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Verstappen campione del mondo: il papà pilota, la fidanzata, i record, le vittorie

Max Verstappen (reuters)
Ritratto del pilota olandese della Red Bull, campione del mondo per il secondo anno di fila
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Da Max a Max. Due titoli Mondiali in dieci mesi. A 25 anni appena compiuti. Verstappen lo è davvero, un Sol Levante. In Giappone ha esordito il 3 ottobre 2014 in una sessione di prove libere per l'allora Toro Rosso, il team dei giovani talenti della Red Bull. In Giappone 8 anni dopo, oggi, si laurea campione per la seconda volta di fila. Senza aspettare il controverso ultimo giro come ad Abu Dhabi che troppi segni ha lasciato su tutti, anche sulla sua felicità. Anche se pure stavolta, con una gara condizionata dalla pioggia e durata di fatto 45', con il titolo assegnato nella confusione, ci sarà da discutere. Anche se il Mondiale è meritato e il trofeo se lo prende alla quintultima gara di una cavalcata inarrestabile, e lo fa in quella che è una casa comune: quella del suo (ex) motorista (Honda). E dove ci sono ricordi di famiglia: l'ultimo re del campionato a Suzuka, nel 2011, è stato Sebastian Vettel, aveva la sua stessa casacca …

Da Max a Max. Due titoli Mondiali in dieci mesi. A 25 anni appena compiuti. Verstappen lo è davvero, un Sol Levante. In Giappone ha esordito il 3 ottobre 2014 in una sessione di prove libere per l'allora Toro Rosso, il team dei giovani talenti della Red Bull. In Giappone 8 anni dopo, oggi, si laurea campione per la seconda volta di fila. Senza aspettare il controverso ultimo giro come ad Abu Dhabi che troppi segni ha lasciato su tutti, anche sulla sua felicità. Anche se pure stavolta, con una gara condizionata dalla pioggia e durata di fatto 45', con il titolo assegnato nella confusione, ci sarà da discutere. Anche se il Mondiale è meritato e il trofeo se lo prende alla quintultima gara di una cavalcata inarrestabile, e lo fa in quella che è una casa comune: quella del suo (ex) motorista (Honda). E dove ci sono ricordi di famiglia: l'ultimo re del campionato a Suzuka, nel 2011, è stato Sebastian Vettel, aveva la sua stessa casacca blu. Il tedesco, 35 anni, che all'epoca vinceva la seconda corona delle quattro con gli anglo austriaci, lascerà il Circus alla fine della stagione. Quella dell'olandese è appena iniziata.

Dalle intemperanze della gioventù alla maturità

E somiglia a un ciclo vincente. Un pilota formidabile su una macchina favolosa. Lui si è evoluto, la sua astronave pure (per i detrattori, troppo). Dalle intemperanze della gioventù alla freddezza della maturità, passando per l'amore: è fidanzato con Kelly Piquet, figlia del 3 volte campione del mondo brasiliano. Max ha trovato l'equilibrio, non sbaglia (quasi) più. La stagione è partita in salita per lui (ritiro in Bahrein e in Australia) e contro un nuovo avversario, fortissimo, la Ferrari (di Charles Leclerc). Poi, prima piano poi forte, Max ha recuperato e infine sorpassato. Alle pole del monegasco, ha risposto con le vittorie (12). In estate, è definitivamente sbocciato. La Red Bull dimagriva e la sua guida si ingigantiva.

Un fenomeno sociale e commerciale

Super Max. Così suona una canzone a lui dedicata, così lo chiamano i suoi tifosi che sono tanti, anzi un esercito vestito d'arancione e chiamato orange army che lo segue ovunque nel mondo. Fenomeno sociale e commerciale, Verstappen è diventato un brand, una macchina per lo spettacolo, un modello di business. A Zandvoort, sul circuito olandese dove si è tornato a correre nelle ultime due stagioni, la dimostrazione dell'effetto Max sulla F1: folla, musica, eventi, trasporti dedicati. Il modello Verstappen porta benessere economico e visibilità a tutta la categoria. La Red Bull se lo è assicurato a vita, fino al 2028, con un contratto di circa 40 milioni a stagione.

Un papà come guida

Il ragazzo show, la stella polare di quest'era della F1. Ha cominciato a brillare presto: nella culla. Sua mamma, Sophie Kumpen, belga, ex campionessa di kart: "Da bambino controsterzava e dava di gas ancor prima di saper leggere e scrivere". E' stato sua papà Jos, separato dalla madre, ex pilota in Benetton da due podi, ma accanto a Schumacher nel '94, a costruire il prodigio che è diventato: "Ho cercato di non lasciare nulla al caso con lui". Lo alleva in modo ruvido, quasi marziale, a motori e benzina. La strada dai kart alla F1 Max la attraversa con molta fretta.

Il passaggio alla Red Bull

Entra minorenne (17 anni e 166 giorni) nella massima categoria e senza chiedere permesso. Non ha neanche la patente ma si vede subito che sa guidare benissimo. Nonostante l'aggressività, l'impazienza, i colpi di testa. E le smorfie, oltre le parole, che non dissimulano mai. Ottiene solo più tardi la licenza per stare tra noi comuni guidatori (su una Renault Clio). Non gli serve molto tempo per volare dalla squadra satellite (appunto Toro Rosso) al pianeta del gigante delle bibite. Un anno appena. Nel corso del 2016 entra in Red Bull facendo retrocedere a Faenza Daniil Kvyat, ripaga la promozione vincendo subito in Spagna a 18 anni e 228 giorni. Diventa il più giovane vincitore di una gara, batte il primato di Vettel.

Non vede più ostacoli e nessuno glieli mette: la Red Bull si ricostruisce attorno a Max. I suoi compagni di squadra, cedono tutti, si fanno da parte: Carlos Sainz (all'epoca della Toro Rosso), Daniel Ricciardo, Pierre Gasly, Alexander Albon. Sergio Perez, invece, ancora resiste. Tutti lo sanno o la capiscono. C'è una sola traiettoria che conta, va da Max a Max. E a tutti gli altri, sayonara.