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Ferrari, Leclerc: "Secondo tra le Red Bull non mi soddisfa. Ma ora voglio il Mondiale"

Charles Leclerc
Charles Leclerc  (fotogramma)
Ai premi Fia a Bologna, il monegasco tra passato e futuro: "Siamo in un momento di transizione, ma non ho dubbi però che l’anno prossimo riusciremo comunque a fare un passo avanti"
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BOLOGNA - La cravatta, non il papillon come quasi tutti gli altri. Non è ancora il Gala di Charles Leclerc alla cerimonia dei premi Fia a Bologna. Padiglione 29, locali di cemento, vetro, motori e paillettes alla Fiera. Fuori piove e fa freddo. Piove e fa freddo anche dentro, un po’: “Sono state due settimane difficili per il team e anche per me. Sono stanco”. Ha il viso stropicciato, il pilota monegasco, 2° e non appagato nel Mondiale appena concluso. Da una settimana è in Italia, ha fatto test con la Ferrari a Fiorano. Si è lasciato con la fidanzata Charlotte Siné. Il suo capo, Mattia Binotto, ha lasciato dopo 28 anni la Scuderia. Tempi uggiosi, questi. Per lui e per Maranello che annuncerà il nuovo team principal a breve, forse già a Natale. Sarà quasi di certo Fred Vasseur, ora al timone dell’Alfa Sauber, col quale Charles ha debuttato in F1 nel 2018. “Ho un buon rapporto con lui, è franco e diretto, mi ha seguito già dalle categorie junior, ma questo non influisce sulla sua eventuale nomina. Non ho una lista di preferenze. Mi fido di John e Benedetto, so che faranno la scelta giusta”.

Chiama per nome il presidente Elkann e l’ad Vigna, Leclerc. A sottolineare la fiducia e la confidenza con i vertici della Scuderia. “Siamo in un momento di transizione, ma non ho dubbi però che l’anno prossimo riusciremo comunque a fare un passo avanti. Mattia è ancora in fabbrica a darci una mano per il prossimo anno e chi arriverà forse dovrà avere un po’ di tempo per abituarsi, la Ferrari è una squadra molto diversa dalle altre”. Eccome. Lo riconosce anche Christian Horner, capo della Red Bull stravincente. Lui sì col papillon, come ce l’ha (grande e un po’ anni Settanta) il campione Max Verstappen e il suo compagno, Sergio Perez. I tre della squadra con le ali dopo la conferenza si mettono in cerchio a guardare sul telefonino i rigori che eliminano il Brasile dal Mondiale di calcio. Max spiega al suo boss come funziona. Horner conosce meglio la F1, conosce Binotto: “Mattia ha fatto un ottimo lavoro nel produrre un’auto e un motore molto competitivi quest’anno. Ha dedicato una grande parte della sua carriera e della sua vita a Ferrari e sicuramente deve essere difficile per lui lasciare il team dopo così tanto tempo. La loro è una squadra nazionale oltre che un costruttore ufficiale. Penso che il prossimo sarà il sesto team principal in Ferrari da quando io sono in Red Bull. Sulla Ferrari c’è sempre grandissima pressione”.

Eccome. Leclerc lo sa benissimo. A Binotto rivolge solo grazie e auguri: “Mi ha chiamato per comunicarmi la sua decisione. La rispetto e non posso che ringraziarlo per quello che ha fatto, mi ha prolungato il contratto e oltre ad essere stato il team principal, è in Ferrari da tantissimi anni e ha contribuito alla nostra crescita e ai successi. Gli auguro il meglio per il futuro. Io non mi sono mai trovato a cambiare team principal mentre ero nella stessa squadra. Non penso che le prestazioni in pista ne risentiranno col successore. Voglio diventare campione del mondo, è l'unica cosa che mi dà il sorriso”.

Il Mondiale 2023 è già vicino (si parte il 5 marzo in Bahrein). Maranello deve ancora riorganizzarsi, si parla del ritorno, dopo il prestito alla Sauber, di Simone Resta nel ruolo di direttore tecnico, lo stesso che aveva proprio Binotto prima di diventare capo e che di fatto non è mai stato sostituito. L’Italia della Ferrari trascorre il suo inverno. Tra i padiglioni della Fiera si aggirano vecchie glorie (Bernie Ecclestone) e si sente il pulsare della Motor Valley emiliana. Si brinda a Ferrari (Trento Doc). Nel menù Risotto di vialone nano con spinaci freschi, zucca gialla e parmigiano, guancialino di vitello con patate e limoni di Sorrento, flan di carciofi e nuvola di cavolo rosso. Tiramisù con polvere di cioccolato.

Ma non c’è ancora dolcezza, per Leclerc: “Io 2° tra le due Red Bull? Non mi dà una grande soddisfazione a dire il vero, anche se a guardare il 2020 e 2021 con tutte le difficoltà, è stato un grande salto in avanti e non era scontato. Quindi ho sentimenti contrastanti, la parte centrale della stagione è stata abbastanza frustrante. La gara migliore? In Austria”. A casa delle Red Bull. Quelli col papillon.

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