Botta e risposta. La Ferrari ha strappato Lewis Hamilton alla Mercedes, la Mercedes controbatte togliendo a Maranello gli ingegneri, così come i rossi hanno già messo mano ai tecnici delle Frecce. Simone Resta, imolese, 53 anni, andrà a Brackley come direttore dello sviluppo strategico e lavorerà col direttore tecnico James Allison, con il quale ha già collaborato in Ferrari un decennio fa.
Capo progettista della rossa tra 2014 e 2018, spostato poi brevemente in Alfa Romeo prima di rimanere tre anni in Haas come direttore tecnico e tornare di recente a Maranello (ma senza incarichi specifici), Resta conosce nel profondo la realtà di Maranello così come i colleghi che andrà ad affiancare in Mercedes.
Con lui, in Gran Bretagna vola anche il veneto Enrico Sampò, esperto di simulazione e che per le Frecce sarà responsabile delle applicazioni software per le prestazioni, uno dei campi a più forte innovazione in F1.
La F1 è un mercato sempre aperto. E tra i grandi team (ma non solo), gli scambi di maglie non sono così infrequenti. Sulla direttiva Maranello-Brackley, ce ne sono stati anche di clamorosi: appunto quello di James Allison nel 2015, seguendo Aldo Costa che è stato dt tecnico in Ferrari dal 2008 al 2011. Il motorista rosso Lorenzo Sassi nel 2017 si è involato per l’Inghilterra così come ha fatto nel 2020 Giacomo Tortora, responsabile della dinamica del veicolo e del simulatore.
La Ferrari aspetta non solo l’arrivo di Hamilton nel 2025, ma anche quello dell’ingegnere francese Loic Serra, che a giorni lascerà la Mercedes e verrà sostituito da David Nelson come esperto dinamico dei veicoli. Serra “sconterà” un periodo di lontananza dalle corse per poi approdare a Maranello a inizio anno prossimo: con Enrico Cardile, progetterà la macchina del 2026. Non è il solo acquisto di Maranello: la campagna di reclusione di molte figure tecniche, anche non di primissima linea, è partita da tempo. L’arrivo di Hamilton nel 2025 sarà un richiamo ulteriore per attrarre anche i più riluttanti tra gli ingegneri.