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Le pagelle del Gp d’Olanda: il solito 10 per Verstappen, Ferrari da 4

(afp)
Promossi e bocciati del circuito olandese
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VERSTAPPEN 10
Una prestazione regale, come il tifoso con cui s’intrattiene a fine gara, vicino al podio, Guglielmo Alessandro, il re d’Olanda. Alcuni numeri da mettere in borsa lasciando il circuito: terza vittoria di fila in casa, davanti al proprio pubblico in delirio, quarantasei in carriera, ma soprattutto nono successo di fila nella stessa stagione, come, prima di lui, solo Vettel, nel 2013, guardacaso con una Red Bull. Disarmante nella sua superiorità, l’appuntamento con la doppia cifra (nei trionfi di fila) è già fissato, domenica prossima a Monza.
ALONSO 10
Sembra difficile sostenerlo, visto il marziano che lo ha battuto, ma il migliore in pista è lui, questo inossidabile spagnolo, che più le condizioni sono estreme, più facilmente emerge. Sono più di vent’anni (20 anni e 5 mesi, primato in F1) che frequenta il podio, lo conobbe nel lontano 2003, una vita fa, eppure vederlo fra i primi 3, a 42 anni compiuti, fa sempre effetto. Quel doppio sorpasso in partenza a Russell e Albon re…

VERSTAPPEN 10
Una prestazione regale, come il tifoso con cui s’intrattiene a fine gara, vicino al podio, Guglielmo Alessandro, il re d’Olanda. Alcuni numeri da mettere in borsa lasciando il circuito: terza vittoria di fila in casa, davanti al proprio pubblico in delirio, quarantasei in carriera, ma soprattutto nono successo di fila nella stessa stagione, come, prima di lui, solo Vettel, nel 2013, guardacaso con una Red Bull. Disarmante nella sua superiorità, l’appuntamento con la doppia cifra (nei trionfi di fila) è già fissato, domenica prossima a Monza.
ALONSO 10
Sembra difficile sostenerlo, visto il marziano che lo ha battuto, ma il migliore in pista è lui, questo inossidabile spagnolo, che più le condizioni sono estreme, più facilmente emerge. Sono più di vent’anni (20 anni e 5 mesi, primato in F1) che frequenta il podio, lo conobbe nel lontano 2003, una vita fa, eppure vederlo fra i primi 3, a 42 anni compiuti, fa sempre effetto. Quel doppio sorpasso in partenza a Russell e Albon resterà scolpito nel libro della stagione, da quinto a terzo in un lampo, come tutta la prestazione perfetta, tale da annichilire Perez, nonostante il messicano fra le mani abbia una Red Bull. Quel sorriso malizioso ha ancora tante emozioni da regalare.

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GASLY 9
Da dodicesimo, sesta fila, a terzo, impresa per il quarto podio della carriera e questo a soli sette giorni da Monza, dove anni fa riuscì a vincere. Lui urla come un pazzo, l’Alpine Renault lo ringrazia di cuore per questa prima gioia regalata alla squadra.
PEREZ 6
Compitino, pieno di alti e bassi, infarcito di errori. L’impressione è che se avesse fra le mani un’altra macchina, forse non andrebbe nemmeno a punti. Perde il podio per una penalità di 5 secondi: non per aver percorso una via di fuga contromano (che pericolo), ma per eccesso di velocità ai box.
SAINZ 6
Porta a casa 10 punti e questo gli regala la sufficienza. Ma nulla più. Perché avrà anche fra le mani una Ferrari instabile, ma non vince un corpo a corpo che è uno.
LECLERC 5
Fa tenerezza per quanti danni deve subire dalla squadra. E questi disagi che riempiono il suo cammino, inducono alla clemenza. Ma dopo il botto di sabato, in gara è autentica comparsa, si fa notare solo in negativo. Voltare in fretta pagina. E pensare, speriamo non con terrore, a Monza.
FERRARI 4
La chiamata di Leclerc forse è stata improvvisa, ma le condizioni della pista erano estreme, pioggia si, pioggia no, farsi trovare impreparati sulle gomme non è il massimo. E di sicuro non lo è non averle in mano e far perdere 13 secondi nella sosta ai box a Leclerc. Non riesce proprio a trovare continuità e a rivedere la luce.
HAMILTON 7
Approfitta di qualsiasi cosa. Trasformando il tredicesimo posto di sabato in un sesto finale. Gli fa onore questa voglia di non arrendersi mai, nonostante in bacheca abbia 7 titoli mondiali.
ZHOU 5
Povera Alfa Romeo. In gara si dà da fare, ci prova, ma forse la squadra preferirebbe una gara tranquilla piuttosto che tutti quei danni da pagare dopo il botto che provoca l’ultima safety car.
ALBON 8
La faccia buona della Williams. Quarto in qualifica, ottavo in gara. Risultati che portano soldi utili al team.
SARGEANT 4
Ed ecco chi alla Williams li fa spendere. Due botti terrificanti, uno al sabato e uno alla domenica, due carrozzerie (costose) da buttare. Qualche accidente dai proprietari probabilmente gli è arrivato.
 

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