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Correte, non parlate: la Formula 1 mette il bavaglio ai piloti. "Basta messaggi politici"

Lewis Hamilton con la maglia in cui chiede l'arresto peri poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor (reuters)
Una nuova norma stabilisce che "la diffusione e l'esposizione di dichiarazioni o commenti politici, religiosi e personali violano il principio generale di neutralità promosso dalla FIA" a meno che "non siano stati preventivamente approvati per iscritto dalla federazione"
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Correte, non parlate. No a magliette o caschi o altri segni che contengano slogan politici, messaggi sociali, religiosi o sui diritti civili. Addio alle battaglie di Lewis Hamilton sulla non discriminazione e la diversità così come a quelle di Sebastian Vettel, che il prossimo anno comunque in griglia non ci sarà dopo il ritiro, a sostegno dell'ambiente e della comunità Lgbtq+ (specie in Ungheria).

Chi sgarra può incorrere in sanzioni

La federazione internazionale dell'automobilismo (Fia) ha messo nero su bianco, con una modifica a un articolo (il 12.2.1) del codice sportivo, il divieto alla "diffusione e l'esibizione di dichiarazioni o commenti politici, religiosi e personali, in particolare in violazione del principio generale di neutralità promosso dalla FIA nel quadro dei suoi statuti". Chi sgarra, può incorrere in sanzioni. A meno che i piloti nel dire quello che vogliono, "non abbiano ottenuto un'a…

Correte, non parlate. No a magliette o caschi o altri segni che contengano slogan politici, messaggi sociali, religiosi o sui diritti civili. Addio alle battaglie di Lewis Hamilton sulla non discriminazione e la diversità così come a quelle di Sebastian Vettel, che il prossimo anno comunque in griglia non ci sarà dopo il ritiro, a sostegno dell'ambiente e della comunità Lgbtq+ (specie in Ungheria).

Chi sgarra può incorrere in sanzioni

La federazione internazionale dell'automobilismo (Fia) ha messo nero su bianco, con una modifica a un articolo (il 12.2.1) del codice sportivo, il divieto alla "diffusione e l'esibizione di dichiarazioni o commenti politici, religiosi e personali, in particolare in violazione del principio generale di neutralità promosso dalla FIA nel quadro dei suoi statuti". Chi sgarra, può incorrere in sanzioni. A meno che i piloti nel dire quello che vogliono, "non abbiano ottenuto un'autorizzazione preventiva" da parte della federazione internazionale o da quelle nazionali.

Come la Fifa in Qatar

Gli slanci progressisti o presunti tali di una piattaforma come la F1 che si sta espandendo nel mondo e gode di ottima salute, vengono così di fatto imbavagliati dentro una norma restrittiva. Un po' come succede nel calcio e come è accaduto anche durante i Mondiali in Qatar dove la Fifa ha imposto il silenzio su certi argomenti sensibili per non incorrere in conseguenze. La nazionale tedesca ha risposto con un'immagine che ha fatto il giro del mondo: i calciatori che si mettono la mano sulla bocca.

Hamilton e Vettel (reuters)

I piloti, eroi globali, portatori di esempi e idee, dovranno ora fare i conti con questo nuovo limite d'espressione. Sarà difficile convincere un Hamilton che sul podio del Mugello nel 2020 salì con la maglietta "Arrestate i poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor". Dopo quell'episodio, la Fia impose ai piloti di vestirsi con le tute della squadra per la cerimonia di premiazione. Ma le occasioni e i modi per manifestare i propri pensieri, specie appunto i piloti più maturi e consapevoli, come Hamilton e Vettel, ne hanno avute a decine e non hanno mai avuto pudore a manifestarle.

La precisazione della Fia

Ma d'ora in poi potrebbe essere davvero molto diverso con questa nuova norma che infatti ha provocato subito molte perplessità, tanto da indurre la Fia a precisare che si tratta semplicemente di un allineamento della F1 "alla neutralità politica dello sport come principio etico fondamentale universale del Movimento Olimpico, sancito dal Codice Etico del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e dell'articolo 1.2 dello statuto Fia". Il quale recita che "la FIA si astiene dal manifestare discriminazioni per motivi di razza, colore della pelle, sesso, orientamento sessuale, origine etnica o sociale, lingua, religione, opinione filosofica o politica, situazione familiare o disabilità nel corso delle sue attività e dall'intraprendere qualsiasi azione al riguardo". Un portavoce ha anche aggiunto che la federazione "si concentrerà sui gruppi sottorappresentati per raggiungere una rappresentanza più equilibrata di genere e etnia per creare una cultura più diversificata ed inclusiva". Purché muta?