade, Leclerc lo appunta su un quaderno.
Leclerc, pilota manifesto
Diventa il protagonista della squadra, che costruisce la sua ripartenza attorno a lui (alla fine del 2020, Maranello congederà Vettel per Sainz). Il mondo nota il ragazzo favoloso: testimonial di Giorgio Armani e attore in un corto di Claude Lelouch, Leclerc è il ragazzo manifesto. Gentile, elegante, eppure pilota feroce. Molto sportivo: padel, golf e ultimamente anche boxe, scie e scalate in montagna. Gioca a scacchi, suona chitarra e pianoforte. È fidanzato con Charlotte Sinè, figlia di un imprenditore in vista di Montecarlo. Tutti pazzi per Charles.
Lui che da ragazzo guidava una 500 Fiat senza riuscire a fare la "doppietta", apre nel tempo le porte del garage alle supercar: una Ferrari 488 Pista Spider, nera opaca e con le strisce bianco e e rosse che la attraversano in diagonale (i colori del Principato) e una Ferrari Roma sempre nera. La SF90 del 2019 che gli regala la Scuderia, lui la presta alla collezione del museo del Principe Alberto di Monaco, suo amico.
Il 2020 è un disastro, la macchina non va: Ferrari sesta tra i Costruttori, mai così male in 40 anni e lui 8°. L'anno scorso, appunto il sorpasso in classifica subito da Sainz. Ma non è più tempo di temporeggiare. Due pole in tre qualifiche, un successo e un secondo posto. A Melbourne dove una rossa non partiva davanti a tutti da 15 anni, comunque vada in gara, Leclerc è già un fenomeno.