F1, Domenicali avverte Monza: "La storia non basta più per avere un futuro"
di Alessandra Retico , di Alessandra ReticoLa centenaria Monza è da tutto esaurito nel fine settimana: 315 mila i tifosi attesi nella tre giorni del gp d'Italia, 125 mila quelli col biglietto per il gp di domenica. In era pre-Covid, nel 2019, erano stati 200 mila. Motivo d'orgoglio anche per Stefano Domenicali, presidente e ad della F1, anche se da mesi dice e ora ripete, anche alla luce delle ultime vicende che hanno visto il sequestro e il dissequestro solo pochi giorni fa della fan zone di 40mila metri quadrati sul prato del Roccolo: "La storia non basta più per essere protagonisti in un contesto così competitivo com'è il Mondiale di oggi. Da italiano ancora di più mi aspetto che il paese possa dimostrare le proprie caratteristiche positive senza entrare in dei teatrini di battaglie di piccolo calibro che non devono far parte di un sistema così importante come la F1. E questo gp ha una valenza unica e straordinaria, merita di rimanere in calendario".
Un contra…
La centenaria Monza è da tutto esaurito nel fine settimana: 315 mila i tifosi attesi nella tre giorni del gp d'Italia, 125 mila quelli col biglietto per il gp di domenica. In era pre-Covid, nel 2019, erano stati 200 mila. Motivo d'orgoglio anche per Stefano Domenicali, presidente e ad della F1, anche se da mesi dice e ora ripete, anche alla luce delle ultime vicende che hanno visto il sequestro e il dissequestro solo pochi giorni fa della fan zone di 40mila metri quadrati sul prato del Roccolo: "La storia non basta più per essere protagonisti in un contesto così competitivo com'è il Mondiale di oggi. Da italiano ancora di più mi aspetto che il paese possa dimostrare le proprie caratteristiche positive senza entrare in dei teatrini di battaglie di piccolo calibro che non devono far parte di un sistema così importante come la F1. E questo gp ha una valenza unica e straordinaria, merita di rimanere in calendario".
Un contratto da rinnovare
Ma il prestigio e il blasone non sono più sufficienti. Monza ha un contratto che scade nel 2025. "Mi auguro che non ci siano motivi per interromperlo prima. Ma c'è la necessità di guardare avanti, avere una visione comune e avere dei tempi certi sulla pianificazione di ciò che dovrà essere fatto per l'anno prossimo. Serve ammodernare e costruire le infrastrutture. I miei complimenti ad Angelo Sticchi Damiani, il presidente dell'Aci, si è speso in prima persona per cercare di risolvere i problemi. Non possiamo arrivare a mettere su in tre giorni quello che gli altri preparano da mesi, le situazioni che stiamo vivendo non sono più accettabili".
L'esempio olandese
Zandovoort insegna: "L'effetto Max Verstappen nel far crescere la popolarità di uno sport in un paese, cosa che da noi è successa allo sci grazie ad Alberto Tomba. Ma anche la capacità del gp d'Olanda di investire risorse sulla gestione dei tifosi con attività multiple e continue e di lavorare sulla mobilità e la sostenibilità. Il pilota americano Herta? Lo accoglieremo a braccia aperte se avrà i requisiti per la superlicenza. Italiani nel futuro? Spero che Giovinazzi abbia la sua chance, ma ci sono anche altri giovani che stiamo facendo crescere".
Le critiche alla Ferrari
Da ex team principal della Ferrari che ricorda come "indimenticabile il podio visto dall'alto nel 2010", Domenicali non può non difendere la rossa. "Le critiche di Rosberg a Mattia Binotto? Sono temi che non tocco per il rispetto che ho della Ferrari, per il ruolo che avevo prima e che ho oggi. E' chiaro che è facile criticare da dentro o fuori, quando ci sono cose che capitano. Dico che in questo momento la Ferrari e Mattia hanno bisogno di tutto il sostegno dei tifosi ferraristi in una fase cruciale del campionato dove ci sono difficoltà. Non mi permetto di entrare nelle scelte che John Elkann o Binotto devono affrontare per portare a casa i risultati che la Ferrari merita. Speriamo di vederla competitiva davanti ai propri tifosi e con la cazzimma, come dicono a Napoli, di reagire a questo momento particolare".
I controlli sui costi
Particolare è il successo della F1. Anche se il Mondiale sembra ormai avviarsi alla sua conclusione. "Non sarà un campionato che finirà come l'anno scorso all'ultima curva, però è anche vero che tutte le piste sono esaurite fino ad Abu Dhabi. Il regolamento mi soddisfa? Cercheremo di capire in quanto tempo certi gap prestazionali possano essere colmati e quanti punti non raccolti siano legati a limiti di prestazione di una macchina rispetto a un'altra. Ci sono temi di affidabilità e di gestione ma in generale, guardando alla classifica, a parte la distanza tra il 1° e il 2°, gli altri sono molto più vicini rispetto al passato. Bisogna anche capire se, come dicono alcune squadre, ci possono essere degli effetti legati a interpretazioni più o meno spinte su determinati assetti. Ma uno dei temi più importanti sul quale passerà la credibilità del sistema è la garanzia che i controlli sul regolamento finanziario siano fatti in modo adeguato".