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Le pagelle del Gp di Jeddah: Verstappen inarrestabile, Ferrari da 4

(ansa)
Perez, weekend perfetto. L'Aston Martin continua a sorprendere
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PEREZ 10

La brutta partenza, si fa beffare da Alonso, è un neo che dovrebbe togliergli la perfezione, ma di fronte alla quinta vittoria in carriera si può sorvolare. Anche perché battere un fenomeno come Verstappen è comunque impresa titanica. E poi il massimo dei voti lo merita per quella voglia di non arrendersi ad una chiara evidenza, testimoniata anche dal giro veloce compiuto da Verstappen, che proietta l'olandese e non il messicano in testa al Mondiale. Pensava che la squadra non lo permettesse, che gli avrebbe permesso di lasciare l'Arabia da leader, dopo che aveva chiuso in testa il gp e con merito evidente. Ingenuo candore. La Red Bull è comunque Verstappen, il pilota più forte sulla macchina migliore.

VERSTAPPEN 9

Non ha vinto e non si becca il dieci. Ma partiva quindicesimo per colpa dell'affidabilità e di un guasto alla Red Bull patito sabato, non si è perso d'animo, ha superato tutti tranne il comp…

PEREZ 10

La brutta partenza, si fa beffare da Alonso, è un neo che dovrebbe togliergli la perfezione, ma di fronte alla quinta vittoria in carriera si può sorvolare. Anche perché battere un fenomeno come Verstappen è comunque impresa titanica. E poi il massimo dei voti lo merita per quella voglia di non arrendersi ad una chiara evidenza, testimoniata anche dal giro veloce compiuto da Verstappen, che proietta l'olandese e non il messicano in testa al Mondiale. Pensava che la squadra non lo permettesse, che gli avrebbe permesso di lasciare l'Arabia da leader, dopo che aveva chiuso in testa il gp e con merito evidente. Ingenuo candore. La Red Bull è comunque Verstappen, il pilota più forte sulla macchina migliore.

VERSTAPPEN 9

Non ha vinto e non si becca il dieci. Ma partiva quindicesimo per colpa dell'affidabilità e di un guasto alla Red Bull patito sabato, non si è perso d'animo, ha superato tutti tranne il compagno di squadra e alla fine ha pure realizzato il giro veloce. In condizioni normali è imbattibile. Solo la malasorte (auto parcheggiata ai box durante la qualifica) può togliergli qualcosa.    

ALONSO 8

Non sa se ridere, per la conferma della solidità della sua Aston Martin, o piangere, per il fatto di aver perso a tavolino, dopo che c'era salito, il centesimo podio della carriera. Colpa del team, che gli ha fatto scontare una penalità di 5 secondi. Come Ocon, rimasto a differenza sua in Renault, nella gara precedente in Bahrain, in questo modo ne ha beccati altri 10. Vero è però che la penalità l'ha presa per colpa sua, errato posizionamento in griglia, troppo a sinistra della casella. Morale: concorso di colpa e beffa collettiva.      

SAINZ 6

Il compitino. Partito quarto, arriva sesto. Che spreco avere una Ferrari e andare a passeggio. E basta maledire sempre le safety car.  

LECLERC 7

Entusiasma nella prima metà della gara, poi si spegne. Dodicesimo, per colpa della centralina cambiata, in partenza, sorpassa tanto, compreso Hamilton e s'inchina solo a re Verstappen. Poi il sacro ardore si esaurisce. Al traguardo è settimo, deprimente.  

HAMILTON 5

Si lamenta della Mercedes, probabilmente a ragione, ma il compagno di squadra Russell, con la stessa macchina, va sul podio, mentre lui galleggia nell'anonimato, a parte il colpo di coda del sorpasso a Sainz.

RUSSELL 8

Al solito ottimizza tutto. E grazie alle amnesie Aston Martin trova un podio insperato. In questo momento, Hamilton se ne faccia una ragione, è lui la prima guida Mercedes. Gli fa onore anche il fatto di aver riconosciuto un'eccessiva severità dei commissari di gara nei confronti di Alonso. Dice chiaramente: questo non era il mio podio. Era il podio di Alonso.

STROLL 5

Fra tutti I big, se anche lui con la sorpresa Aston Martin può essere chiamato tale, è l'unico che non arriva al traguardo. E così non può arrivare la sufficienza.  

RED BULL 9

Il bello e il cattivo tempo. Unico problema: gestire i due piloti, chi deve vincere e chi no la gara. È su un altro pianeta, ha ragione Leclerc. Il guaio patito da Verstappen sabato però regala una piccola speranza ai rivali. Augurandosi che invece non sia illusione. Marciano un secondo più veloce degli altri.   

ASTON MARTIN 8

Nel paddock la chiamano l'altra Red Bull. Loro si offendono, ma intanto si portano a casa risultati insperati. Tirata d'orecchie per il pasticcio sulla penalità inflitta ad Alonso. Hanno buttato un podio nel cestino.

FERRARI 4

Così proprio non va. Bahrain e Arabia Saudita, due circuiti diversi, verdetto simile. Briciole di un pane Red Bull, che Maranello mai riuscirà a mangiare. Altro che lotta alla pari. Continuando così, c'è il rischio di pensare già al 2024. Anche perché a Gedda non è la seconda forza. Ma la quarta. Di male in peggio.