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Le pagelle del Gp di Baku: Verstappen perfetto, Ferrari da incubo, Russell una certezza

George Russell sul podio a Baku (reuters)
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VERSTAPPEN 10
Fortunato, cinico, perfetto. Sta diventando un computer, capace di programmare e soprattutto di capitalizzare, aggiungendo alla tradizionale aggressività, calcolo e furbizia. Mai aveva vinto a Baku, in un gran premio che ha avuto sinora sei vincitori diversi. Sfrutta ogni cosa alla perfezione, centra la venticinquesima vittoria in carriera, raggiungendo miti come Clarke e Lauda, ma soprattutto allunga con decisione in classifica. Trentaquattro punti di vantaggio su Leclerc non sono pochi, quasi un'ipoteca.  

PEREZ 9
Per tutto il week-end sembra più in palla del compagno di squadra, sino all'attimo che conta, la seconda parte della gara, quella che assegna la vittoria nel gp. Resta il dubbio sulla facilità con cui ha fatto passare Verstappen, perch…

VERSTAPPEN 10
Fortunato, cinico, perfetto. Sta diventando un computer, capace di programmare e soprattutto di capitalizzare, aggiungendo alla tradizionale aggressività, calcolo e furbizia. Mai aveva vinto a Baku, in un gran premio che ha avuto sinora sei vincitori diversi. Sfrutta ogni cosa alla perfezione, centra la venticinquesima vittoria in carriera, raggiungendo miti come Clarke e Lauda, ma soprattutto allunga con decisione in classifica. Trentaquattro punti di vantaggio su Leclerc non sono pochi, quasi un'ipoteca.  

PEREZ 9
Per tutto il week-end sembra più in palla del compagno di squadra, sino all'attimo che conta, la seconda parte della gara, quella che assegna la vittoria nel gp. Resta il dubbio sulla facilità con cui ha fatto passare Verstappen, perché sino a quel momento era stato impeccabile, a cominciare dal guizzo in partenza, Leclerc beffato, grazie ad un incredibile tempo di reazione. L'impressione è che la scuderia lo zavorri un po'.

LECLERC 6
Cosa conta è la gara e il verdetto che partorisce è impietoso. Il monegasco non può essere insufficiente, se la sua macchina è inaffidabile. La macchia nera, dopo il solito sabato strepitoso, è il sorpasso patito in partenza. Si fa beffare in maniera ingenua. Dal ritiro invece nasce solo rabbia. Che a parole non riesce proprio a nascondere.  

SAINZ 5
Rispetto a Leclerc, va meno forte in qualifica. In gara insegue e alla fine fa come il compagno di squadra: posteggia. Triste epilogo, con annesse dichiarazioni affrante e preoccupate.

AFFIDABILITA' FERRARI 4
Come il numero dei ritiri di vetture affidate al suo motore. Da piangere per gli abbandoni di Leclerc e Sainz, ma anche quello di Zhou (all'Alfa Romeo) e di Magnussen (alla Haas) non fanno meno male. Solo le macchine con un po' di marchio rosso non hanno visto il traguardo a Baku.

RUSSELL 9
Opportuna premessa: non ha fra le mani una Red Bull o una Ferrari, ma la peggiore Mercedes degli ultimi anni. Eppure nelle prime otto gare è sempre finito fra i primi cinque, che poi vorrebbe dire il primo degli altri. Non solo: nelle ultime due corse è andato sul podio (quattro in carriera), con la sua regolarità è quarto nel Mondiale, sta trascinando la Mercedes nel costruttori, al punto da insidiare la discontinua Ferrari e, soprattutto, finisce sempre davanti ad Hamilton.

HAMILTON 8
Voto allo stoicismo. I saltelli della macchina mettono a dura prova la sua schiena di pilota trentasettenne. A fine gara è impressionante vedere con quanta fatica esce dalla vettura. Però non molla, resiste, non si ritira, arriva al traguardo, afferrando con i denti un quarto posto, nella gara, parole sue, più dura della sua vita.   

GASLY 7
E' finito nell'orbita McLaren. E lui a Baku fa di tutto per mettersi in mostra. Onorevole quinto posto finale, davanti a mostri sacri come Vettel e Alonso.

VETTEL 7
Sarebbe abituato a ben altro che un sesto posto, ma i tempi sono cambiati, l'Aston Martin non è la Ferrari, né tantomeno la sua strepitosa Red Bull, con cui vinceva i Mondiali. Ora i tempi sono grami e a Baku lui sciorina la migliore prestazione stagionale.

RICCIARDO 7
La zampata del vecchio leone ferito. La McLaren lo minaccia del taglio a fine stagione, la sua reazione è un ottavo posto, con il compagno di squadra Norris (nono) alle spalle.