✕

Le pagelle del Gp del Messico: Verstappen da 10, Leclerc insufficiente

(afp)
2 minuti di lettura

VERSTAPPEN  10
Perché di più non si può. Meriterebbe 14, come i successi in stagione, traguardo che gli permette di superare il ferrarista Schumacher del 2004 e Vettel, all’epoca alfiere Red Bull, nel 2013, fenomeni che si erano fermati a 13. Verstappen è maestoso, imbattibile, perfetto. Nella gara più noiosa dell’anno, nessun sorpasso fra i big se non in partenza, non ha sbagliato nulla. E’ andato a passeggio e alla fine si è portato a casa l’ennesimo trionfo.

PEREZ 9
Il pubblico era tutto per lui e non ha mai smesso d’incitarlo. Sognava il profeta in patria, il trionfo casalingo, purtroppo non è arrivato e per colpa di una imperfezione ai box non ha conquistato nemmeno il secondo posto, che avrebbe potuto centrare a discapito di Hamilton. Dice: ce l’ho messa tutta. E comunque è contento. Sa già che, restando in Red Bull, potrà riprovarci, cannibale Verstappen permettendo. …

VERSTAPPEN  10
Perché di più non si può. Meriterebbe 14, come i successi in stagione, traguardo che gli permette di superare il ferrarista Schumacher del 2004 e Vettel, all’epoca alfiere Red Bull, nel 2013, fenomeni che si erano fermati a 13. Verstappen è maestoso, imbattibile, perfetto. Nella gara più noiosa dell’anno, nessun sorpasso fra i big se non in partenza, non ha sbagliato nulla. E’ andato a passeggio e alla fine si è portato a casa l’ennesimo trionfo.

PEREZ 9
Il pubblico era tutto per lui e non ha mai smesso d’incitarlo. Sognava il profeta in patria, il trionfo casalingo, purtroppo non è arrivato e per colpa di una imperfezione ai box non ha conquistato nemmeno il secondo posto, che avrebbe potuto centrare a discapito di Hamilton. Dice: ce l’ho messa tutta. E comunque è contento. Sa già che, restando in Red Bull, potrà riprovarci, cannibale Verstappen permettendo.  

RED BULL 8
Al di là delle polemiche per la furbata sul budget cup, merita una tirata d’orecchie per aver sbagliato il pit stop di Perez. Non veniva via la gomma posteriore sinistra e uno pensa: vai a vedere che, vinto il Mondiale, è calata la concentrazione. Poi però il giro dopo arriva in pit lane Verstappen e i 5 secondi di Perez diventano 2 e mezzo con l’olandese. Paura, eh…    

HAMILTON 9
Finisce la stagione alla grande, anche se l’inseguimento alla vittoria stagionale (l’ha sempre centrata dall’esordio nel 2007) resta vana. Sembrava perso ad inizio stagione e invece dimostra che un sette volte campione del mondo ha un orgoglio senza pari. Partiva dietro a Russell, lo ha fregato nel primo rettilineo. Il piedistallo, almeno nel cortile interno, resta suo.   

RUSSELL 6
Secondo in griglia, quarto al traguardo. E’ l’unico che esce veramente con le ossa rotte fra i sei big. Ha rovinato tutto in partenza. Il giro veloce e il punto in più centrato in extremis compensa solo in parte.  

MERCEDES 8
Ha vinto tanto, in questa stagione ha sbagliato la macchina e poteva rassegnarsi. Invece, di progresso in progresso, è a 40 punti dalla Ferrari. Anche un secondo posto nei costruttori merita una lotta con il coltello fra i denti. La dimostrazione è l’invito a rientrare a Russell al terz’ultimo giro. Gomme nuove per il giro veloce e un punto in più. Tutto fa nella rincorsa alla Ferrari, che invece sembra atrofizzata.

SAINZ 6
Quinto in partenza, quinto all’arrivo. Tolte Red Bull e Mercedes, le altre vetture si superano facilmente. Minimo sindacale e poca gloria.

LECLERC 5
Ancora peggio del compagno di squadra e voto in meno, perché perde il confronto nel testa a testa in avvio. Gara da dimenticare, anonimo sesto posto.

FERRARI 5
Stavolta i pit stop sono veloci e perfetti. E la macchina che di colpo si è messa a non andare. Una mediocrità insopportabile, dopo le illusioni di inizio stagione. Altro che Red Bull, si guardi dalla rimonta Mercedes.    

RICCIARDO 7
Con i muscoli, e con un po’ di scorrettezza, vedi i 10 secondi di penalità, sorpassa e mette fuori gioco Tsunoda. Non si scompone e riesce ad arrivare settimo, il primo degli altri. Visto che è alla terz’ultima gara (la McLaren lo ha fatto fuori, come minimo sarà anno sabbatico) gli fa onore il fatto di non aver tirato i remi in barca.  

ALONSO 7
Ancora una volta è stato tradito dal motore e della squadra. Smoccola e non sopporta che invece il compagno di squadra Ocon finisca davanti. Il congedo dalla Renault (andrà in Aston Martin) non è da ricordare.