Le pagelle del Gp di Silverstone: Norris da impazzire, Piastri da applausi. Bravo Albon, Ferrari dietro la lavagna
di Stefano ZainoLando Norris
VERSTAPPEN 10
Con la solita voracità si porta a casa tutto, pole position, giro veloce e gara. E’ il sesto trionfo di fila, l’ottavo su 10 gran premi, il numero 43 in carriera. Si potrebbe infierire, dicendo che è partito male, lui stesso si biasima e si autoaccusa, in avvio ha perso il primato a vantaggio di Norris. Ma in 5 giri mette tutto a posto. E allora come si fa a non premiarlo con il massimo?
NORRIS 9
Fa impazzire il pubblico di casa, sale sul podio a Silverstone, dando tra l’altro filo da torcere vero a Verstappen e non solo in partenza. Attribuisce quasi tutti i meriti alla squadra, la rediviva McLaren, ma di sicuro lui ci mette del suo. Riconosce di essere grande amico di Verstappen. Ma sogna di poterlo b…
VERSTAPPEN 10
Con la solita voracità si porta a casa tutto, pole position, giro veloce e gara. E’ il sesto trionfo di fila, l’ottavo su 10 gran premi, il numero 43 in carriera. Si potrebbe infierire, dicendo che è partito male, lui stesso si biasima e si autoaccusa, in avvio ha perso il primato a vantaggio di Norris. Ma in 5 giri mette tutto a posto. E allora come si fa a non premiarlo con il massimo?
NORRIS 9
Fa impazzire il pubblico di casa, sale sul podio a Silverstone, dando tra l’altro filo da torcere vero a Verstappen e non solo in partenza. Attribuisce quasi tutti i meriti alla squadra, la rediviva McLaren, ma di sicuro lui ci mette del suo. Riconosce di essere grande amico di Verstappen. Ma sogna di poterlo battere presto. Intanto l’Inghilterra può consolarsi con alcune statistiche interessanti: era dal 1992 che due piloti inglesi non andavano sul podio a Silverstone. Quel giorno a rovinare la festa, sul gradino più alto del podio, c’era salito Patrese, con Mansell e Brundle secondo e terzo. Ed era dal 1999, Coulthard e Irvine, che il podio in assoluto non ospitava due britannici.
HAMILTON 8
Non riesce a superare Norris e di sicuro si macera, perché il mancato sorpasso potrebbe suonare come un passaggio di consegne nel recinto dei sudditi di sua maestà. Al tempo stesso approfitta della strategia per beffare Piastri e in pista, Norris a parte, vedi quando scavalca Alonso, è comunque perfetto.
Lewis Hamilton
PIASTRI 8
La prima volta da protagonista. Un debuttante che promette bene. Bastava solo dargli una macchina veloce, e finalmente per lui questa McLaren lo è, per vedere il suo talento. Di australiano da molti indicato come un predestinato, con tutti gli allori collezionati nelle categorie minori.
RUSSELL 8
All’inizio fatica a superare Leclerc, ma poi al giro 31 gli fa una fotografia memorabile. Una manovra talmente bella, da impreziosire un quinto posto per altri versi non eccezionale.
PEREZ 7
L’ennesima gara in rimonta. Formichina che dal quindicesimo posto risale al sesto. Però è lui a mettersi in condizioni così difficili, a sottoporsi a simili fatiche. Se il sabato, come ormai avviene costantemente, non distruggesse così il suo week-end, potrebbe fare molto di più.
Fernando Alonso
ALONSO 6
Alla fine è solo settimo ed è il primo a non essere contento. In pista però, quando serve, tiene botta. Non scendendo mai sotto la sufficienza.
ALBON 8
Guida una carrozza di nome Williams, per anni brutto anatroccolo. E si permette di battere entrambe le Ferrari. Incredibile per lui. E incredibile (in negativo) per Maranello.
LECLERC 5
Più dignitoso di Sainz, ma comunque deludente. La tattica non funziona, in pista è quasi sempre costretto alla difesa. Una discreta qualifica si trasforma in gara disastrosa.
Carlos Sainz
SAINZ 4
C’è un momento che dice tutto, il giro 44. In pochi metri perde 3 posizioni, da settimo a decimo, facendosi superare da Perez, Albon e Leclerc. Disarmante.
FERRARI 4
Era dal 2012 che non si trovava così indietro in un ordine d’arrivo. Vasseur, il capo del team, aveva detto sabato: “Siamo ambiziosi, è giusto puntare al podio”. Se fossero stati umili, avrebbero chiuso in fondo.
MCLAREN 9
Al team e all’italiano Stella, già fedele ingegnere di Alonso anni fa quando entrambi correvano per Maranello, capaci di riportare sull’altare la McLaren e proprio nel tempio inglese di Silverstone. In questa gara era la seconda forza. Con un’ulteriore nota di merito, l’umiltà. All’inizio Norris lascia passare e andare via Verstappen, non è quella la sua gara, non vale la pena rovinare le gomme e prendersi inutili rischi. Pensiero intelligente. Perché permette di conquistare con facilità e merito il podio con Norris e di sfiorarlo (colpa di una safety car nel finale) con Piastri.