F1, le pagelle del Gp d’Austria: Verstappen, la classe al potere. Leclerc da 9, Norris da applausi
di Stefano ZainoMax Verstappen
(fotogramma)VERSTAPPEN 10
L’arroganza ma anche la classe al potere, condimento alla vittoria numero 42 della carriera. Dopo aver conquistato la pole position venerdì, essere stato il più veloce nella preparazione alla gara sprint per poi vincerla al sabato, aver dominato tutta la gara la domenica, stupisce se qualcuno si meraviglia del fatto che a due giri dal traguardo imponga alla squadra un pit stop con installazione di gomme nuove, perchè gli manca il giro veloce e deve assolutamente sottrarlo al compagno di squadra Perez. Rinunciare a qualcosa non fa parte del Dna, anche se con questo strapotere rischia di ammazzare ogni eccitazione. In Austria, a casa Red Bull, il palcoscenico è solo suo. Il resto del mondo? Comparse.
VERSTAPPEN 10
L’arroganza ma anche la classe al potere, condimento alla vittoria numero 42 della carriera. Dopo aver conquistato la pole position venerdì, essere stato il più veloce nella preparazione alla gara sprint per poi vincerla al sabato, aver dominato tutta la gara la domenica, stupisce se qualcuno si meraviglia del fatto che a due giri dal traguardo imponga alla squadra un pit stop con installazione di gomme nuove, perchè gli manca il giro veloce e deve assolutamente sottrarlo al compagno di squadra Perez. Rinunciare a qualcosa non fa parte del Dna, anche se con questo strapotere rischia di ammazzare ogni eccitazione. In Austria, a casa Red Bull, il palcoscenico è solo suo. Il resto del mondo? Comparse.
PEREZ 7
Da applausi il fatto di essere risalito dalla quindicesima alla terza posizione, ma se è partito così indietro la colpa è solo sua, come da solenne sgridata di Horner, il capo del team, per non essere riuscito a rispettare ripetutamente i confini della pista. Altra aggravante: ad una squadra che in casa propria si è portata a casa tutto grazie a Verstappen, è mancata solo la doppietta al traguardo. Il messicano è il neo alla perfezione.
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RED BULL 10
McLaren 1988, undici successi nelle prime undici gare. Red Bull 2023, nove vittorie su nove gran premi. Non perdete l’appuntamento con la storia fra due corse, il 23 luglio a Budapest. O fra tre, in Belgio, il 30 luglio, quando ci sarà il sorpasso. E’ solo questione di calendario e del tempo necessario per l’impresa. Sul fatto che si realizzi, nessuno dubita. Questa macchina è inarrestabile.
Charles Leclerc
LECLERC 9
Benvenuto terzo incomodo, l’unico che riesce a mettersi nel mezzo con il secondo posto, a sporcare un po’ la festa. Legittima soddisfazione, perché stavolta, sotto gli occhi di John Elkann, la prestazione c’è. La Ferrari migliora e lui non commette il minimo errore. Solo con il marziano che viene dall’Olanda è costretto ad un passo di lato. Podio storico. Il numero 800.
SAINZ 8
Scalda il cuore quella lotta per due giri e mezzo con Perez, quella capacità di resistere al cospetto di una macchina molto più veloce. Lo spagnolo sfrutta alla grande l’utilizzo del Drs, si fa in quattro per non cedere la terza posizione. Fatica improba. Ma agli occhi dei tifosi non uno stoicismo inutile. Che riscatta tra l’altro quegli eccessivi sconfinamenti e i 5 secondi di penalità.
Carlos Sainz
FERRARI 8
La macchina è cresciuta, la squadra si è ritrovata. Forse si può parlare di piccola sbavatura nei tempi del primo pit stop, in regime di virtual safety car, ma è un dettaglio dentro ad una buona prestazione. La speranza è che sia un inizio e non un fuoco di paglia.
NORRIS 8
A mezzanotte deve ancora rientrare a casa e perdere la scarpetta, nel finale è costretto a salutare Red Bull e Ferrari, ma Cenerentola McLaren grazie a lui per buona parte della gara è tornata a sentirsi principessa. Il più grosso passo in avanti in termini di prestazione è suo e della sua vettura.
ALONSO 8
Grande in partenza, più veloce del compagno di squadra Stroll, più rapido dello storico rivale Hamilton. Ma forse sperava in qualcosa in più del sesto posto.
HAMILTON 7
Anche lui molto bravo in avvio. Guadagna una posizione, scavalca Norris e prova a sognare il podio. Ma stavolta la sua Mercedes è anonima.
Lewis Hamilton
RUSSELL 5
Con il secondo pilota, perché ormai l’inglese minore perde sistematicamente il duello con il prode Lewis, se possibile ancora più anonimo della macchina. Male in qualifica, undicesimo, poco meglio in gara, ottavo.
STROLL 5
Strappa con i denti il decimo posto che vale un punticino con la sua Aston Martin. Ma nel confronto con Alonso, come al solito, non c’è storia. Per fortuna che è papà a finanziare la squadra.