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Fred Vasseur “Nel 2024 una Ferrari tutta diversa”

Fred Vasseur

 (reuters)
Il team principal di Maranello: “La Red Bull? Non hanno qualcosa di magico, ma solo tutto che funziona. A noi non mancano dei secondi ma soltanto dei decimi, quindi abbiamo il potenziale”
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Vacanze finite, i compiti mai. «Le mie lezioni di italiano? Fatico, mia moglie sta migliorando molto più velocemente di me e comincio ad essere turbato dal fatto che questo mi metterà sotto pressione». Ma ci è abituato, Fred Vasseur, alle grandi sfide. E quella di riportare la Ferrari a vincere certo non spaventa il team principal. La F1 dopo la pausa estiva riparte nel fine settimana tra la pioggia, il fresco e il vento del nord di Zandvoort. Dalla culla del bicampione in carica, Max Verstappen, che si avvia dopo 8 successi di fila verso il terzo titolo, senza rivali, con una facilità quasi noiosa tanto da guidare oltre i limiti a Nizza per movimentare le sue ferie. «Il loro segreto? Non hanno qualcosa di magico, ma tutto che funziona. E dominano». Il manager francese a quello punta: a costruire un team ovunque più efficiente. A cominciare dalla macchina: «Quella del 2024 sarà un progetto completamente diverso. E non perché il concetto di quella attuale sia sbagliato. Dobbiamo solo m…

Vacanze finite, i compiti mai. «Le mie lezioni di italiano? Fatico, mia moglie sta migliorando molto più velocemente di me e comincio ad essere turbato dal fatto che questo mi metterà sotto pressione». Ma ci è abituato, Fred Vasseur, alle grandi sfide. E quella di riportare la Ferrari a vincere certo non spaventa il team principal. La F1 dopo la pausa estiva riparte nel fine settimana tra la pioggia, il fresco e il vento del nord di Zandvoort. Dalla culla del bicampione in carica, Max Verstappen, che si avvia dopo 8 successi di fila verso il terzo titolo, senza rivali, con una facilità quasi noiosa tanto da guidare oltre i limiti a Nizza per movimentare le sue ferie. «Il loro segreto? Non hanno qualcosa di magico, ma tutto che funziona. E dominano». Il manager francese a quello punta: a costruire un team ovunque più efficiente. A cominciare dalla macchina: «Quella del 2024 sarà un progetto completamente diverso. E non perché il concetto di quella attuale sia sbagliato. Dobbiamo solo migliorarlo. Non ci mancano secondi ma decimi, dimostriamo in alcune occasioni di essere in grado di lottare con la Red Bull almeno in qualifica, ciò significa che il potenziale della macchina c’è, dobbiamo capire perché siamo un po’ meno performanti in gara».

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Ferrari, il futuro di Leclerc e Sainz

In Olanda la SF 23 non porterà grandi aggiornamenti, così come a Monza per il gp in casa il 3 settembre. Nelle libere 1, sulla macchina di Carlos Sainz salirà Robert Shwartzman, l’allievo dell’Academy poi prenderà il volante di Charles Leclerc nel venerdì di Abu Dhabi. Si lavora per il futuro, anche sul lato piloti, anche se il monegasco e lo spagnolo (in scadenza alla fine del 2024) rimangono le priorità. «Discuteremo entro la fine della stagione per cominciare la prossima con piani chiari. Carlos? Siamo completamente allineati. Hamilton? Sta discutendo con Toto Wolff, non è nei miei pensieri».

Ferrari, la rivoluzione di Vasseur

Vasseur è da 8 mesi alla guida della Scuderia, cambiamenti ne ha già fatti e altri sono all’orizzonte. Il suo braccio destro, Laurent Mekies, ha ufficialmente lasciato il team per guidare l’Alpha Tauri l’anno prossimo. Al suo posto, Diego Ioverno. «A breve faremo altri annunci. Il reclutamento è un processo molto lungo, con aspetti di inerzia e a volte frustrante perché si lavora per prendere persone che arriveranno tra due mesi, altre a gennaio, altre a luglio ’24 o nel ’25. E poi c’è da guardare al budget e prendere le persone giuste, specie dove siamo più esposti. Ma questo non significa che ci sarà una Ferrari del prima e una del dopo, la passione è la stessa. La nostra filosofia non cambia: ed è quella di migliorare in ogni singolo comparto e farlo sempre, siamo nel mezzo di un processo che non finisce. È certo che dobbiamo fare un salto avanti sotto tutti gli aspetti. Se sei contento di quello che sei e hai, sei morto».

Il  Mondiale costruttori

La Ferrari è viva, resiste alle intemperie e lotta per un futuro diverso. Che non sarà immediato, ma lavora per costruirlo. «Sono contento della reazione del team dopo Gedda, la mentalità di spingere tutti nella stessa direzione mi piace, non voglio lotte interne. Con il regolamento e il tetto massimo dei costi non è così facile cambiare il gioco durante la stagione, ma lo spirito di squadra è quello giusto. Sono fiducioso: puoi vincere o perdere da una domenica all’altra come nel calcio, ma la squadra c’è». E punta a rafforzarsi. Mancano 10 gare alla fine di una stagione che ha visto una rossa dai risultati molto al di sotto delle aspettative (solo tre podi, di Charles Leclerc) e che è stata fortemente altalenante. Quarta nella classifica Costruttori, a -56 punti dalla seconda, una rediviva Mercedes. «Ovvio che non lottiamo per i campionati. E non fisso obiettivi. Il secondo posto? C’è un divario grande con la Mercedes in termini di punti, ma guardando alla prima parte della stagione abbiamo perso troppe opportunità, dobbiamo essere più opportunisti».

Le rivali della Ferrari

Carpe diem. Perché il gruppo degli inseguitori delle blu è folto e agguerrito, nel giro corto olandese i distacchi saranno minimi. Oltre Mercedes, Aston Martin e McLaren. Anche Alpine. «Eccitante e imprevedibile. Abbiamo bisogno di qualcosa di un po’ speciale per raggiungere Mercedes, ma la cosa più importante è rimanere davanti a loro in qualifica e di superarli nel passo gara. Non so se arriveremo secondi o meno, è un’altra storia, ma voglio fare un passo avanti in termine di prestazione pura rispetto a loro e mantenere la mentalità di prendere il massimo da ogni gara, migliorare la macchina e quello che facciamo in pista, trarre il meglio da quello che abbiamo». Per festeggiare quando? «Non voglio rimandare e postporre quel giorno. Non sarebbero il messaggio e la motivazione corrette». Lesson number 1.

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