Bernie Ecclestone, ex capo della Formula 1 dal 1970 fino al 2016, quando ha ceduto i diritti del campionato a Liberty Media per 8 miliardi di euro, ha ammesso di aver frodato il fisco britannico per avere omesso di dichiarare più di 400 milioni di sterline (oltre 473 milioni di euro) versati in un fondo fiduciario a Singapore. Il 92enne miliardario non ha rivelato il fondo fiduciario al governo nel luglio 2015. Lo rende noto la Bbc. Giovedì mattina, comparso alla Southwark Crown Court a Londra, Ecclestone ha detto al giudice "mi dichiaro colpevole" dopo essersi precedentemente dichiarato non colpevole.
Condannato, ma eviterà il carcere
Grazie all'ammissione di colpevolezza, anche se tardiva, i suoi avvocati hanno evitato a Ecclestone di finire in carcere, accedendo così allo sconto di pena previsto dalla legge del Regno Unito: nonostante la condanna finale a 17 mesi di reclusione, la Southwark Crown Court di Londra ha optato per la sospensione della pena, con una condizionale di due anni. La scorsa estate era stato il vice-premier di Singapore, Lawrence Wong, a far sapere della collaborazione con le autorità di Londra per le indagini su Ecclestone. Come parte della sentenza, Ecclestone dovrà anche versare all'erario britannico circa 750 milioni di euro, a copertura di 18 anni di tasse non versate al suo Paese.
I giudici: “Un’indagine complessa e mondiale”
Il processo avrebbe dovuto cominciare il 16 novembre. L’ex numero uno della F1 è stato accusato a seguito di un'indagine fiscale da parte dell'HM Revenues and Customs, secondo cui l'indagine era stata "complessa e mondiale". I pubblici ministeri affermano che ha dichiarato alle autorità fiscali "un solo trust", istituito per conto di sua figlia. Secondo l'accusa, aveva detto all'HMRC di "non essere il disponente né il beneficiario di alcun trust all'interno o all'esterno del Regno Unito". Forbes ha stimato in circa 2,5 miliardi di sterline (poco meno di 3 miliardi di euro) il patrimonio di Ecclestone.