Lampi di rosso, dopo la tempesta. Charles Leclerc soffia sulle nuvole del sabato, la rabbia, una qualifica sbagliata e si ricongiunge anima e corpo con la Ferrari. Il monegasco quarto a Montreal, partiva 10° dopo lo strazio di una pole buttata alle ortiche. Sainz 5° da 11° dopo la retrocessione con penalità. Una rimonta importante per le posizioni, ma soprattutto per il passo ritrovato di una macchina che in gara è stata finora zoppa e scorbutica. Gli aggiornamenti (pance, fondo) introdotti a Barcellona senza grande successo, anzi con più incognite che certezze, sbocciano a Montreal. Si era già intravisto dalle libere del venerdì canadese, non era un’illusione. E anche le strategie, i pit e le scelte di squadra funzionano in una gara cominciata in salita.
Riaccesa la luce in fondo al tunnel? Charles corre col casco dedicato a Gilles Villeneuve, dopo una breve disputa con la famiglia poi risolta. Soprattutto, nei pensieri porta la voglia di riscatto dopo una qualifica sbagliata, nella quale perde freddezza e quel tocco magico tutto suo, per poi accusare la squadra di un errore nella scelta delle gomme in una situazione caotica, tra asciutto e bagnato. Le scuse e il ripensamento per lo sfogo, poco dopo, riportano Charles nella sua dimensione. «Sì, peccato per la qualifica, ma a questo punto non serve pensarci. L’importante è che è stata una buona gara, abbiamo visto la migliore Ferrari dell’anno».
Si ricomincia da qui? «Non dobbiamo essere troppo contenti perché Montreal è una pista particolare coi suoi cordoli e per l’assetto macchina. Però forse abbiamo trovato qualcosa, preso una direzione diversa. E io mi sento meglio in macchina. Ora dobbiamo fare altri passi avanti». Cenni di sorriso, dopo la cupezza. «Ma sorriderò quando vincerò, non per un 4° posto». La strada c’è. Verstappen è ancora troppo lontano. Ma lì, dietro le blu, il gruppo degli inseguitori cresce. Aston Martin, Mercedes e finalmente Ferrari. Sainz dopo il botto nelle ultime libere e l’errore in qualifica, ricostruisce: «Ho avuto un problema con la frizione che mi toccava la gamba, per 2-3 volte la macchina si è fermata. Ma sono contento del passo». Negli ultimi giri, era al pari di quello dell’Aston di Alonso e della Mercedes di Hamilton. Di questo si rallegra il team principal, Fred Vasseur, dopo un sabato aspro: «È stata una buona giornata, ci dà fiducia, eravamo veloci da venerdì e competitivi sia sul giro secco che sul passo gara. Sabato è stato più difficile per via delle condizioni complicate, siamo partiti dal 10° e 11° posto, un po’ troppo indietro per noi, però oggi abbiamo fatto una gran bella rimonta. Il passo è stato buono, la strategia è stata buona, abbiamo deciso di lasciarli fuori per qualche giro con pista pulita per poter spingere, e loro hanno fatto un gran bel lavoro».
Rimpianti per le qualifiche? «Dobbiamo cercare di correggere gli errori commessi, ne discuteremo martedì, era importante chiudere il capitolo per concentrarci sulla gara, ma sarà una buona lezione. Stiamo migliorando poco a poco, anche se dovremo avere conferme su altre piste, Montreal è particolare». Si riapre una porta? «Dobbiamo concentrarci sul prossimo gp, porteremo aggiornamenti. Sono ottimista, in Austria avremo due tentativi avendo anche la gara sprint. Vediamo la luce in fondo al tunnel». Luce rossa.