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Verstappen implacabile, Leclerc colleziona errori: le pagelle del Gp di Imola

Max Verstappen  (afp)
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VERSTAPPEN 10
Implacabile nell’azzerare gli sforzi di Leclerc. Un incubo per tutto il week end: il venerdì gli strappa il miglior tempo in qualifica, il sabato lo beffa al penultimo giro e si porta a casa la gara sprint, la domenica lo saluta in partenza e lo rivede al traguardo, festeggiando il trionfo. Non sarà facile tirarlo giù dal tetto del mondo.

PEREZ 8
Perfetto scudiero. Fa tutto ciò che gli chiede la Red Bull e l’esigente compagno di squadra Verstappen, compreso beffare un disastroso Leclerc in partenza e sorpassarlo nuovamente in pista al ventesimo giro. Tatticamente fondamentale.

NORRIS 8
Non ci crede, finisce sul podio e a Leclerc come minimo, lui che ama la cucina italiana, deve offrire una cena. Però ha l’abilità di capitalizzare i regali di tutti. Parte bene e in gara, con il suo ritmo, non cede mai.   

LECLERC 4
Gli affanni dell’anno passato sono un ricordo e proprio per questo stavolta la d…

VERSTAPPEN 10
Implacabile nell’azzerare gli sforzi di Leclerc. Un incubo per tutto il week end: il venerdì gli strappa il miglior tempo in qualifica, il sabato lo beffa al penultimo giro e si porta a casa la gara sprint, la domenica lo saluta in partenza e lo rivede al traguardo, festeggiando il trionfo. Non sarà facile tirarlo giù dal tetto del mondo.

PEREZ 8
Perfetto scudiero. Fa tutto ciò che gli chiede la Red Bull e l’esigente compagno di squadra Verstappen, compreso beffare un disastroso Leclerc in partenza e sorpassarlo nuovamente in pista al ventesimo giro. Tatticamente fondamentale.

NORRIS 8
Non ci crede, finisce sul podio e a Leclerc come minimo, lui che ama la cucina italiana, deve offrire una cena. Però ha l’abilità di capitalizzare i regali di tutti. Parte bene e in gara, con il suo ritmo, non cede mai.   

LECLERC 4
Gli affanni dell’anno passato sono un ricordo e proprio per questo stavolta la domenica è da dimenticare in fretta. Tanti errori da matita rossa, i più gravi in partenza e quando con le gomme rosse dà la caccia a Perez. In avvio è secondo, invece che insidiare Verstappen, precipita al quarto, facendosi superare pure da Perez e Norris. Fatica con le gomme più dure e quasi mai impensierisce le Red Bull, sino al bacio al muro nel giro 54. Non calcola, cerca di strafare e paga a caro prezzo. Chiude sesto, una catastrofe.

SAINZ 5
Ricciardo lo sperona dopo pochi metri e in questo non ha colpe. Però è quasi sempre nei guai e ciò in prospettiva Mondiale e relativa lotta per la classifica non è un bel segnale. Da salvare solo la fantastica rimonta nella gara sprint, dove peraltro era partito dietro per via di un suo errore in qualifica, con i tanti sorpassi che lo catapultano dal decimo al quarto posto.  

FERRARI 5
Non può essere contenta. Altro che montagne rosse, vedi tifosi che invadono tutte le colline attorno al circuito, il suo è un week end da montagne russe, con il continuo saliscendi dei suoi due piloti. La macchina c’è, è competitiva, ma forse l’umido non è il suo pane. Stavolta perde dalla Red Bull su tutta la linea.

RICCIARDO 4
I tifosi italiani non lo ringraziano. Sale sul cordolo in partenza, perde il controllo, sperona Sainz. Prova maldestramente ad accusarlo, ma è solo colpa sua. Subito una pena: fare da cavia a tutti, nella sua gara nelle retrovie, per le gomme, come un qualsiasi collaudatore.

HAMILTON 3
Che brutto colpo al suo ego, alla sua fama, al suo curriculum di sette volte campione del mondo. Ad un certo punto Verstappen lo supera ma non è per il podio, ma per la vergogna di un doppiaggio subito, Giro 41, se lo ricorderà a lungo. Come tutti i tentativi a vuoto per cercare (invano) di superare Gasly e guadagnare la tredicesima posizione.

RUSSELL 7
Fa gara di testa, anche se a debito rispetto dalle Red Bull e da Leclerc, sino a quando il monegasco pasticcia. Ma a confronto con gli affanni di Hamilton, la sua Mercedes vola. E come formichina con il quarto posto resta in possesso di una classifica splendida.

COMMISSARI DI GARA 5
Troppo prudenti nel permettere l’utilizzo del Drs solo al giro 34. Motivazione: c’era una pozzanghera prima della curva 2. Chissà cosa ne penserà l’eroe Senna, che al volante le dribblava come nessuno.