La Fia esaminerà il 18 aprile se ci sono gli estremi per riaprire il caso Carlo Sainz e rivedere la penalità di 5’’ inflitta al pilota della Ferrari nel gp d’Australia. Lo spagnolo, retrocesso 12° dal 4° posto al traguardo nella corsa terminata dietro la safety car, è stato punito per lo scontro con Fernando Alonso alla ripartenza dopo la seconda bandiera rossa nelle ultime concitate fasi di una gara molto frammentata per interruzioni e nuovi start. Maranello, come ha annunciato nei giorni scorsi il team principal Fred Vasseur, aveva inviato alla federazione internazionale una richiesta di riesame dei fatti. Martedì prossimo, alle 8 del mattino, il pilota e i rappresentanti dei team si confronteranno in un incontro online con i commissari sportivi.
Il collegio valuterà se ci sono gli elementi necessari per l’ammissibilità della richiesta della Scuderia: il regolamento prevede che vengano fornite prove “significative, nuove e rilevanti” per riaprire il caso. Se gli elementi forniti saranno giudicati sufficienti al riesame, la procedura stabilisce un successivo incontro tra le parti e una pronuncia finale della Fia che potrà confermare la penalità, ridurla o cancellarla. Sainz dopo tre gare è 5° in classifica a 20 punti: potrebbe recuperarne 12 nel caso gli fosse restituito il 4° posto.
La Ferrari si aspetta ovviamente che non solo il fascicolo venga riaperto, ma che la sentenza sia di revisione della penalità e che possa arrivare prima del prossimo gp a Baku il 30 aprile. Anche per l’umore generale: il Cavallino non è partito bene in questo Mondiale anche se in Australia la Ferrari è sembrata un po’ migliorata rispetto al Bahrain e a Gedda, nonostante sia tornata a casa senza punti. Vasseur si augura che “in futuro non si ripetano più situazioni come queste, cioè episodi identici nella stessa Curva-1 ma con disparità di trattamento e giudizio”. Il manager del Cavallino fa riferimento agli incidenti di Pierre Gasly e Esteban Ocon (Alpine) oltre che di Logan Sargeant (Williams) e Nick De Vries (Alpha Tauri) nella stessa circostanza: i commissari li hanno valutati in modo diverso, non li hanno puniti. Sainz è invece stato indagato e penalizzato subito senza che venisse ascoltato dopo la gara e di questo si è molto lamentato.
Ci sarebbe stato il tempo e soprattutto le condizioni per sentire la versione di Carlos, visto che lo spagnolo non avrebbe neanche scombinato le posizioni sul podio. “Ed è questa la più grande frustrazione per Carlos, non è stato sentito come invece lo sono stati Gasly e Ocon, visto anche che la gara ormai era finita e lui era fuori dal podio, senza quindi condizionarlo”. Sainz nei giorni successivi a Melbourne è tornato a Maranello a lavorare al simulatore. Con una frustrazione messa da parte e un ritrovato “spirito combattivo”. Dovesse tornargli anche qualche punto, sarebbe un’arma in più per reagire e lottare.