SAKHIR (BAHRAIN) — La rossa e l'attesa nel deserto. Charles gioca a padel, Carlos a golf. Sono stati tre giorni intensi in Bahrain, a girare come trottole in pista per trovare la Ferrari migliore. Non solo per il primo gran premio dell'anno, domenica prossima sempre al Sakhir. Ma per una stagione mai così lunga: 23 gare. Leclerc ha corso per 1077 chilometri nella maratona sulla sabbia che ha visto tutte le squadre farne 21.603, poco più della metà del giro del mondo. Lui ha cercato il suo, di universo. Non lo ha ancora trovato. Ha un po' litigato con la macchina, c'è qualche pezzo che non gli torna: "L'auto di quest'anno è un po' diversa, ho cercato di trovare l'assetto giusto ma ancora non ci sono riuscito, spero ci sia del margine. Non mi preoccupa la velocità sul dritto, semmai siamo più deboli in curva. C'è ancora molto da lavorare". Il monegasco prende appunti, sfoglia il quaderno, studia. Ha il viso teso. Guarda le Red Bull lassù: "Le vedo forti". Sette decimi davanti nell'ultima sessione, anche se sono tempi menzogneri viste le differenze di gomme, di temperature. Modalità motore e carichi di benzina.
Leclerc, quinto anno alla Ferrari
Tra giorno (crono di Charles) e sera (Perez), la pista migliora di un secondo. Un kg di carburante pesa un decimo a giro. Leclerc ripassa dati e sensazioni. Forse, la sua avventura fino a qui. Inizia il suo quinto anno sul Cavallino, se non dovesse andare anche stavolta, chissà. Il contratto gli scade a fine 2024. Non è una priorità parlarne, ma il tempo fugge. L'anno scorso con una macchina eccellente, se non la migliore tra quelle della nuova generazione a effetto suolo, si prese con prepotenza e disinvoltura il Bahrain, e per Maranello fu doppietta. Sembrava tutto vero, e lo è stato abbastanza a lungo, prima che le rotture al motore e gli errori di strategia spegnessero a metà campionato le speranze. Le fragilità della power unit sembrano essere state curate nella SF-23 che è un'erede diretta della progenitrice, nessun problema o segnale, i cavalli non sono stati ancora davvero usati e la Ferrari pare ne abbia parecchi in più in corpo rispetto all'anno scorso, c'è chi li quantifica in almeno tre decimi guadagnati a giro. Sabato verranno sprigionati in qualifica. Leclerc viene a rete e schiaccia i fantasmi.
Sainz gioca a golf col papà
Sainz è sul green. Con suo papà e Lando Norris della McLaren partecipa a un torneo di golf organizzato dal circuito. C'è una prateria da attraversare per lui, ma in questo è uno specialista: testa bassa fino alla meta. Per carattere e abitudine al precariato. Anche lui scade a fine 2024, ha sostituito tre anni fa Vettel, scelto da Mattia Binotto. Che non c'è più, la squadra da un mese e mezzo la guida Fred Vasseur. La nuova macchina, figlia della direzione dell'ingegnere reggiano, sembra adattarsi meglio a lui che a Charles. A inizio 2022, la situazione era speculare. "Non so se siamo veloci. Sicuramente non siamo lenti, ma non so quanto rispetto agli altri". Di certo la rossa insegue la blu, più sul passo gara che sul giro secco. E fatica di più sulle gomme. Ma è la vera sfidante, con potenzialità non viste. Vasseur è già da ieri mattina a Maranello col vice, Laurent Mekyes. Con le valigie piene di dati e fiducia. Il team principal, già intervenuto nella riorganizzazione promuovendo Ravin Jain capo stratega al posto di Iñaki Rueda ("per velocizzare le reazioni") guarda scettico la fotografia scattata dai test e rimanda il giudizio al prossimo weekend: "Ci siamo concentrati sul nostro lavoro che è stato positivo per chilometraggio, affidabilità, analisi degli elementi. Alcune cose hanno funzionato altre no. Avremo aggiornamenti già a Gedda o Melbourne. Il morale in squadra è perfetto e siamo in ottima forma per questo lungo campionato". Au revoir.