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Le pagelle del Gp d’Australia: Sainz da 10 e lode, Perez un fantasma, Hamilton smarrito

Carlos Sainz festeggia sul podio 
Promossi e bocciati della terza gara della stagione di Formula 1. Lecler e Ferrari meritano 9, dietro la lavagna Verstappen e la Red Bull
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SAINZ 10 e lode
Questa volta ci vuole anche l’encomio solenne, non basta il massimo dei voti. In due settimane è passato da un letto d’ospedale, operato d’appendice, al gradino più alto del podio. Eroico è dire poco, oltreché pilota perfetto a Melbourne sia sul piano tecnico che tattico. Sa di averla fatta grossa, tanto è vero che via radio, nel colloquio con il team, aggiunge lacrime ai ringraziamenti di rito. Da rimarcare: la Red Bull nel 2023 e nel 2024 ha perso solo due gare, le ha vinte Sainz, a Singapore e in Australia. Inevitabile un pensiero: correva veloce già prima che lo spagnolo arrivasse al traguardo. Ha fatto bene la Ferrari a liquidarlo, per prendere il quarantenne Hamilton che anche oggi si è perso con la sua Mercedes?

LECLERC 9
Il punto in più, strappato con i denti attraverso il giro veloce, lo porta nel Mondiale piloti a sole quattro lunghezze da Verstappen. Questa è la parte felice del volto. Quella che rosica invece racconta di una Ferrari che ha strappato solo…

SAINZ 10 e lode
Questa volta ci vuole anche l’encomio solenne, non basta il massimo dei voti. In due settimane è passato da un letto d’ospedale, operato d’appendice, al gradino più alto del podio. Eroico è dire poco, oltreché pilota perfetto a Melbourne sia sul piano tecnico che tattico. Sa di averla fatta grossa, tanto è vero che via radio, nel colloquio con il team, aggiunge lacrime ai ringraziamenti di rito. Da rimarcare: la Red Bull nel 2023 e nel 2024 ha perso solo due gare, le ha vinte Sainz, a Singapore e in Australia. Inevitabile un pensiero: correva veloce già prima che lo spagnolo arrivasse al traguardo. Ha fatto bene la Ferrari a liquidarlo, per prendere il quarantenne Hamilton che anche oggi si è perso con la sua Mercedes?

LECLERC 9
Il punto in più, strappato con i denti attraverso il giro veloce, lo porta nel Mondiale piloti a sole quattro lunghezze da Verstappen. Questa è la parte felice del volto. Quella che rosica invece racconta di una Ferrari che ha strappato solo due gare alla Red Bull ed entrambe se l’è portate a casa Sainz. Che sarà difficile ora considerare un numero due nel resto della stagione. Se non ha vinto comunque la colpa è sua, esagerando in qualifica. Osando troppo nell’assetto, ha salutato la macchina in curva e il trionfo il giorno dopo.

Charles Leclerc (reuters)

FERRARI 9
Il passo avanti è stato notevole. E’ vero, l’Australia spesso è una pista favorevole, a Melbourne doppiette nel 2000 e nel 2004 (Schumacher e Barrichello), prima di oggi. Però l’anno scorso anche qui vedeva con il binocolo la Red Bull e ora gli è davanti. Il sorpasso di Sainz a Verstappen è stato vero, Perez, il Red Bull minore, è finito a distanza siderale. L’importante è non festeggiare troppo. Nel 2022, ultima doppietta rossa in Bahrein, il team si sentiva in paradiso. Forse si cullò troppo sugli allori e qualche settimana dopo si ritrovò per terra. Con Verstappen in fuga definitiva.

VERSTAPPEN 5
A lui, alla squadra, alla macchina, ai freni che si rompono. Prima o poi doveva succedere, dice, ma quanto fa male interrompere certe strisce positive, nove vittorie di fila, 43 gare di seguito a punti, da Australia 2022 ad Australia 2024. Il posto da incubo con annesso ritiro è lo stesso. Il sogno è ricominciare una striscia irresistibile. Chi lo dà già per tramontato, rischia di prendere un colossale abbaglio.

Max Verstappen dopo il ritiro 

PEREZ 4
Un fantasma. Privato dell’ingombrante presenza del compagno di squadra, il divino Verstappen, sparisce dalla pista. Chiude quinto, minimo sindacale, ma con distacchi dalla Ferrari da tappone dolomitico.

RED BULL 5
Sottosopra fuori, con le faide interne, il caso Horner, i colpi proibiti, ma finora perfetta in pista. Sinora. Saltano i freni e pure i nervi. E di colpo in classifica si trovano la Ferrari a soli quattro punti. Non erano più abituati ad avere rivali così a ridosso. Da vedere ora quale sarà la reazione.

NORRIS 7
Aiutato dalla squadra, che ordina a Piastri di farsi da parte e lasciarlo passare. Scaraventato sul podio, se lo prende. Pochi guizzi, massimo risultato.

PIASTRI 6
Idolo d’Australia, perde il terzo posto un po’ per colpa del team, che gli chiede di sacrificarsi, ma pure un po’ per sua responsabilità. Perché quei secondi persi con l’escursione sull’erba sono molto preziosi.

ALONSO 7
A vederlo in macchina dà sempre l’impressione di compiere qualcosa di grande. Regala una grande pressione a Russell, nel testa a testa, forse inducendolo all’errore nei giri finali. Finisce sesto (penalizzaro di 20” e retrocesso ottavo proprio per l’episodio con Russell) con una Aston Martin che non sembra all’altezza di Ferrari, Red Bull e McLaren. Se riesce a stare vicino, il merito non può che essere suo.

RUSSELL 7
In partenza è l’unico che sorpassa e guadagna posizioni. Fatica, ma alla fine riesce anche ad avere ragione di Alonso. Tutto vanificato dall’errore con botto finale. Dove si prende pure un bello spavento. Dentro ad una macchina semirovesciata, in mezzo alla pista, in piena traiettoria. Rischio grosso, brividi sicuri.

Lewis Hamilton (afp)

HAMILTON 4
Lewis s’è smarrito. Non solo in gara, con ritiro quasi istantaneo, la qualifica è stata mediocre, lontana dai suoi standard. Lewis s’è perso. La speranza (Ferrari) è che sappia tornare. Non quest’anno, problemi Mercedes, ma nel 2025. Quando dovrà indossare una tuta rossa, che è già nel suo armadio.

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