Formula 1, Ferrari col fiato corto: a Melbourne in difesa, poi un mese per guarire
di Alessandra Retico , di Alessandra ReticoAnimale ferito. Cosa succede alla Ferrari? Un anno fa a Melbourne era la "bestia" che con Charles Leclerc ruggiva contro la Red Bull, rifilando alla macchina con le ali 5 decimi a giro. La rossa, che ha chiuso il 2022 seconda tra piloti e costruttori, è a zero podi dopo due gare. Un ritiro per guai di affidabilità, problemi di usura gomme, mancanza di performance: si è trasformata in preda. Vittima di nuovi cacciatori (Aston Martin) e di concorrenti redivivi (Mercedes). Terza forza in Bahrain, retrocessa quarta a Gedda. In Australia correrà in difesa. Poi avrà un mese senza gare prima di Baku (30 aprile) per lavorare su aggiornamenti: fondo, sospensioni, pance. Sarà un lungo processo di cura per il Cavallino. Ma qual è il male che lo imbriglia?
Concetto macchina
La Ferrari naufraga in gara, ma è veloce in qualifica. Per questo il nuovo team principal, Fred Vasseur, difende il concetto macchina. L'ingegnere frances…
Animale ferito. Cosa succede alla Ferrari? Un anno fa a Melbourne era la "bestia" che con Charles Leclerc ruggiva contro la Red Bull, rifilando alla macchina con le ali 5 decimi a giro. La rossa, che ha chiuso il 2022 seconda tra piloti e costruttori, è a zero podi dopo due gare. Un ritiro per guai di affidabilità, problemi di usura gomme, mancanza di performance: si è trasformata in preda. Vittima di nuovi cacciatori (Aston Martin) e di concorrenti redivivi (Mercedes). Terza forza in Bahrain, retrocessa quarta a Gedda. In Australia correrà in difesa. Poi avrà un mese senza gare prima di Baku (30 aprile) per lavorare su aggiornamenti: fondo, sospensioni, pance. Sarà un lungo processo di cura per il Cavallino. Ma qual è il male che lo imbriglia?
Concetto macchina
La Ferrari naufraga in gara, ma è veloce in qualifica. Per questo il nuovo team principal, Fred Vasseur, difende il concetto macchina. L'ingegnere francese, che ha ereditato l'auto 2023 dalla precedente gestione di Mattia Binotto, dopo l'Arabia Saudita ha chiesto ai tecnici di "non prenderci in giro". Vuole la verità sul perché la SF-23 non funziona come la F1-75 di cui è un'evoluzione. E che era nata benissimo l'anno scorso tra le auto a effetto suolo, tanto da giocarsi la prima metà del Mondiale. Stabile, con un'ottima trazione, lesta in curva, inferiore alla Red Bull solo per velocità di punta. Poi l'affidabilità del motore e gli errori di strategia hanno tagliato fuori la rossa dalla lotta prima dell'estate. Ad agosto in Belgio uno snodo importante: l'entrata in vigore di una direttiva tecnica che ha alzato il fondo per mitigare l'effetto saltellamento. Red Bull non ne ha sofferto, Mercedes è migliorata, la Ferrari sembra averlo pagato.
Una questione di fondo?
L'innalzamento da terra ha inciso anche sui progetti attuali già in lavorazione. Dal fondo, dalla capacità di correre quanto più attaccati al suolo e dunque generare carico, deriva più dell'80% delle performance di queste macchine. Il dubbio è che la SF-23 sia stata concepita per girare estremamente bassa. Invece le nuove norme non glielo consentono. E quando si avvicina al limite, saltella troppo. Perdendo carico, senza spinta verticale, la rossa divora le gomme da gara. Per riequilibrarla basterà un nuovo fondo? A Melbourne ne verrà provato uno già visto nel venerdì di Gedda. A Imola a maggio, una versione più radicale.
Affidabilità
La fragilità dei motori è stato uno dei nei della Ferrari nel 2022, che ha dovuto correre con circa 20 cavalli in meno per non rischiare rotture. Ma con le power unit congelate fino al 2025, Maranello aveva preferito spingere sulle performance. Alla vigilia del campionato, l'ad Benedetto Vigna aveva parlato di una Ferrari dalle "velocità senza precedenti". Le prove al banco sembravano aver risolto i guai del propulsore, invece all'esordio in Bahrain Leclerc ha rotto due centraline (pagando a Gedda 10 posizioni in griglia) e in Arabia entrambi i piloti hanno usato motori freschi per precauzione. Ne sono consentiti soltanto 3 in una stagione prima di incorrere in penalità. E questo è il Mondiale più lungo di sempre: 23 gp. La strada è lunga, per la rossa molto in salita.