F1, le pagelle del Gp d'Australia: Leclerc perfetto, Perez salva l'onore Red Bull, il ruggito di Hamilton
di Stefano Zaino , di Stefano Zaino10 LECLERC
Era dal 2010, gara a Singapore, che un pilota (Alonso) non dominava così con una Ferrari fra le mani. Si porta a casa tutto, vittoria, giro veloce, pole position. In testa dall'inizio alla fine, talmente in trance e su di giri, da costringere i box Ferrari a supplicarlo di alzare un po' il piede. Con straripante esuberanza voleva tentare il giro veloce e i meccanici a rispondergli: lascia perdere, lo hai già, non rischiare. Evidentemente in questo momento si sente invincibile. Che effetto ora la classifica: ha fatto il vuoto nei piloti, 46 punti di vantaggio su Verstappen, 43 su Hamilton. Mano santa anche per la squadra, che nei costruttori è già in fuga su Mercedes e Red Bull. E ora sotto con Imola, l'abbraccio con i tifosi, il delirio annunciato.
8 PEREZ
Fare la foto ad Hamilton è sempre una bella medaglia. Lui ha definito fantastico il sorpasso, senza dosare le parole. In quella curva in tanti sbagliano, il messicano …
10 LECLERC
Era dal 2010, gara a Singapore, che un pilota (Alonso) non dominava così con una Ferrari fra le mani. Si porta a casa tutto, vittoria, giro veloce, pole position. In testa dall'inizio alla fine, talmente in trance e su di giri, da costringere i box Ferrari a supplicarlo di alzare un po' il piede. Con straripante esuberanza voleva tentare il giro veloce e i meccanici a rispondergli: lascia perdere, lo hai già, non rischiare. Evidentemente in questo momento si sente invincibile. Che effetto ora la classifica: ha fatto il vuoto nei piloti, 46 punti di vantaggio su Verstappen, 43 su Hamilton. Mano santa anche per la squadra, che nei costruttori è già in fuga su Mercedes e Red Bull. E ora sotto con Imola, l'abbraccio con i tifosi, il delirio annunciato.
8 PEREZ
Fare la foto ad Hamilton è sempre una bella medaglia. Lui ha definito fantastico il sorpasso, senza dosare le parole. In quella curva in tanti sbagliano, il messicano ha coraggio e dall'esterno fa ciao ciao ad un sette volte campione del mondo. Salva un po' l'onore della frastornata Red Bull.
7.5 RUSSEL
Primo podio vero della carriera. Genuino e non posticcio, come quello dell'anno scorso a Spa, fra le mani una Williams, partorito da una gara pazza e fasulla. La Mercedes ha un suo stile, lui sta facendo di tutto per meritarla. Non solo: da formichina, fra un ritiro e qualche sbaglio degli altri, è secondo nel Mondiale, anche se a 34 lunghezze da Leclerc.
6.5 HAMILTON
Ruggiti da vecchio leone. Non ancora sufficienti per tornare in copertina. Da applausi in partenza, due posizioni guadagnate, da quinto a terzo. Poi però subisce un imbarazzante sorpasso all'esterno da Perez e, poco aiutato pure da una safety car, chiude alle spalle del compagno di squadra Russel. Non la prende bene, lo dimostrano le continue accuse via radio al box. Chiaro il suo punto di vista: mi avete rovinato la gara. Non si capisce come.
5 ALONSO
Sabato, dopo il botto contro il muro, sosteneva di aver perso una possibile pole position. In gara all'inizio è protagonista, ad un certo punto fa persino da vigile urbano, chiedendo ai box perché Stroll, tre macchine più avanti, faccia da tappo. Evapora però nei giri finali, finisce fuori dai punti e fallisce pure il traguardo del giro veloce. A metà tra l'esagerato e il presuntuoso.
5 VERSTAPPEN
Secondo ritiro in tre gare, Leclerc ringrazia. L'innocenza è data dal curriculum, dal fatto che nel gran premio buono si è portato a casa la vittoria, dalla solita guida aggressiva e quasi impeccabile. Però che male vederlo così ai margini, in mezzo ai balbettii del motore della sua Red Bull. Non solo sugli spalti di Melbourne: tutta l'Olanda ha le mani nei capelli.
4 VETTEL
Era all'esordio, avendo perso, causa Covid, Bahrein e Arabia Saudita. Dice che la sua Aston Martin in frenata è difficile da gestire. Evidentemente per ora non è roba per lui, visto che va a sbattere contro le barriere. Un disastro.
4 SAINZ
Tradito dall'impazienza. Brutto sabato, ancora peggio la domenica. Perde tre posizioni in partenza, da nono a dodicesimo, dopo due giri finisce impantanato sulla ghiaia, senza aver trovato il giusto feeling con le gomme dure. Si ritira, interrompendo una striscia magica, sempre a punti, che durava da 17 gare. Per la classifica iridata è un abbandono decisamente frustrante. Il compagno di squadra saluta e se ne va.