Ford is back. Mancava solo l’ufficialità, eccola celebrata a New York: la casa automobilistica americana torna dopo oltre due decenni in Formula 1 e lo fa sulle ali della Red Bull (e della cliente Alpha Tauri) a cominciare dal 2026 quando cambieranno le power unit e i carburanti. La collaborazione tra il team austro inglese e il marchio del Michigan durerà almeno fino al 2030. L’annuncio nella Grande Mela in concomitanza con la presentazione della nuova vettura che Max Verstappen e Sergio Perez guideranno nel Mondiale 2023 che scatterà il 5 marzo in Bahrein.
“Questo è l'inizio di un nuovo entusiasmante capitolo nella storia degli sport motoristici di Ford che iniziò quando mio bisnonno vinse una gara che ha contribuito a lanciare la nostra azienda”, ha affermato Bill Ford, presidente esecutivo Ford. “Accanto ai campioni del mondo, porteremo la nostra lunga tradizione di innovazione, sostenibilità ed elettrificazione su uno dei palcoscenici più visibili del mondo”.
Quando Schumacher vinse il Mondiale con Ford
È un ritorno non nostalgico, nonostante la Ford abbia dominato negli anni ’60 e ’70 vincendo in tutto 10 titoli Costruttori e 13 piloti tra cui il primo dei 7 di Michael Schumacher (nel 1994 con la Benetton 194). Terzo motorista più decorato della F1, ha lasciato la pista nel 2004. E ora guarda al futuro. Con Red Bull lavoreranno per sviluppare un motore elettrico da 350kW e un nuovo motore a combustione in grado di accettare carburanti completamente sostenibili, pronto per la stagione 2026. Jim Farley, presidente e ad Ford: “Il nostro ritorno in F1 è incentrato su dove stiamo andando come azienda: veicoli ed esperienze sempre più elettrici. La F1 sarà una piattaforma incredibilmente conveniente per innovare, condividere idee e tecnologie e interagire con decine di milioni di nuovi clienti”.
Red Bull: "L'esperienza di Ford sarà preziosa"
La Red Bull, che ha ereditato il motore Honda e che nei mesi scorsi ha abbandonato le trattive con Porsche, saluta con entusiasmo il matrimonio con l’ovale blu. Il team principal, Chris Horner: “In qualità di produttore di motori indipendente, avere la possibilità di beneficiare dell'esperienza di Ford ci mette in un’ottima posizione contro la concorrenza. Hanno una storia automobilistica che abbraccia generazioni. Da Jim Clark ad Ayrton Senna e Michael Schumacher, il lignaggio parla a favore. Per noi aprire il prossimo capitolo di quella dinastia è tremendamente eccitante. Il 2026 è ancora un po’ lontano ma per noi il lavoro inizia già mentre guardiamo verso un nuovo futuro e una continua evoluzione”.
Domenicali: "Il ritorno di Ford un riconoscimento per la F1"
Ma la F1 è in ottima salute in generale, nuovi costruttori sono interessati a entrare e la federazione internazionale ha aperto un processo di selezione molto severo per gli aspiranti incontrando anche molto perplessità, se non ostilità, di gli altri team e degli stessi proprietari del Circo. Il ritorno di Ford rallegra il presidente di F1, l’italiano Stefano Domenicali: “È una notizia ottima per lo sport, Ford è un marchio globale con un incredibile patrimonio nelle corse e nel mondo automobilistico, vedono l'enorme valore che la nostra piattaforma fornisce a oltre mezzo miliardo di fan in tutto il mondo. Il nostro impegno per essere a emissioni zero entro il 2030 e introdurre carburanti sostenibili nelle auto di F1 dal 2026 è anche un motivo importante per la loro decisione di entrare in F1”.
Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem ha dichiarato: “Ci sono pochi produttori che hanno una storia così celebre nello sport automobilistico come Ford, vederli tornare è un’ottima notizia. Sottolinea ulteriormente il successo dei regolamenti sulla power unit 2026 che hanno al centro un impegno sia per la sostenibilità che per lo spettacolo. E ovviamente ricevere più interesse da parte degli Stati Uniti è importante per la continua crescita della F1”.