F1, Gp Brasile: Russell davanti a Hamilton, è doppietta Mercedes. Sainz sul podio, Leclerc quarto
di Stefano Zaino , di Stefano ZainoScusate il ritardo, potrebbe dire George William Russell, "lord" da soprannome nel paddock, per l'andatura elegante, e per meglio metterlo in contrapposizione al sir, l'ilustre compagno di squadra Hamilton, il faro inglese che ha incentivato (più di Button) i suoi inizi brillanti, la sua voglia di arrivare un giorno a far festa sul gradino più alto di un podio di F1. Scusate il ritardo, perché Russell, 24 anni, questo risultato avrebbe potuto centrarlo già nel 2020, in Bahrein, quando, eroe per caso, fu messo in fretta e furia su una Mercedes per sostituire Hamilton ammalato di Covid e per metà gara la guidò in testa, prima di arrendersi ad una foratura.
<<La cronaca del Gp del Brasile>>
Destino amaro allora, anche perché la pagina seguente si chiamava cenerentola Williams, ma ormai il team tedesco lo aveva scoperto e quest'anno (mettendo alla porta Bottas) non ha esitato ad affidargli la grande chanc…
Scusate il ritardo, potrebbe dire George William Russell, "lord" da soprannome nel paddock, per l'andatura elegante, e per meglio metterlo in contrapposizione al sir, l'ilustre compagno di squadra Hamilton, il faro inglese che ha incentivato (più di Button) i suoi inizi brillanti, la sua voglia di arrivare un giorno a far festa sul gradino più alto di un podio di F1. Scusate il ritardo, perché Russell, 24 anni, questo risultato avrebbe potuto centrarlo già nel 2020, in Bahrein, quando, eroe per caso, fu messo in fretta e furia su una Mercedes per sostituire Hamilton ammalato di Covid e per metà gara la guidò in testa, prima di arrendersi ad una foratura.
<<La cronaca del Gp del Brasile>>
Destino amaro allora, anche perché la pagina seguente si chiamava cenerentola Williams, ma ormai il team tedesco lo aveva scoperto e quest'anno (mettendo alla porta Bottas) non ha esitato ad affidargli la grande chance, occasione che ieri, dopo 79 gare e 7 podi, si è tramutata in brillante vittoria, più che meritata visto che Russell in questo week-end ha fatto il pieno, primo nella sprint race, in testa alla prima curva dopo ottima partenza e davanti a tutti al traguardo. Oltre alla Red Bull, una volta tanto in crisi, e alla Ferrari, che ad inizio stagione alla Mercedes rifilava più di un secondo e ora la scruta a distanza, il commosso inglese (lacrime ai box e sul podio) si è permesso di negare ad Hamilton un passaggio nella storia, visto che il prode Lewis, con un successo, sarebbe stato il primo pilota a vincere almeno un gp per 16 anni di fila. Russell non ha fatto sconti e Hamilton (secondo, la doppietta inglese mancava dal Canada 2010), ha incassato con signorilità, "fate i complimenti al mio brillante compagno di squadra che vedrò sul podio" ha urlato alla radio, rendendo omaggio al nuovo che avanza.
Gesto non banale nel giorno in cui le coppie scoppiano. E' arrabbiato Leclerc (e fa un po' tristezza il fatto che lo abbia chiesto per un secondo posto nella classifica piloti) con la squadra per non aver ordinato a Sainz di lasciargli il podio (spagnolo terzo, monegasco quarto), emblema di velleità rimpicciolite, la piazza d'onore e non il trono iridato di Verstappen, e c'è addirittura alta tensione in Red Bull, con l'olandese che ha fregato il sesto posto a Perez (messicano e Leclerc appaiati prima dell'epilogo ad Abu Dhabi), viene sgridato dalla scuderia, insultato dal compagno di squadra (che nel 2021 lo aiutò nel primo Mondiale), con replica stizzita: "Non faccio favori a chi non mi dà la scia, non chiedetemelo più".