Vasseur lo aveva definito poche settimane fa un "pilastro" della squadra. Per il neo team principal di Maranello, che conosce Laurent Mekies da una vita, il francese era solido e inamovibile nel suo ruolo di racing director della Ferrari. Invece l'ingegnere di 45 anni che aveva lavorato a stretto contatto anche con Mattia Binotto, lascia la rossa e torna alle origini: in Alpha Tauri, l'ex Toro Rosso ed ex Minardi dove Mekies aveva mosso i primi passi in F1, prima come ingegnere di gara e poi come ingegnere capo e responsabile delle prestazioni del veicolo. In una data ancora da definire, prenderà la guida del team di Faenza, cantera della Red Bull, al posto dell'austriaco Franz Tost, 67 anni, che lascerà a fine 2023 e rimarrà nel 2024 come consulente nella squadra che ha diretto per 18 anni con il vanto di due successi (2008 con Vettel e nel 2020 con Gasly).
Che cosa sta succedendo? In F1 i cambi di maglia e gli innesti sono piuttosto comuni a tutti i livelli di competenze e ruoli. In Alpha Tauri altre novità: arriva a fine 2023 anche l'ex FIA Peter Bayer con il ruolo di amministratore delegato. In Aston Martin in queste ultime stagioni sono stati assunti moltissimi tecnici da Mercedes e Red Bull. In Ferrari, dove non vengono pubblicizzati i nuovi arrivi anche perché spesso si tratta di "seconde linee" per quanto preziose, lentamente qualcosa sta cambiando anche ai vertici. Maranello non ha ancora diffuso un comunicato che annunci la partenza di Mekies. Né ovviamente chi andrà a sostituirlo.
Vasseur, che ha preso ufficialmente il timone della squadra il 9 gennaio scorso, ha già messo mano alle strategie mal funzionanti a inizio anno, sostituendo Inaki Rueda con Ravin Jain. David Sanchez, responsabile del progetto veicolo, si è dimesso subito dopo la prima gara in Bahrein. Dalla squadra sono scomparse delle figure di riferimento rosso, come Gino Rosato e Jonathan Giacobazzi. Probabilmente ci saranno altre operazioni, nonostante lo stesso Vasseur abbia detto che nei ruoli chiave non ci sarebbero state rivoluzioni. Il responsabile del telaio, Enrico Cardile, è di fatto il direttore tecnico anche se non di nomina e rimarrebbe saldo. Così come il motorista Enrico Gualtieri. Però l'inizio del campionato per la rossa non è stato certo esaltante. E forse la risalita sarà più complicata del previsto. Sono previsti aggiornamenti importanti, ma la strada potrebbe essere lunga.
Chi vede opportunità di carriera altrove, forse maggiori margini di manovra rispetto a quanto è possibile farne strutturalmente a Maranello, le coglie. Tra questi, evidentemente Mekies che a Maranello era arrivato nel 2018: "Guardando al futuro, sono onorato di assumere il ruolo di team principal e di tornare alla Scuderia dove ho trascorso gran parte della mia carriera. La AlphaTauri ha tutti gli ingredienti necessari per un maggiore successo in futuro e, insieme a Peter, non vedo l'ora che ciò accada".
Intanto, a cominciare da Baku con la prima sprint race dell'anno di sabato nella sua versione aggiornata con qualifica dedicata e abbreviata, la Ferrari si dovrà ritrovare dopo un mese di pausa dall'ultima gara a Melbourne conclusa a zero punti. Non ci saranno grossi aggiornamenti sulla macchina, che arriveranno da Imola in poi. Ma Vasseur si dice fiducioso: "In queste settimane abbiamo lavorato duramente a Maranello sullo sviluppo della SF-23, sia in termini di miglioramento dell'attuale pacchetto vettura che sul fronte degli aggiornamenti pianificati, che saranno introdotti gradualmente nel corso delle prossime gare". Per la rossa, ma non solo, un beneficio arriva anche sul fronte dei motori: le modifiche al regolamento hanno stabilito che saranno 4 anziché 3 a disposizioni delle squadre per l'intera stagione. Vista l'inaffidabilità di cui ha già troppo sofferto la SF 23, è un campo di possibilità che si allarga. Ma ci deve essere una squadra solida e serena, per giocarci dentro al meglio.