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Il perché del disastro Ferrari nel Gp di Baku: power unit sotto accusa. Binotto: "Soluzioni? Non in pochi giorni"

Charles Leclerc a Baku (ansa)
Quadruplo stop contando anche le motorizzate Cavallino: Zhou con l'Alfa Sauber e Magnussen con la Haas. Il team manager: "Poco tempo per testare l'affidabilità, le ore a banco sono limitate"
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BAKU — Zero azero. Il muretto rosso sparecchiato in fretta, via gli ingegneri, giù le cuffie, monitor spenti esattamente come le Ferrari. In pista girano ancora le altre macchine ma a far rumore è lo sguardo basso di Charles Leclerc, ancora una volta imprigionato tra le braccia della sua splendida ma inaffidabile compagna. Quella di Carlos Sainz è già da molto parcheggiata ai box (dopo l'8° giro, problema idraulico), lo spagnolo chiama alla reazione e all'unità: "Non è un bel giorno per i ferraristi, ma il campionato è lungo, ce la possiamo ancora fare. Dobbiamo essere positivi e uniti".

Il monegasco è invece appiedato mentre è al comando (al 21°), la squadra lo aiuta a rimettersi davanti a tutti, lo risarcisce del danno procuratogli a Montecarlo permettendogli con una strategia di pit reattiva e aggressiva, sebbene con sosta troppo lunga, di riacciuffare la posizione persa per un'…

BAKU — Zero azero. Il muretto rosso sparecchiato in fretta, via gli ingegneri, giù le cuffie, monitor spenti esattamente come le Ferrari. In pista girano ancora le altre macchine ma a far rumore è lo sguardo basso di Charles Leclerc, ancora una volta imprigionato tra le braccia della sua splendida ma inaffidabile compagna. Quella di Carlos Sainz è già da molto parcheggiata ai box (dopo l'8° giro, problema idraulico), lo spagnolo chiama alla reazione e all'unità: "Non è un bel giorno per i ferraristi, ma il campionato è lungo, ce la possiamo ancora fare. Dobbiamo essere positivi e uniti".

Il monegasco è invece appiedato mentre è al comando (al 21°), la squadra lo aiuta a rimettersi davanti a tutti, lo risarcisce del danno procuratogli a Montecarlo permettendogli con una strategia di pit reattiva e aggressiva, sebbene con sosta troppo lunga, di riacciuffare la posizione persa per un'imperfezione al via. E così della pole che si era inventato per la sesta volta su 8 qualifiche, a Charles rimane solo la scia del fumo grigio e un altro zero. "Non vorrei dire troppo perché non trovo le parole giuste. Fa male". Due settimane fa a casa sua ha sbattuto i pugni sul volante dopo il pasticcio nel cambio gomme che lo ha condannato dal successo al 4° posto. "Sono tre gare che siamo competitivi ma senza risultato. Persi punti importanti. Cose positive? Adesso non ne trovo". Insolito per lui, che scova sempre rose tra le spine. Lo farà: "Resettiamo e subito Canada". Non è escluso che debba montare il 4° turbo della stagione, il che lo costringerebbe a una penalità di 10 posizioni a Montreal. Una pista di motore.

Maranello non subiva un doppio ritiro da Australia 2009. Quadruplo, contando lo stop delle motorizzate Cavallino (Zhou con l'Alfa Sauber e Magnussen con la Haas, entrambe stavano andando bene). Problemi diversi tra tutti: il guaio del cinese non sarebbe legato a parti Ferrari, quello del danese è alla power unit. Ma che siano guai di natura differente è ancora più allarmante. Intanto, danno pesante in classifica: Leclerc scivola 3° a -13 punti da Perez che chiude 2°. E a -34 da Verstappen vincitore e leader. La squadra blu, dopo 3 ko a inizio stagione, sembra essersi protetta e vola: +80 sui rossi. Gli olandesi presenti anche in questo deserto di pubblico azero, applaudono sbattendo gli zoccoli uno contro l'altro.

L'affidabilità dovrebbe essere uno degli zoccoli duri nelle corse. La Ferrari invece si sta scoprendo fragile. La power unit rossa ha fatto un salto di prestazioni enorme rispetto allo scorso anno, si parla di circa 25 cavalli recuperati, ma adesso lo sforzo presenta il conto. Presi rischi per cercare performance? Lo esclude il team principal, Mattia Binotto: "No, c'era la convinzione che fosse corretto e adeguato tutto quello che abbiamo fatto, senza sconti su nessun fronte. Ma nello sviluppare ci siamo prima concentrati sulla prestazione visto che le power unit saranno congelate fino al 2025 e averla trovata è importante, anche se questo ci ha lasciato meno tempo per l'affidabilità visto che le ore a banco sono limitate. Ma l'affidabilità non è sufficiente, mi preoccupa per il resto della stagione. Il motore sarà a Maranello domani, intanto c'è la telemetria per capire la diversa natura dei guasti. Le soluzioni? Mai di pochi giorni sulla parte strutturale. Non sappiamo ancora se si tratti di utilizzi più protettivi o se c'è un tema di qualità. Comunque dobbiamo reagire il più velocemente possibile". Ci sarà anche da riconsolare Leclerc? "Non sono preoccupato, già nel dopo gara ha dimostrato di sentirsi parte del progetto. Siamo in un percorso di crescita, c'è da migliorare, oggi azzeccate le strategie contrariamente ad altri, problemi invece al via e al pit stop. Ma giornate come queste ci temprano".