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Formula 1, Nick de Vries: "Io e Verstappen, amici olandesi. Ora finalmente lo affronterò in pista"

Nick de Vries, 28 anni, olandese (reuters)
Il 28enne pilota dell'AlphaTauri è uno dei debuttanti nel nuovo Mondiale. "Io e Max siamo cresciuti insieme sui kart, ma finora non ci siamo mai sfidati. Il mio tempo libero? Suono male country pop al pianoforte"
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SAKHIR. "Nyck the Quick", anche se ci ha messo tanto ad arrivare: ha 28 anni, de Vries, l'altro olandese della F1. Il più famoso Max Verstappen, tre anni di meno e due Mondiali, è suo amico: "Anche perché non ci siamo mai sfidati in pista". È uno dei tre debuttanti del 2023 oltre all'australiano Piastri, 21 anni (McLaren) e l'americano Sargeant, 22 (Williams). Ha vinto la F2 nel 2019, la Formula E nel 2021. L'anno scorso a Monza la grande occasione: da terzo pilota della Mercedes sostituisce sulla Williams Albon colpito da appendicite. Chiude 9°. Faenza lo chiama sull'AlphaTauri, team italiano della Red Bull, al posto di Gasly emigrato in Alpine. 

 

L'Italia è nel suo destino e parla anche un buon italiano. 
"Ma per le interviste preferisco l'inglese per esprimere in profondità i miei pensieri. L'italiano mi aiuta a integrarmi più velocemente nella …

SAKHIR. "Nyck the Quick", anche se ci ha messo tanto ad arrivare: ha 28 anni, de Vries, l'altro olandese della F1. Il più famoso Max Verstappen, tre anni di meno e due Mondiali, è suo amico: "Anche perché non ci siamo mai sfidati in pista". È uno dei tre debuttanti del 2023 oltre all'australiano Piastri, 21 anni (McLaren) e l'americano Sargeant, 22 (Williams). Ha vinto la F2 nel 2019, la Formula E nel 2021. L'anno scorso a Monza la grande occasione: da terzo pilota della Mercedes sostituisce sulla Williams Albon colpito da appendicite. Chiude 9°. Faenza lo chiama sull'AlphaTauri, team italiano della Red Bull, al posto di Gasly emigrato in Alpine. 

 

L'Italia è nel suo destino e parla anche un buon italiano. 
"Ma per le interviste preferisco l'inglese per esprimere in profondità i miei pensieri. L'italiano mi aiuta a integrarmi più velocemente nella squadra, rende tutto più casual e personale. Ho vissuto a Desenzano del Garda". 

Ci racconta?
"A 13 anni mi sono trasferito con la famiglia in Italia perché ci sono i posti migliori per il kart. Mio padre ha venduto le sue concessionarie di auto per sua scelta di vita e per aiutarmi nella carriera. Lui ha corso e mi ha molto motivato. Stavamo in quattro, mia madre e mia sorella comprese, in una casa in affitto nell'agriturismo La Cavallina. D'inverno c'eravamo solo noi. Dormivo nel soggiorno con i meccanici, un solo bagno, niente lavastoviglie. Dura. Da tre anni invece vivo a Monaco in un piccolo appartamento". 

Che cos'ha di speciale l'Olanda? 
"I pattinatori di velocità sul ghiaccio, per esempio. Un esempio di etica del lavoro. Abbiamo vinto tanto alle Olimpiadi, anche se mi ricordo bene Fabris a Torino 2006. Sono nato in un villaggio del nord, Uitwellingerga, nella Frisia, 400 abitanti. A 20 minuti da casa, a Heerenveen, c'è una pista di ghiaccio dove si allenano tutti e anch'io da piccolo ho pattinato. E c'è anche la squadra di calcio per cui tifo, L'Sc Heerenveen. Lì ci sono le mie radici, anche se ci torno solo un paio di volte l'anno". 

Nick de Vries sull'AlphaTauri in Bahrain (afp)

Anche Max è molto legato all'Olanda ed è un eroe nazionale.
"Siamo cresciuti sui kart insieme, parliamo di corse ma anche di altro, ci rispettiamo. Certo, non ci siamo mai scontrati in pista, ma incontrati a Monza". 

Il suo giorno perfetto. 
"Le cose sono filate lisce e sono stato anche fortunato, 23 anni di duro lavoro si sono concretizzati quel giorno. E ho trovato finalmente un sedile in F1. Il timing per una volta è stato perfetto. Ed è arrivato il mio tempo".

Un giorno potrebbe persino raggiungere Max in Red Bull? 
"Presto per parlarne, sto iniziando soltanto adesso da titolare. Ma sono determinato a fare bene. A centro griglia quest'anno c'è molta competizione" .

Come passa il tempo fuori dalla pista? 
"Suono male il pianoforte, country pop. Ho cominciato a studiarlo nel lockdown a Monaco con la stessa insegnante di Charles Leclerc, Lucia, di Napoli. La musica e il ritmo sono importanti per guidare una macchina. Quando sto a casa mi alleno, faccio la lavatrice e le pulizie, le cose delle persone normali. E sto con le persone che mi vogliono bene".