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Le pagelle del Gp del Giappone: Verstappen e Red Bull da 10. Che bravi Norris e Piastri, Leclerc si regala qualche guizzo, Hamilton non molla nulla

Christian Horner e Max Verstappen sul podio del Gp del Giappone

 
Promossi e bocciati del Gp corso a Suzuka e vinto dal pilota olandese
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VERSTAPPEN 10
Guardando le sue prestazioni e quelle di Perez, sarebbe meglio cambiare il nome Red Bull in Max Bull. Di fatto corre da solo e da solo, con i suoi punti, sarebbe in testa anche al mondiale costruttori. Il piccolo aiuto di Perez permette alla scuderia austriaca di vincere con sei gare d’anticipo il sesto titolo costruttori della propria storia. Quanto a Verstappen, al di là dei suoi commenti ecumenici via radio a fine gara, stagione meravigliosa, macchina come un missile, c’è solo da applaudire un pilota pressoché perfetto che con orgoglio, dopo la sberla rimediata a Singapore, è tornato subito a dominare. La perla a Suzuka è come si è difeso in partenza dall’assalto delle due McLaren, passando in testa alla prima curva. Poi è sparito e lo hanno rivisto al traguardo.

VERSTAPPEN 10
Guardando le sue prestazioni e quelle di Perez, sarebbe meglio cambiare il nome Red Bull in Max Bull. Di fatto corre da solo e da solo, con i suoi punti, sarebbe in testa anche al mondiale costruttori. Il piccolo aiuto di Perez permette alla scuderia austriaca di vincere con sei gare d’anticipo il sesto titolo costruttori della propria storia. Quanto a Verstappen, al di là dei suoi commenti ecumenici via radio a fine gara, stagione meravigliosa, macchina come un missile, c’è solo da applaudire un pilota pressoché perfetto che con orgoglio, dopo la sberla rimediata a Singapore, è tornato subito a dominare. La perla a Suzuka è come si è difeso in partenza dall’assalto delle due McLaren, passando in testa alla prima curva. Poi è sparito e lo hanno rivisto al traguardo.

PEREZ 3
Non si può essere indulgenti. Fra le mani ha un razzo e lui ne combina di tutti i colori. Il suo Giappone è più incidenti, cambi d’ala e penalità che sorpassi. Statistiche alla mano, verrebbe da dire: che spreco per la Red Bull mandare in pista due macchine. Per vincere il costruttori ne basterebbe una, il contributo del messicano ormai è vicino allo zero.

Sergio Perez

 

RED BULL 10
Sta riempendo a grandi passi la storia della Formula Uno. Certo non ha la storia, la tradizione di Ferrari e McLaren, ma con questo titolo è arrivato a sei scudetti costruttori in 14 anni. Grande merito è stato interrompere il dominio Mercedes e sostituirsi ai tedeschi. Trionfare a Suzuka poi regala una gioia in più: la festa a casa della Honda, partner che in questa squadra ha sempre creduto. Fiducia ripagata: 75 sono i successi partoriti dal binomio.

NORRIS 9
Partito terzo, brucia in avvio il meno esperto compagno di squadra Piastri, conquistando quel secondo posto che non mollerà più sino al traguardo. Podio numero 10, ora ci vuole il successo, che ancora non arriva, causa monopolio Verstappen. Ma in Giappone ha dimostrato di non essere troppo lontano: per molti tratti della gara ha marciato allo stesso ritmo dell’imprendibile Max e ha chiuso a 19 secondi, non un distacco abissale.

PIASTRI 9
Classe 2001, seguito come un’ombra da Webber, ex pilota (guardacaso) della Red Bull, centra il primo podio della propria carriera, ma alla fine non sembra così raggiante come dovrebbe essere. Il motivo? Semplice. La perfezione avrebbe voluto che chiudesse secondo come era in griglia. E invece si è fatto fregare dal compagno di squadra Norris. Piccola lacuna, perdonabile in una giornata che comunque ricorderà per sempre.

La festa McLaren per il doppio podio di Norris e Piastri

 (afp)

MCLAREN 9
C’è un dato che meglio evidenzia i progressi di questa scuderia: dopo 9 gare aveva conquistato 17 punti, oggi, in un colpo solo, 33. Dopo la grande rimonta tecnica ormai è la seconda forza del gruppo, in piena lotta con Ferrari e Mercedes.

LECLERC 7
Un paio di sorpassi da applausi, come quello a Russell al giro 45. Guizzi che addolciscono una domenica altrimenti ordinaria, finita ai piedi del podio. Con la posizione in griglia mantenuta al traguardo.

Charles Leclerc

 (afp)

SAINZ 6
Brusco risveglio dopo la grande favola di Singapore. In Giappone si limita al compitino, portando la macchina a casa, come amano dire i piloti. Sesto in partenza, sesto all’arrivo, senza particolari guizzi.

Carlos Sainz

 

HAMILTON 8
Alla fine grazie alla sua abilità e alla strategia, è l’unico che riesce a guadagnare qualche posizione rispetto allo start. Finisce quinto, s’infila in mezzo alle Ferrari, e con un paio di duelli rusticani (vinti) con il compagno di squadra Russell, fa capire anche al proprio team chi ancora ha la voce più potente. Encomiabile il fatto che non molli niente, nonostante un passato costellato di trionfi.

Lewis Hamilton

 

RUSSELL 6
Un po’ penalizzato dalla squadra, che con lui tenta l’azzardo di una strategia diversa, deve accontentarsi del settimo posto. Battuto da Red Bull, McLaren, Ferrari, ma soprattutto da chi guida la sua stessa macchina.

ALONSO 5
La zampata del campione non manca nemmeno stavolta. La sua partenza è da urlo, con un decimo posto trasformato in sesto. Poi però si perde, probabilmente vittima di una macchina, l’Aston Martin, che ha perso molto smalto.

Fernando Alonso

 

TSUNODA 5
Sabato, finendo fra i primi dieci in qualifica, nono per la precisione, aveva entusiasmato il Giappone. Tutta un’altra storia in gara. Anonimo, modesto, azzera qualsiasi sogno del pubblico, chiudendo undicesimo, fuori dai punti

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