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Piquet si scusa con Hamilton: "No al razzismo, traduzione sbagliata delle mie parole"

La versione dell'ex campione di Formula 1: "Quello che ho detto è stato frainteso, non volevo offendere nessuno. Ho usato un termine colloquiale del portoghese che si parla nel mio Paese". Il precedente di Cavani
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Arrivano le scuse di Nelson Piquet per la battuta razzista nei confronti di Lewis Hamilton. L'ex campione brasiliano, che parlando del pilota inglese della Mercedes lo aveva definito "negretto", ha diffuso una nota per cercare di chiarire il senso delle sue parole: "Sui media circolano storie riguardo una battuta che ho fatto in un'intervista risalente a un anno fa. Ciò che ho detto è stato mal interpretato, vorrei precisare che il termine utilizzato è stato ampiamente e storicamente usato in modo colloquiale nella lingua portoghese brasiliana come sinonimo di 'ragazzo' o 'persona' e non è mai stato inteso in modo offensivo".

Piquet: "Hamilton pilota incredibile, non volevo offenderlo"

"Non userei mai la parola di cui sono stato accusato in alcune traduzioni. Condanno fermamente qualsiasi suggestione che vuole che io abbia usato quella parola con l'intento di sminuire un pilota a causa del suo colore della pelle. Mi scuso con tutto il cuore con chiunque sia stato colpito, incluso Lewis, che è un pilota incredibile. La traduzione comparsa su alcuni media, che ora sta circolando sui social network, non è corretta. La discriminazione non ha posto in F1 e nella società e sono lieto di chiarire il mio pensiero su questo argomento".

Cavani e la parola "negrito"

Un episodio simile, a fine 2020, aveva coinvolto l'allora attaccante del Manchester United Edinson Cavani. In un post Instagram il centravanti uruguaiano aveva risposto al messaggio di un tifoso scrivendo "Gracias negrito!". Il giocatore, che col club precisò più volte che il termine non aveva alcun intento razzista, fu squalificato per tre giornate.

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