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Ferrari super in qualifica ma lenta in gara, ecco perché le Rosse fanno tanta fatica

Charles Leclerc a Las Vegas

Charles Leclerc a Las Vegas

 

Anche a Las Vegas Leclerc si è confermato super nel singolo giro, ma troppe volte Maranello ha deluso in gara. I motivi

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Una Ferrari da pole. Anche se vincere è un’altra storia. Charles Leclerc lo sa meglio di tutti: delle sue 22 partenze al palo da quando è a Maranello (2019), solo 5 è riuscito a trasformarle in successi. Il confronto con Max Verstappen è indicativo: l’olandese è autore di 31 pole in carriera e ha vinto 52 gare (e tre titoli Mondiali).

Leclerc specialista nelle qualifiche

Il saldo negativo di Leclerc, e della Ferrari, ha molte ragioni. Quasi nessuna è legata alla performance del pilota monegasco. Il quale è invece uno specialista delle qualifiche, una materia per la quale, al di là della macchina, ha un dono speciale. Quello di portare l’auto al limite prestazionale nel singolo giro, anche quando l’auto stessa non è particolarmente competitiva.

La gara si vince invece con l’auto migliore, oltre che con l’ottimo pilota e con una squadra che funziona in ogni ruolo e dettaglio. Conta il motore, il bilanciamento, l’assetto, la gestione delle gomme. La distanza premia tutti questi fattori, oltre quelli relativi al tracciato, alle variabili ambientali, alle circostanze e naturalmente alle strategie.

Gli errori Ferrari

L’anno scorso, all’inizio della stagione, la Ferrari aveva una macchina più competitiva rispetto a quella dell’avvio di questo campionato. Ma molte delle possibile vittorie sono state sciupate per errori di strategie o per problemi di affidabilità. Nel 2023 il problema principale della rossa è stata nella sua incostanza di prestazioni: veloce in qualifica, lenta in gara. La Red Bull molto più equilibrata e anzi una macchina da gara: veloce, ben bilanciata, forte sul dritto (anche meno della Ferrari), perfetta nelle varie tipologie di curve. Con un’ala mobile molto efficace. Ha preso il posto della Mercedes che ha dominato in tutta l’era ibrida.

Costruire una macchina vincente è un insieme di mille piccole e cruciali componenti, lo è sempre e adesso di più con questa generazione di vetture a effetto suolo (dal 2022). Il progettista Red Bull, Adrian Newey, è l’unico sulla griglia che è stato protagonista dell’era precedente dell’effetto suolo. La Scuderia, che non vince un titolo Costruttori dal 2008 e piloti dal 2007, per il 2024 cambierà il concetto macchina.

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