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Mercedes, la stella diventa arcobaleno: nuovo logo per il Pride month

A Baku in questo fine settimana, così come a seguire in Canada e poi a Silverstone, il team di Brackley sosterrà la comunità Lgbtq+ facendo correre le proprie auto col logo dipinto coi colori dell'inclusione e dell'orgoglio di tutti i generi.
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La stella Mercedes diventa arcobaleno. A Baku in questo fine settimana, così come a seguire in Canada e poi a Silverstone, il team di Brackley sosterrà la comunità Lgbtq+ facendo correre le proprie auto col logo dipinto coi colori dell'inclusione e dell'orgoglio di tutti i generi e di ogni orientamento sessuale. La "Pride Star" apparirà sul muso di entrambe le vetture di Lewis Hamilton e di George Russell così come sui lori caschi (oltre che in uno spazio online dedicato nel mese di giugno) per aumentare "la consapevolezza del mese del Pride e di ciò che rappresenta".

La squadra anglo tedesca capitanata dal 7 volte campione del mondo è stata tra le prime a portare avanti iniziative per una maggiore inclusione e diversità anche nel motorsport, tra queste c'è il programma "Accelerate 25", nato nel 2020 con l'obiettivo di portare in azienda entro il 2025 almeno il 25% di persone …

La stella Mercedes diventa arcobaleno. A Baku in questo fine settimana, così come a seguire in Canada e poi a Silverstone, il team di Brackley sosterrà la comunità Lgbtq+ facendo correre le proprie auto col logo dipinto coi colori dell'inclusione e dell'orgoglio di tutti i generi e di ogni orientamento sessuale. La "Pride Star" apparirà sul muso di entrambe le vetture di Lewis Hamilton e di George Russell così come sui lori caschi (oltre che in uno spazio online dedicato nel mese di giugno) per aumentare "la consapevolezza del mese del Pride e di ciò che rappresenta".

La squadra anglo tedesca capitanata dal 7 volte campione del mondo è stata tra le prime a portare avanti iniziative per una maggiore inclusione e diversità anche nel motorsport, tra queste c'è il programma "Accelerate 25", nato nel 2020 con l'obiettivo di portare in azienda entro il 2025 almeno il 25% di persone o gruppi sotto-rappresentati in F1. "Crediamo fermamente che promuovere una cultura in cui i membri del nostro team possano esprimere liberamente la propria personalità e identità si tradurrà in un team più forte e performante".

Per il mese di giugno, la Mercedes ha organizzato uno spazio di incontro online in cui tutti i membri del team possono partecipare "sottolineando l'importanza di diventare alleati e fornire supporto ai loro colleghi Lgbtq+, condividendo una serie di storie su "Cosa significa per me l'orgoglio", oltre a facilitare l'accesso a una serie di opportunità di apprendimento" relative a queste tematiche. "Sotto la bandiera della Mercedes-Benz Pride Star, condividiamo l'impegno per una cultura della diversità, dell'inclusività e ci opponiamo a tutte le forme di discriminazione. Ognuno è diverso. Ma siamo tutti uguali. Siamo sinonimo di apertura, fiducia e correttezza. E crediamo che tutti meritino di essere rispettati e apprezzati per quello che sono".

Hamilton, primo e unico pilota nero della F1, è un paladino delle diversità. Sua l'idea un paio di anni fa di introdurre il gesto dell'inginocchiamento prima dei gp a sostegno di Black Lives Matter. Suo il suggerimento di colorare di nero le auto del suo team (tornate adesso d'argento). Lewis si è espresso più volte su tanti temi civili a lui cari. Ma non è il solo. Anche l'Alpine per il mese di giugno corre con un arcobaleno sulle auto e ha stretto una partnership con Racing Pride sui temi dell'inclusione nel motorsport, oltre ad aver intrapreso varie iniziative sul tema in azienda.

Sul fronte di molte battaglie c'è anche un altro grande "vecchio" della F1, Sebastian Vettel. Il tedesco ed ex ferrarista, ora all'Aston Martin, è diventato uno dei maggiori sostenitori delle cause ambientali. E anche sui temi di genere, ha già espresso le sue opinioni: l'anno scorso in Ungheria ha indossato una maglietta arcobaleno con il messaggio "stesso amore" per protestare contro la legislazione anti Lgbtq+. Ora torna sull'argomento in un'intervista portata in copertina sulla rivista Attitude: "In F1 ho trovato omofobia, ho sentito persone parlare negativamente della comunità Lgbtq+. Sono però abbastanza sicuro che ci siano stati alcuni piloti gay, ma non hanno mai fatto coming out, ed è un peccato. L'omofobia è pregiudizio e il pregiudizio è sbagliato. Forse non sarebbe stato così in passato, ma ora penso che un pilota gay sarebbe giustamente il benvenuto in F1. Averne di apertamente omosessuali aiuterebbe a eliminare più velocemente i pregiudizi e contribuirebbe a spingere il nostro sport verso una direzione migliore. Il progresso è inevitabile, dunque ho speranza. Io per primo darei il benvenuto a un pilota gay in F1".

L'ex pilota di Red Bull e Ferrari ha detto di aver notato che gli atteggiamenti sono cambiati, con alcuni ingegneri e meccanici in grado di essere più aperti. "Ma possiamo fare di più per migliorare la diversità e l'inclusività negli sport motoristici, non solo in termini di sessualità, ma anche sostenendo e incoraggiando le donne, le persone di colore o disabili. La F1 ha lanciato la campagna #WeRaceAsOne, ma dobbiamo tutti impegnarci per garantire che oltre alle parole ci siano fatti e cambiamenti positivi".

Vettel ha paragonato la situazione al calcio professionistico e la vecchia immagine di un giocatore o pilota come un eroe che dovrebbe soddisfare una certa serie di criteri. "Ma i criteri di valutazione sono semplicemente sbagliati. In che modo questi stereotipi sono in qualche modo legati alla performance? Chi lo ha deciso? Ci vuole un enorme coraggio per mostrare il tuo vero io piuttosto che nasconderti dietro una facciata basata su ciò che le persone si aspettano". Anche la F1 accelera verso il cambiamento? Il presidente della Fia, Mohammed Ben Sulayem, twitta: "Come pilota, ho sempre creduto nello sport come catalizzatore di progresso nella società. Ecco perché promuovere la sostenibilità, la diversità e l'inclusione è una priorità fondamentale del mio mandato. Allo stesso modo, apprezzo l'impegno di tutti i piloti e dei campioni per un futuro migliore".