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C'è la Formula 1 e Imola si veste a festa: "La Ferrari qui è a casa"

Cimeli, pneumatici, striscioni, simulatori e 130 mila tifosi. Tutto nella città emiliana è una dichiarazione d'amore per i motori. Dall'imolese Stefano Dominicali al sindaco 
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Spuntano pneumatici dalle vetrine di un’ottica, caschi dai ristoranti, c’è la vecchia Ferrari di Michele Alboreto in via Mazzini, ci sono gigantografie sulla storia dell’autodromo e le locandine dei Gran Premi dal 1981, all’ex bar Bacchilega, chiuso da qualche anno e riaperto per l’occasione, in questo week end fanno salire gratuitamente su un simulatore, per far finta d’ essere in pista. S’esibirà anche Amos Laurito, pilota ufficiale della Ferrari virtuale. Il circuito, quello vero, è a neanche 2 km, ci si arriva a piedi che è un piacere, tempo permettendo. Imola è intrisa dei suoi motori, non si scappa. “La storia non si compra”, dice Gianni Mezzetti, che ha un ristorante (Popeye) e per 40 anni, negli stessi spazi, ha gestito una paninoteca. Ferrarista ("chi non lo è da queste parti?") si definisce in realtà un autentico appassionato, qualche giorno prima del tragico week…

Spuntano pneumatici dalle vetrine di un’ottica, caschi dai ristoranti, c’è la vecchia Ferrari di Michele Alboreto in via Mazzini, ci sono gigantografie sulla storia dell’autodromo e le locandine dei Gran Premi dal 1981, all’ex bar Bacchilega, chiuso da qualche anno e riaperto per l’occasione, in questo week end fanno salire gratuitamente su un simulatore, per far finta d’ essere in pista. S’esibirà anche Amos Laurito, pilota ufficiale della Ferrari virtuale. Il circuito, quello vero, è a neanche 2 km, ci si arriva a piedi che è un piacere, tempo permettendo. Imola è intrisa dei suoi motori, non si scappa. “La storia non si compra”, dice Gianni Mezzetti, che ha un ristorante (Popeye) e per 40 anni, negli stessi spazi, ha gestito una paninoteca. Ferrarista ("chi non lo è da queste parti?") si definisce in realtà un autentico appassionato, qualche giorno prima del tragico week end del ’94, quello che si portò via nel giro di poche ore prima Ratzenberger e poi Senna fondò un club dedicato a Rubens Barrichello, che quel venerdì ebbe anche lui uno spaventoso incidente a 200 km all’ora. La sua Jordan finì disintegrata. Anni dopo sarebbe arrivato alla Ferrari. La sua tuta, col Cavallino, sta all’ingresso del locale. “Arrivammo ad avere anche 1800 iscritti”. Portavano le ballerine brasiliane, perché i romagnoli al divertimento non rinunciano mai, e poi raccoglievano fondi che destinavano all’associazione Sao Bernardo, vicina alla Diocesi.

Il presente è Leclerc che guida il Mondiale e ha già vinto due gare, Sainz che ha rinnovato sino al 2024, ma qui il passato non lo impolvera nessuno. “Nel 2006 – racconta Mezzetti – inaugurammo piazzetta Gilles Villeneuve all’interno dell’ex convento del Buon Pastore. Stefano Domenicali, che oggi guida la F1 e allora era il direttore sportivo della Ferrari, un imolese di cui siamo orgogliosi, dopo averci dato tutti i recapiti dei meccanici di Gilles ci fece arrivare su un camion la sua Ferrari. Vennero anche Scaglietti, quello famoso delle carrozzerie e Franco Gozzi, lo storico addetto stampa di Enzo Ferrari”.

Da venerdì la città si popolerà, gli alberghi sono pieni, sono stati venduti quasi 130 mila biglietti, ce ne sono ancora poche migliaia a disposizione per la corsa di domenica, di più invece per la Sprint Race di sabato, la prima delle tre previste quest’anno in calendario. Già giovedì mattina, quando dentro al circuito non c’era una monoposto accesa, alla Rivazza alcuni ragazzini s’arrampicavano sul guardrail per provare a sbirciare. Alla Rocca sforzesca c’è una mostra dedicata a Marco Simoncelli. Una foto che qui tutti conoscono è quella che immortala il suo sorpasso a Max Biaggi alla variante bassa, in Superbike. Era il 2009.

Marco Isola, notissimo fotografo imolese, aveva un gruppo di giovani appassionati che gli davano una mano. Quel celebre scatto non fu suo, ma di un tal Marco Panieri, che oggi fa il sindaco, ha appena incontrato il console polacco per celebrare la liberazione della citta dai nazifascisti, e non smette di dire che per Imola “tornare ad avere il Gran premio è un grande motivo d’orgoglio”. Non è il solo a pensarlo.