Ferrari, il motore è la prima incognita. Binotto: "Tre per un mondiale sono pochi"
di Alessandra Retico , di Alessandra ReticoTurbo e MGU-H (generatore elettrico che recupera l’energia dai gas di scarico) danneggiati e non riparabili. Salve le altre componenti. Ecco la diagnosi sul motore della Ferrari di Charles Leclerc che si è rotto all’improvviso al giro 27 del gp di Spagna mentre il monegasco, poi costretto al ritiro, guidava in testa. E’ il primo ko tecnico in 6 gare quello subito dalla Scuderia che ha saputo del danno direttamente dal pilota via radio come ha rivelato nel post gara il team principal, Mattia Binotto, ha spedito nella notte la power unit a Maranello per sottoporla alle analisi del gruppo guidato da Enrico Gualtieri. In una nota, la Scuderia spiega che “dopo aver esaminato la power unit dell'auto di Leclerc, abbiamo riscontrato che il turbo e l'MGU-H sono danneggiati e non possono essere riparati”.
Turbo e MGU-H (generatore elettrico che recupera l’energia dai gas di scarico) danneggiati e non riparabili. Salve le altre componenti. Ecco la diagnosi sul motore della Ferrari di Charles Leclerc che si è rotto all’improvviso al giro 27 del gp di Spagna mentre il monegasco, poi costretto al ritiro, guidava in testa. E’ il primo ko tecnico in 6 gare quello subito dalla Scuderia che ha saputo del danno direttamente dal pilota via radio come ha rivelato nel post gara il team principal, Mattia Binotto, ha spedito nella notte la power unit a Maranello per sottoporla alle analisi del gruppo guidato da Enrico Gualtieri. In una nota, la Scuderia spiega che “dopo aver esaminato la power unit dell'auto di Leclerc, abbiamo riscontrato che il turbo e l'MGU-H sono danneggiati e non possono essere riparati”.
L’unità che usava Charles, così come Carlos Sainz, era la seconda (montata già a Miami) delle tre a disposizione per l’intero campionato. Mancano ancora 16 gare, quindi sarà complicato gestire i motori prima di incorrere in penalità. E l’affidabilità è ovviamente cruciale sempre, specie con calendari così ampi dove bisogna trovare l’equilibrio migliore tra performance e tenuta. Non solo il motore di Leclerc, ma anche quello sull’Alfa Romeo, motorizzata Maranello, di Zhou ha avuto problemi (di surriscaldamento): il cinese si è ritirato. E il suo compagno, Bottas, aveva avuto noie nelle prove di venerdì.
Binotto nel post gara ha avvertito: “Tre motori sono davvero pochi per una stagione. Lo ha dimostrato la Mercedes l’anno scorso e anche la Honda. Credo che la Mercedes sia arrivata a usarne fino a sei. È vero che noi ne avevamo usate solo tre l’anno scorso, ma stavamo facendo un altro campionato. Non sarà sorprendente se arriveremo a quattro, mentre altri l’anno scorso erano arrivati a sei. Quindi quella delle tre unità è una soglia che se si supera costa delle penalità in griglia, ma non vuol dire che non si possano gestire”.
E infatti dalle analisi sulla componente rotta di Leclerc, c’è anche una buona notizia: “Tuttavia, dopo aver analizzato completamente il guasto e la sua causa, siamo soddisfatti che non si sia verificato a causa di un errore di progettazione o di un problema di affidabilità con questi due componenti o qualsiasi altro elemento della power unit”. L’evento improvviso, dunque, sarebbe solo una fatalità causata da circostanze esterne.
La prossima settimana per la gara di Montecarlo la Ferrari dovrà decidere se tornare al primo motore, intero e sano, o introdurne uno nuovo. Ma soprattutto per i successivi appuntamenti, Baku e Canada con i loro lunghi rettilinei, i motori conteranno molto. Max Verstappen nonostante due ko tecnici a inizio stagione, ha strappato la leadership del Mondiale a Leclerc (+6 punti) così come ha fatto la Red Bulla alla Ferrari (+26). E per sei gare, ha usato un solo motore.