Le pagelle del Gp degli Usa: Hamilton un leone, Alonso non brilla più
di Stefano ZainoLewis Hamilton
VERSTAPPEN 10
A captare certi dettagli sembrerebbe una vittoria più difficile del solito quella dell’olandese, visto come si arrabbia via radio con il suo ingegnere, che gli parla, mentre lui è in frenata. Forse è una disperata ricerca di una difficoltà che con lui non c’è mai, dato che anche stavolta passa per primo il traguardo, nonostante la partenza dalla terza fila e un deciso passo avanti di certa concorrenza, Mercedes e McLaren più della Ferrari. Di sicuro rotonda è la sua impresa e rotondo è il suo successo, il numero 50 in carriera, a un solo sigillo da Prost. Considerando la giovane età, 26 anni, può davvero riscrivere la storia della Formula Uno, costringendo gli esperti ad aggiornare ogni statistica. In questa gara sorpassa alla grande Norris, due volte Leclerc, Sainz. Il solito cannibale insaziabile, capace di non sbagliare niente. Anche quando gli parli alla radio.
HAMILTON 9
C’è chi sostiene che, per colpa di una strategia sbagliata, la Mercedes gli abbia fatto butta…
VERSTAPPEN 10
A captare certi dettagli sembrerebbe una vittoria più difficile del solito quella dell’olandese, visto come si arrabbia via radio con il suo ingegnere, che gli parla, mentre lui è in frenata. Forse è una disperata ricerca di una difficoltà che con lui non c’è mai, dato che anche stavolta passa per primo il traguardo, nonostante la partenza dalla terza fila e un deciso passo avanti di certa concorrenza, Mercedes e McLaren più della Ferrari. Di sicuro rotonda è la sua impresa e rotondo è il suo successo, il numero 50 in carriera, a un solo sigillo da Prost. Considerando la giovane età, 26 anni, può davvero riscrivere la storia della Formula Uno, costringendo gli esperti ad aggiornare ogni statistica. In questa gara sorpassa alla grande Norris, due volte Leclerc, Sainz. Il solito cannibale insaziabile, capace di non sbagliare niente. Anche quando gli parli alla radio.
HAMILTON 9
C’è chi sostiene che, per colpa di una strategia sbagliata, la Mercedes gli abbia fatto buttare via una vittoria. In pista comunque è il solito leone, sia nei primi giri, entrambe le Ferrari sorpassate, che nel finale quando, dopo aver ripassato Leclerc, si mangia Norris per conquistare il secondo posto.
NORRIS 9
La mossa migliore del suo gran premio è la conquista del primo posto in avvio. È un fulmine, capace di stordire Leclerc e salutarlo alla prima curva. Poi, in un saliscendi di emozioni, s’inchina a Verstappen e Hamilton, ma porta a casa il terzo posto e il sesto podio della stagione. Ormai la McLaren è una macchina che tira il gruppo. Costretta a farsi da parte solo quando in scia c’è Verstappen.
SAINZ 7
Bravo in partenza, guadagna una posizione, beffa Hamilton. Poi però è una corsa all’indietro che, con la strategia azzeccata, più premiante rispetto a quella del compagno di squadra Leclerc, per sua fortuna non lo fa andare oltre il quarto posto, la posizione che aveva in partenza.
PEREZ 6
Sembra sempre in balia degli eventi, anche quando a investirlo sono buone notizie. Conduce una gara un poco più che anonima. Alla fine arriva quinto, meglio di Leclerc, ma con la Red Bull che ha in mano potrebbe fare molto di più.
LECLERC 5
Era in pole position, chiude sesto. Già questo potrebbe dire tutto. La squadra decide di fargli fare una sola sosta, gli nega la corsa al podio, e lo consegna a un triste calvario. Si perde il conto dei sorpassi subiti, a cominciare dalla beffa subita in partenza, con il primato ceduto a Norris. Triste è l’ultima istantanea della sua gara: essere costretto a difendere il sesto posto in volata dall’assalto di Russell. Il fotofinish lo premia, ma quanta sofferenza, in un gran premio partito con ben altre speranze.
RUSSELL 6
Partiva molto indietro e non riesce più di tanto ad abbellire la sua gara, chiudendo settimo e molto distante da Hamilton, il suo compagno di squadra, inevitabile punto di riferimento. Questa volta la gloria transita da un’altra parte.
ALONSO 5
È da un po’ di tempo che la sua Aston Martin non lo asseconda più. Il ritorno alla vittoria resterà un miraggio, il ritiro è il mesto sipario a una giornata no.