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Benvenuti a Miami: qui la Formula 1 è uno show, tra dj, palme e trampoli

Charles Leclerc a Miami (reuters)
Domenica il gran premio per la prima volta in Florida. La Ferrari arriva con Leclerc in testa, con 27 punti di vantaggio su Verstappen
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MIAMI. C'è anche la Formula 1, in questo spettacolo di gran premio. Palme reali e sabbia sfiorano l'asfalto, anche se il mare dove sono ormeggiati dieci yacht lussuosamente veri è solo magnificamente dipinto grazie a un fondo azzurrissimo di vinile. La finta Marina con la sua baia tra le curve 6, 7 e 8, è l'attrazione più drammatica, nel senso della sceneggiatura, del circuito di Miami che fa il suo esordio per la quinta gara dell'anno. Rimarrà in calendario per almeno un decennio. Sui social i tuffi nell'irreale sono diventati virali. Benvenuti nel futuro, anche del motorsport. Non solo corse, ma show, intrattenimento, gioco. "Abbiamo alzato il livello" dice Stefano Domenicali, presidente di un Circus di proprietà americana che ha scoperto, dopo molta indifferenza, la voglia di F1 degli States. Nel 2023 arriverà anche Las Vegas. "Guardiamo al futuro, senza rinnegare il passato". Per gli…

MIAMI. C'è anche la Formula 1, in questo spettacolo di gran premio. Palme reali e sabbia sfiorano l'asfalto, anche se il mare dove sono ormeggiati dieci yacht lussuosamente veri è solo magnificamente dipinto grazie a un fondo azzurrissimo di vinile. La finta Marina con la sua baia tra le curve 6, 7 e 8, è l'attrazione più drammatica, nel senso della sceneggiatura, del circuito di Miami che fa il suo esordio per la quinta gara dell'anno. Rimarrà in calendario per almeno un decennio. Sui social i tuffi nell'irreale sono diventati virali. Benvenuti nel futuro, anche del motorsport. Non solo corse, ma show, intrattenimento, gioco. "Abbiamo alzato il livello" dice Stefano Domenicali, presidente di un Circus di proprietà americana che ha scoperto, dopo molta indifferenza, la voglia di F1 degli States. Nel 2023 arriverà anche Las Vegas. "Guardiamo al futuro, senza rinnegare il passato". Per gli ortodossi l'americanizzazione è un azzardo, ma per uno sport che rischiava di eclissarsi, una rinascita. 

Mai stata così pop, la F1. La serie Netflix Drive to Survive, alla 4ª stagione e confermata per altre due, ha costruito lo sfondo, i personaggi, le storie per un pubblico abituato a certa drammaturgia kolossal. Il plot funziona. A Miami, benissimo. Dopo le proteste degli anni scorsi, tutto esaurito per il week end (quasi 83 mila spettatori al giorno per prudenza, la capienza verrà aumentata nei prossimi campionati). Dentro la pancia dell'Hard Rock Stadium, a Miami Gardens, 30 km a nord di Miami Beach, è stata costruita in un anno dopo 45 progetti la pista da 24 mila tonnellate di asfalto, la prima immaginata per le auto di questa nuova generazione, oltre alle strutture semi temporanee per la F1. Nella casa della squadra di football della Nfl, i Miami Dolphins, e dove si gioca il tennis del Miami Open, il palcoscenico è attrezzato per una grandeur da Super Bowl (6 edizioni qui, l'ultima due anni fa).

La sfida? Tra le altre, Charles Leclerc contro Max Verstappen (il monegasco leader a +27 punti). Indispensabili gli occhiali da sole con la montatura a quadretti bianchi e neri tipo bandiera a scacchi distribuiti da uno sponsor per filtrare l'accecante seduzione di un circo dove non mancano ballerine sui trampoli, giocolieri, ragazzi in costume anni Cinquanta. Musica e dj ovunque, Miami Vibes. Sulle terrazze vip sparse lungo i 5.412 metri del circuito, 19 curve veloci e lente, tre rettilinei dove si viaggia a oltre 320 all'ora, servono cocktail con lime. Sotto una quercia centenaria, piovono iguane. I Caraibi sono all'orizzonte, geografico e mentale, anche se la regia di questa straordinaria messa in scena è profondamente made in Usa. 

Sebastian Vettel e Lewis Hamilton interrompono il sogno: il tedesco sul palco indossa una maglietta per ricordare i pericoli del cambiamento climatico, l'inglese scrive un post allarmato sull'intenzione della Corte Suprema di limitare il diritto all'aborto: "Amo gli States, ma non posso ignorare cosa sta succedendo qui e quello che alcuni nel governo stanno cercando di fare alle donne. Ognuno dovrebbe avere il diritto di scegliere che cosa fare con il proprio corpo. Non possiamo permettere che questa scelta venga tolta". Vecchi (adorabili) guastafeste.