Doppietta Mercedes in Messico nell'ultima sessione di libere prima delle qualifiche (alle 22 italiane). Il miglior tempo, come ieri nel 2° turno dedicato soprattutto a testare le gomme Pirelli 2023, è stato di George Russell. L'inglese ha chiuso in 1'18"399 davanti al compagno di squadra e 7 volte campione del mondo, Lewis Hamilton, in ritardo di 144 millesimi.
Terzo è il neocampione del mondo con la Red Bull, Max Verstappen (1'18"876). Quarto è Charles Leclerc sulla Ferrari (1'19"123) che sembra non aver risentito della botta a muro col posteriore nelle libere 2 riportando danni alla sospensione posteriore sinistra e all'ala. Il monegasco chiude a 724 millesimi da Russell e precede l'idolo di casa, il messicano della Red Bull, Sergio Perez, col quale si gioca il 2° posto anche nel campionato (i due sono divisi da due soli punti in classifica). Sesto è Carlos Sainz nz (1'19"301) sull'altra rossa. Ferrari vicine alle Red Bull che sono favorite su una pista veloce e ostica per l'aria rarefatta in altitudine: si surriscaldano motore e freni.
L'aria è calda in Messico anche per quello che accade a bordo pista dopo la conclusione, almeno formale, del caso budget cap: la Red Bull deve pagare sette milioni di dollari di multa alla Federazione per lo sforamento di 1,8 milioni di sterline (circa 2,2 milioni di euro), cioè l'1,6% del tetto di spese che nel 2021 era di 145 milioni. A cominciare da adesso e per i prossimi 12 mesi, avrà il 10% di ore in meno (1260 anziché 1400) per i test in galleria del vento. Accettando l'accordo con la Fia e ammettendo la violazione (13 le voci di spesa contestate perché non messe a bilancio), ha di fatto ottenuto uno sconto di pena. La Fia nel suo "verdetto" ha messo a verbale alcune attenuanti: ha escluso una condotta fraudolenta da parte del team anglo austriaco sottolineando la buona fede e lo spirito di collaborazione e ha spiegato che se avessero applicato in modo corretto il credito di imposta, lo sforamento sarebbe stato minore (circa 500 mila euro, con una violazione quindi dello 0,37%).
Di fatto la Red Bull non ha subìto nessuna conseguenza sul Mondiale dello scorso anno chiuso nel controverso ultimo giro di Abu Dhabi. Né ha avuto limitazioni sulle capacità di spesa e quindi di sviluppo per il futuro. La squadra campione del mondo, unica ad aver violato il regolamento finanziario entrato in vigore l'anno scorso, si è prima difesa con l'argomento di una diversa interpretazione delle voci a bilancio e poi ha definito draconiane le misure prese contro la loro condotta. Il team principal, Horner, ha detto che "sette milioni sono una somma enorme. E il blocco sulla galleria del vento pesa da un quarto a mezzo secondo al giro. Correremo ad handicap". La pensano diversamente i suoi avversari che chiedevano pene esemplari (ma non faranno appello): la limitazione in galleria non va oltre a un decimo di vantaggio in pista e la multa per i top non è così salata visto quanto si guadagna, portando qualcuno magari a metterla in conto per avvantaggiarsi nelle prestazioni.