Red Bull sotto inchiesta per violazione del budget cap: ecco cosa rischia il team di Verstappen
di Alessandra Retico , di Alessandra ReticoRed Bull spendacciona. Ben oltre i limiti imposti dal budget cap, introdotto l'anno scorso in F1 per contenere le spese e rendere la categoria oltre che sostenibile, più equa e "abbordabile" dalle squadre. Nel 2021, quando è stato introdotto il nuovo regolamento finanziario, il tetto è stato fissato a 145 milioni di dollari e quest'anno sarebbe dovuto calare a 140, ma c'è stato un aggiustamento in corso per adeguarlo (del 3,1%) all'inflazione, nel 2023 dovrebbe scendere a 135. La squadra di Milton Keynes (ma tra gli "indiziati ci sarebbe anche l'Aston Martin, sebbene con uno sforamento minore, intorno ai 2 milioni) avrebbe sforato il tetto di spese consentite.
Red Bull spendacciona
La Fia, federazione internazionale, probabilmente la prossima settimana comunicherà ufficialmente l'esito delle indagini sulla passata stagione come ha confermato stamattina: "La FIA sta ultimando la valutazione d…
Red Bull spendacciona. Ben oltre i limiti imposti dal budget cap, introdotto l'anno scorso in F1 per contenere le spese e rendere la categoria oltre che sostenibile, più equa e "abbordabile" dalle squadre. Nel 2021, quando è stato introdotto il nuovo regolamento finanziario, il tetto è stato fissato a 145 milioni di dollari e quest'anno sarebbe dovuto calare a 140, ma c'è stato un aggiustamento in corso per adeguarlo (del 3,1%) all'inflazione, nel 2023 dovrebbe scendere a 135. La squadra di Milton Keynes (ma tra gli "indiziati ci sarebbe anche l'Aston Martin, sebbene con uno sforamento minore, intorno ai 2 milioni) avrebbe sforato il tetto di spese consentite.
Red Bull spendacciona
La Fia, federazione internazionale, probabilmente la prossima settimana comunicherà ufficialmente l'esito delle indagini sulla passata stagione come ha confermato stamattina: "La FIA sta ultimando la valutazione dei dati finanziari 2021 presentati da tutti i team di Formula 1. Le presunte violazioni del regolamento finanziario, se presenti, saranno trattate secondo il processo formale stabilito dal regolamento".
Le proteste di Toto Wolff
A sei gare dalla fine del 2022, dove pure ci sono incognite sulle spese fatte, lente ingrandita sul 2021 che ha visto Max Verstappen aggiudicarsi con la Red Bull il titolo piloti all'ultimo controverso giro del gp di Abu Dhabi. Il team anglo austriaco ha investito senz'altro molto l'anno scorso per recuperare lo svantaggio dalla Mercedes e spinto fino alla fine nel far progredire il suo progetto. E una delle prime reazioni è proprio del team principal delle Stelle, Toto Wolff: "Non si tratta solo del 2021, ma anche del 2022 e del 2023. Si parla di un milione di dollari, e fanno la differenza tra vincere e perdere. Abbiamo fiducia nella trasparenza e nella leadership della FIA, ma dobbiamo capire cosa sia successo. Se noi e Ferrari avessimo saputo di poter spendere cinque milioni in più senza una penalità grande lo avremmo fatto. Ora vediamo la leadership della FIA e quali saranno le conseguenze. È importante per tutto il campionato sapere che tutti siamo uguali: abbiamo regole sportive, tecniche e finanziarie. Noi sappiamo che c'è anche il problema del 2022".
In effetti, la Red Bull ha sviluppato molto anche quest'anno, molto più degli altri e arrivando persino a produrre un telaio più leggero che è ancora un mistero se sia stato usato oppure congelato, proprio perché su di loro già da mesi aleggiavano i sospetti di un eccesso di generosità di investimenti. Tra gli osservatori più attenti delle spedizioni che arrivavano sui circuiti, la Ferrari. Che spesso, con Mattia Binotto in prima linea, ha chiesto alla Fia di vigilare su un regolamento giovane e ancora molto fragile affinché il Mondiale venisse deciso grazie alla competitività tecnica piuttosto che da un disinvolto uso di norme finanziarie. "Ci aspettiamo una gestione esemplare dalla Fia - ha detto Laurent Mekies, direttore sportivo della Scuderia -. Ci fidiamo al 100% della Fia, che ha preso una posizione forte negli ultimi mesi. Ci aspettiamo severità e trasparenza per andare a correre tutti con le stesse regole. Le implicazioni sono gigantesche. L'importante è stabilire lo sforamento, poi confermiamo che queste sono le regole uguali per tutti. Poi bisognerà capire che implicazioni ha avuto nel 2021, 2022 e anche nel 2023. La cosa su cui ci aspettiamo massima severità è proprio quello di valutare se il budget cap è stato sforato".
Cosa rischia la Red Bull
Ma quali sono i rischi che corre la Red Bull che si avvia a vincere, stavolta anche col team, entrambi i titoli Mondiali? Il regolamento stabilisce in caso di sforamento del budget "una "violazione minore" (inferiore al 5% del budget) e una "violazione grave" (sforamento oltre il 5%), mentre per le corrispettive sanzioni non c'è molta chiarezza, ma solo un elenco di possibilità: multe, reprimenda, penalizzazione in punti sul mondiale costruttori, penalizzazione in punti sul mondiale piloti, sospensione da una o più gare del team, limitazione a condurre test aerodinamici o di altro tipo, riduzione ulteriore del tetto di spesa, addirittura squalifica. L'impressione è che la Red Bull se la caverà con una multa, per il 2021. Per il 2022 è ancora tutto da esaminare. Intanto, c'è chi vince (con merito) ma si perde nelle ombre.
Chris Horner: "Incomprensioni, ma tutto chiarito con la Fia"
"E' il primo anno che abbiamo questo nuovo regolamento, essendo nuovo si possono creare delle incomprensioni. La FIA sta lavorando per venirne a capo. Noi siamo un obiettivo facile su cui puntare il dito, ma siamo tranquilli e fiduciosi riguardo a ciò che abbiamo presentato". Così il team principal della Red Bull, Christian Horner, a Sky Sport sulla vicenda. "È un processo in corso, ci sono discussioni in corso in cui vengono chiariti alcuni punti. Ma al momento non siamo davvero preoccupati", ha aggiunto a Sky Deutschland Helmut Marko, capo del progetto motorsport di Red Bull.