Il perché del disastro Ferrari nel Gp di Baku: power unit sotto accusa. Binotto: "Soluzioni? Non in pochi giorni"
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoBAKU — Zero azero. Il muretto rosso sparecchiato in fretta, via gli ingegneri, giù le cuffie, monitor spenti esattamente come le Ferrari. In pista girano ancora le altre macchine ma a far rumore è lo sguardo basso di Charles Leclerc, ancora una volta imprigionato tra le braccia della sua splendida ma inaffidabile compagna. Quella di Carlos Sainz è già da molto parcheggiata ai box (dopo l'8° giro, problema idraulico), lo spagnolo chiama alla reazione e all'unità: "Non è un bel giorno per i ferraristi, ma il campionato è lungo, ce la possiamo ancora fare. Dobbiamo essere positivi e uniti".
Il monegasco è invece appiedato mentre è al comando (al 21°), la squadra lo aiuta a rimettersi davanti a tutti, lo risarcisce del danno procuratogli a Montecarlo permettendogli con una strategia di pit reattiva e aggressiva, sebbene con sosta troppo lunga, di riacciuffare la posizione persa per un'…
BAKU — Zero azero. Il muretto rosso sparecchiato in fretta, via gli ingegneri, giù le cuffie, monitor spenti esattamente come le Ferrari. In pista girano ancora le altre macchine ma a far rumore è lo sguardo basso di Charles Leclerc, ancora una volta imprigionato tra le braccia della sua splendida ma inaffidabile compagna. Quella di Carlos Sainz è già da molto parcheggiata ai box (dopo l'8° giro, problema idraulico), lo spagnolo chiama alla reazione e all'unità: "Non è un bel giorno per i ferraristi, ma il campionato è lungo, ce la possiamo ancora fare. Dobbiamo essere positivi e uniti".
Il monegasco è invece appiedato mentre è al comando (al 21°), la squadra lo aiuta a rimettersi davanti a tutti, lo risarcisce del danno procuratogli a Montecarlo permettendogli con una strategia di pit reattiva e aggressiva, sebbene con sosta troppo lunga, di riacciuffare la posizione persa per un'imperfezione al via. E così della pole che si era inventato per la sesta volta su 8 qualifiche, a Charles rimane solo la scia del fumo grigio e un altro zero. "Non vorrei dire troppo perché non trovo le parole giuste. Fa male". Due settimane fa a casa sua ha sbattuto i pugni sul volante dopo il pasticcio nel cambio gomme che lo ha condannato dal successo al 4° posto. "Sono tre gare che siamo competitivi ma senza risultato. Persi punti importanti. Cose positive? Adesso non ne trovo". Insolito per lui, che scova sempre rose tra le spine. Lo farà: "Resettiamo e subito Canada". Non è escluso che debba montare il 4° turbo della stagione, il che lo costringerebbe a una penalità di 10 posizioni a Montreal. Una pista di motore.