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F1, Ferrari: una involuzione che preoccupa. Ora rischia anche il 2° posto nel mondiale costruttori

Charles Leclerc  (reuters)
Un inizio sfolgorante di stagione, poi una decadenza inesorabile. “Avremmo avuto altro potenziale da tirar fuori, ma non l’abbiamo potuto fare per i limiti del budget cap”, spiega il team principal Binotto. Ma la vittoria non arriva da luglio in Austria e la Mercedes si fa sotto per la piazza d'onore
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Il giallo della rossa. Fenomenale al punto da sognare il Mondiale a inizio stagione, in questo finale rischia persino il 2° posto tra i costruttori. Non vince da luglio in Austria. La Mercedes l’ha quasi raggiunta in classifica (-40 punti) a due gare dalla conclusione. E il Messico è stato un precipizio per le Ferrari: 5° Sainz e 6° Leclerc, a oltre un minuto dal vincitore con record, Max Verstappen sulla Red Bull. A 2200 metri di altitudine, la potenza del motore è stata ridotta in via precauzionale sulle F1-75, viste le fragilità ancora in via di riparazione sulle power unit di Maranello. Ma non è stato solo il cuore poco pulsante a fermare le rosse: problemi anche in trazione e bilanciamento. Che cosa è successo? E, soprattutto, è un segnale d’allarme guardando al 2023?

Il giallo della rossa. Fenomenale al punto da sognare il Mondiale a inizio stagione, in questo finale rischia persino il 2° posto tra i costruttori. Non vince da luglio in Austria. La Mercedes l’ha quasi raggiunta in classifica (-40 punti) a due gare dalla conclusione. E il Messico è stato un precipizio per le Ferrari: 5° Sainz e 6° Leclerc, a oltre un minuto dal vincitore con record, Max Verstappen sulla Red Bull. A 2200 metri di altitudine, la potenza del motore è stata ridotta in via precauzionale sulle F1-75, viste le fragilità ancora in via di riparazione sulle power unit di Maranello. Ma non è stato solo il cuore poco pulsante a fermare le rosse: problemi anche in trazione e bilanciamento. Che cosa è successo? E, soprattutto, è un segnale d’allarme guardando al 2023?

“Non abbiamo ancora una spiegazione” ha ammesso il team principal, Mattia Binotto, nel post gara. “Credo che non abbiamo interpretato bene la gara, non siamo stati competitivi nemmeno in qualifica e non è per un problema di power unit che in Messico conta ma non come altrove. Sapevamo che avremmo avuto difficoltà, ma non così tante. In queste situazioni l’importante è massimizzare, i nostri piloti sono stati responsabili e anche nella battaglia iniziale si sono tenuti a distanza e hanno portato le macchine al traguardo. Certe volte bisogna accontentarsi. Ma non credo che si tratti di un andamento, reagiremo a gare come questa e non sono preoccupato per il Brasile”. 

Se non c’è un’involuzione, di certo la Ferrari non è progredita. “Avremmo avuto altro potenziale da tirar fuori, ma non l’abbiamo potuto fare per i limiti del budget cap”. Ogni riferimento non è casuale. La Red Bull ha sforato il tetto di spese ed è stata punita con una carezza. Ma anche la Mercedes, impresentabile a inizio anno, lentamente si è ripresa e adesso insidia il vertice. Favorita, forse, dalla direttiva anti porpoising entrata in vigore in Belgio. Che, secondo Binotto, non ha avuto conseguenze sulla Ferrari: “Credo che la direttiva tecnica abbia portato tanti fuori strada. La nostra è una macchina che per come è concepita più bassa gira, più è veloce. Questo è vero un po’ per tutte le macchine con questo tipo di regolamento con l’effetto fondo, ma la nostra in particolare. Se uno la analizza, siamo tra quelli che più di tutti girano più bassi degli altri, perché sappiamo che la nostra vettura è lì che trova della prestazione. Girare più bassi significa girare anche più rigidi. Noi tendenzialmente giriamo più bassi e rigidi e su certe piste soffriamo di più”.

Lavori in corso. A Interlagos forse verranno cambiati alcuni elementi sulla power unit di Sainz per migliorare l’affidabilità, anche se una soluzione definitiva è attesa solo per l’anno prossimo. Tra Brasile (dove c’è anche l’ultima sprint race) e Abu Dhabi, la Ferrari cercherà di difendere il 2° posto tra i Costruttori e chiudere con uno slancio positivo per l’avvenire. Binotto: “Tutto è nelle nostre mani, meritiamo questo 2° posto nel Mondiale e dobbiamo agguantarlo”. Nessuna tentazione di cedere alla Mercedes, nonostante arrivare terzi offra un guadagno in termini di sessioni  concesse in galleria del vento (il 5% in più) del 2° classificato. Chi è più debole ha più chance di rafforzarsi. Impensabile una Ferrari che corre per perdere.