Ferrari, la forza tranquilla di Vasseur: "È solo l'inizio del viaggio"
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoFIORANO. La forza tranquilla di Fred. Le mani in tasca, risate tonde, una tazzina di caffè. Vasseur sta con la sua nuova gente da poco più di un mese, eppure che familiarità. Disinvolto nelle sue enormi responsabilità, dentro una casa che come altre non ce n'è. Si aggira senza seguire troppi protocolli tra ospiti, dirigenti, stampa e tifosi che assistono a Fiorano allo svelamento e al primo bacio della rossa con l'asfalto. "Maranello è l'unico posto al mondo dove arrivi la mattina alle 7 in fabbrica e trovi dei sostenitori fuori dai cancelli". A Zurigo, dove l'ingegnere ha vissuto e lavorato per la Sauber fino alla stagione scorsa, il temperamento locale non poteva dirsi lo stesso. "E neanche il cibo. Ho già preso due o tre chili". Buongustaio dal fisico generoso. Con lo stesso appetito trovato in una squadra che ha ambizioni e pressioni diverse da tutte le altre.
FIORANO. La forza tranquilla di Fred. Le mani in tasca, risate tonde, una tazzina di caffè. Vasseur sta con la sua nuova gente da poco più di un mese, eppure che familiarità. Disinvolto nelle sue enormi responsabilità, dentro una casa che come altre non ce n'è. Si aggira senza seguire troppi protocolli tra ospiti, dirigenti, stampa e tifosi che assistono a Fiorano allo svelamento e al primo bacio della rossa con l'asfalto. "Maranello è l'unico posto al mondo dove arrivi la mattina alle 7 in fabbrica e trovi dei sostenitori fuori dai cancelli". A Zurigo, dove l'ingegnere ha vissuto e lavorato per la Sauber fino alla stagione scorsa, il temperamento locale non poteva dirsi lo stesso. "E neanche il cibo. Ho già preso due o tre chili". Buongustaio dal fisico generoso. Con lo stesso appetito trovato in una squadra che ha ambizioni e pressioni diverse da tutte le altre.
Fred l'umano, che nelle relazioni vede il nervo del progetto. Fred e il senso pratico: "Non saranno i pochi chilometri di oggi a dirci che vinceremo in Bahrain, sarebbe troppo ottimistico. Né sarà una vittoria o una sconfitta alla prima gara a determinare la nostra stagione. Conterà rimanere concentrati sull'obiettivo e vedere dove saremo alla fine. Le sensazioni sono buone, la macchina nuova è un'evoluzione e non una rivoluzione. È solo l'inizio del viaggio". Il suo verso Maranello è iniziato quando ad Abu Dhabi a novembre si è cominciato a fare il suo nome al posto di Mattia Binotto. Poche settimane dopo, la conferma della sua nomina. Abita in albergo in attesa di essere raggiunto dalla moglie e dal più piccolo (15 anni) dei suoi quattro figli. Sarà lei a scegliere la dimora più adatta. Lui casa sembra averla già trovata in GeS, la sede della Gestione sportiva. Ci arriva presto con la Stelvio e se ne va a tarda sera. Tutti i giorni all'alba, lezioni di italiano: "Il prossimo anno sarò farò interviste nella vostra lingua".
Con Charles Leclerc parla francese, con Carlos Sainz in inglese. Ma l'alfabeto è il medesimo: vincere. Non fa differenze tra i due piloti, usa una monetina con i loro numeri sulle due facce per sorteggiare chi guida per primo la SF-23 a Fiorano davanti al mondo: esce il 16, la sorte sceglie il monegasco. Allo spagnolo, il 55, la seconda uscita (ma con un giro in più del collega). Inizierà così anche il campionato, non certo a caso, ma alla pari. Perché entrambi spingano come matti, la Ferrari prima di tutto. Poi, si vedrà. Così come il resto: "Le strategie? Faremo aggiustamenti, ma nessuna fretta. Non è chi spinge il bottone, ma cosa c'è dietro. L'affidabilità? È la priorità, il motore a banco è ok, poi ci confermerà o meno la pista. Se ce la faremo con tre propulsori? È quello a cui puntano tutti. Il budget cap? Mi preoccupa l'idea che possa essere trovata un'infrazione che impatterebbe su una stagione già finita, le analisi devono essere più veloci. Sarà cruciale portare evoluzioni giuste, mi aspetto più vicinanza tra i team quest'anno, alla fine le diverse filosofie convergeranno". Quella di Fred è di una forza tranquilla.