Le pagelle del Gp del Canada: Red Bull da 10 (ma Perez 4), Albon 9. Leclerc stavolta è da 7
di Stefano ZainoVERSTAPPEN 10
Vittoria numero 41 in carriera, sesta stagionale, quarta di fila. Raggiunge Senna, in attesa un giorno di imitare e magari superare Schumacher e Hamilton, perché il suo talento smisurato è persino superiore alla forza della sua macchina, vedi i travagli del compagno di squadra, il normal one Perez. L’olandese è impeccabile, sembra quasi irridere gli avversari con la naturalezza con cui porta a casa il successo su ogni pista e in ogni angolo del mondo.
RED BULL 10
Verstappen, inchino doveroso. Ma poi Red Bull, con quel genio di Newey che l’ha creata. Un secolo di successi alla vigilia del gp di casa, in Austria. Primi chilometri in pista nel 2005, primo podio nel 2006, cento vittorie diciotto anni e 355 gare dopo. Impressionante. Solo che quest’anno otto su otto. Ha eguagliato l’iniziale striscia vincente della Mercedes, otto trionfi consecutivi, ora dà la caccia al record assoluto, gli undici successi di fila della McL…
VERSTAPPEN 10
Vittoria numero 41 in carriera, sesta stagionale, quarta di fila. Raggiunge Senna, in attesa un giorno di imitare e magari superare Schumacher e Hamilton, perché il suo talento smisurato è persino superiore alla forza della sua macchina, vedi i travagli del compagno di squadra, il normal one Perez. L’olandese è impeccabile, sembra quasi irridere gli avversari con la naturalezza con cui porta a casa il successo su ogni pista e in ogni angolo del mondo.
RED BULL 10
Verstappen, inchino doveroso. Ma poi Red Bull, con quel genio di Newey che l’ha creata. Un secolo di successi alla vigilia del gp di casa, in Austria. Primi chilometri in pista nel 2005, primo podio nel 2006, cento vittorie diciotto anni e 355 gare dopo. Impressionante. Solo che quest’anno otto su otto. Ha eguagliato l’iniziale striscia vincente della Mercedes, otto trionfi consecutivi, ora dà la caccia al record assoluto, gli undici successi di fila della McLaren del 1988, dettaglio non trascurabile, Senna al volante e, tanto per spegnere illusioni, 15 vittorie su 16 gp a fine stagione. La Red Bull mira a vincerle tutte. La funerea previsione del rivale Russell in Mercedes dopo la prima gara, questi le vincono tutte, rischia di realizzarsi.
PEREZ 4
Bisogna essere spietati, perché anche lui ha una Red Bull come Verstappen. D’accordo essere il fratello minore, ma prendere mezza pista di distacco dal rivale al traguardo è inaccettabile. Con un sesto posto che lo pone dietro ad Aston Martin, Mercedes e Ferrari. Tutto il gotha.
ALONSO 9
Ha battuto Hamilton, il nemico di sempre, e può rivendicarlo con orgoglio. Soprattutto è da applausi il sorpasso che gli ha fatto in gara.
STROLL 4
Come Perez, anche per lui è imbarazzante il confronto con Alonso, il compagno di squadra. Il papà mette i soldi, il sedile è assicurato. Ma finire nono è deprimente. Da raccomandato.
HAMILTON 8
Continua a lottare come un leone e ha aiutato la Mercedes a ritornare protagonista. Però alla fine perde il confronto con Alonso. Lo brucia in partenza, soccombe a gara in corso. Cosa prova? Dolore fisico. Per la mazzata al proprio ego.
RUSSELL 4
Altro compagno minore. Hamilton ha portato la Mercedes sul podio, lui l’ha sbattuta contro il muro. Costretto al ritiro, ha chiesto scusa al team. Ma non basta per farsi perdonare.
LECLERC 7
Grazie alla strategia azzeccata e al passo di gara fa risalire la Ferrari da decima a quarta. Dice: la miglior Ferrari dall’inizio della stagione. Ma è da apprezzare l’onestà: esulterò quando taglierò per primo il traguardo, non se lo passo per quarto. Se non altro però dopo i veleni del sabato, ritrova il sorriso. E può per una volta non smoccolare contro la squadra, ma ringraziarla.
SAINZ 6
Da undicesimo a quinto, in scia a Leclerc, al traguardo e pure nelle pagelle. Perché sabato, ostruendo Gasly, ha sbagliato. In gara ha fatto il suo, meglio con le gomme medie che con le dure e con qualche travaglio finale, per il contatto fra gamba e frizione.
ALBON 9
Ha una Williams fra le mani. Il settimo posto è uno scudetto. Sei punti che, in termini di premi, per la sua squadra valgono un tesoro. Non si offenda, la Williams. Meriterebbe qualcosa di più.